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Come affrontare i disturbi dell'apprendimento

In adolescenza tanti gli ostacoli alla necessità di equilibrio, concentrazione, attenzione: linee guida fondamentali per organizzare le informazioni scolastiche. L'importanza d'intervenire al più presto.

Come affrontare i disturbi dell'apprendimento

Dai 12 anni in poi gli studenti hanno bisogno di tempo per adattarsi alle trasformazioni del corpo, per conoscere e padroneggiare le nuove dimensioni fisiche e la forza, per abituarsi alla voce che cambia. Anche a livello emozionale tutto è in trasformazione. In questa ricerca di nuovi equilibri e soluzioni l'adolescente può essere imprevedibile e incostante: a volte impulsivo e iperattivo, altre eccessivamente passivo. Tutte reazioni che costituiscono veri e propri ostacoli alla necessità di equilibrio, concentrazione, attenzione, linee guida fondamentali per organizzare le informazioni scolastiche. Le neuroscienze spiegano che i circuiti cerebrali degli adolescenti super-eccitati da testosterone e dalla carenza di mielina (sostanza isolante che impedisce le interferenze fra neuroni) hanno bisogno di rassicurazioni e sostegno affettivo, mentre il rischio è quello di precipitare nell’ansia, che ostacola il processo di apprendimento. Ben diversi i disturbi specifici di apprendimento (DSA), da trattare con programmi differenziati da insegnanti e psicologi.

 

Come individuare le difficoltà

Spesso le difficoltà specifiche non vengono individuate precocemente. Così il ragazzo è costretto a vivere una serie di insuccessi a catena, senza che se ne riesca a comprendere il motivo. Queste ripetute incapacità a eseguire compiti e ripetere le lezioni sono i primi segnali d'allarme. L’insuccesso prolungato genera scarsa autostima, che riduce l’interesse per la scuola; il rendimento peggiora e abbassa ancora di più l'autostima. Perciò bisogna intervenire al più presto.

Il patto scuola - famiglia

Per prima cosa stabilisci con la scuola un’alleanza didattica ed educativa pianificando un intervento sia per rintracciare le cause della difficoltà di apprendimento (eventualmente anche con visite psicologiche), sia per programmare un piano di recupero. Se la difficoltà è dovuta a dislessia, deficit di attenzione o altre problematiche psicologiche, è importante attivare sia a scuola che a casa un insegnamento il più possibile individualizzato che si avvalga di strumenti compensativi, quali computer, calcolatrice, ascolto di cd etc. Quando il problema, invece, è determinato da problemi emozionali, scarsa autostima, crisi di crescita, devi attivare con gli insegnanti una sorta di patto scuola-famiglia per mettere in atto una linea comune di intervento. Se tuo figlio frequenta le prime classi di un liceo o di un istituto tecnico, puoi scegliere il tutoraggio che, ormai, è presente in ogni scuola: consiste nel farsi seguire e aiutare nei compiti da ragazzi che frequentano l’ultimo anno delle superiori. Scambiarsi le informazioni fra pari ha un effetto rivitalizzante a livello motivazionale. Se le lacune sono molte e profonde, è opportuno iscriverlo a un corso di recupero tenuto dai docenti della classe. Di solito, quest’attività è organizzata in gruppi piccoli e, quindi, il ragazzo può ricevere maggiori attenzioni.

di Maria Angela Masino

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