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Clima e allergie: ogni mezzo grado i pollini si decuplicano

Il cambio di temperatura aumenta la quantità dei granuli pollinici nell'aria, peggiorando le malattie respiratorie come asma, rinite, congiuntivite e dermatite atopica di due milioni di allergici. I bambini più esposti.

Clima e allergie: ogni mezzo grado i pollini si decuplicano

Si stima che un cambio di mezzo grado in più della temperatura faccia aumentare da 10 a 100 volte la quantità dei pollini nell'aria. Di conseguenza, aumentano da 10 a 100 volte anche le persone che soffrono di allergie durante la primavera.

Nel caso degli acari (Dermatophagoides pteronyssynus), la maggiore causa di allergia in Italia, le condizioni ottimali sono 25°C e umidità relativa 70-80%, ma la loro presenza diventa abbondante già quando l’umidità interna supera il 65% per alcune settimane e la temperatura oltrepassa i 22°C, raggiungendo il culmine alla fine dell’estate.

Si evince che con un aumento costante della temperatura del pianeta non solo avremo periodi estivi sempre più lunghe, ma anche una maggiore quantità di acari nelle nostre case con un’incidenza di persone colpite da allergie respiratorie e cutanee come rinite, asma ed eczema, sempre più numerosa.

Il tema è stato al centro del 28° Congresso Nazionale della SIAAIC, Società Italiana Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica che ha riunito a Bologna i massimi esperti italiani e stranieri per discutere sulle novità delle patologie allergologiche e del sistema immunitario, in grandissimo aumento nella nostra popolazione, sino a coinvolgere un italiano su cinque. 

 

ALLERGIE E CAMBIAMENTI CLIMATICI

La maggior parte delle sostanze che scatenano le allergie più comuni come la rinite e l'asma allergico sono molto sensibili ai cambi climatici. Basti pensare ai pazienti che soffrono di allergie respiratorie nel periodo primaverile per i pollini che sono prodotti dalle piante in primavera e non inverno quando la temperatura è più bassa. “In Italia non ci sono stime precise – spiega il Prof. Vincenzo Patella, Coordinatore Nazionale Task Force SIAAIC Cambiamenti Climatici e Ambientali e Responsabile Centro Aziendale Provinciale ASL Salerno per la Cura delle Malattie Allergologiche e Immunologiche Gravi - ma se consideriamo che circa il 20% della popolazione in Italia soffre di allergie ed una buona parte dei soggetti allergici con asma prima di un temporale aumentano il numero delle crisi asmatiche, parliamo quindi anche di più di due milioni di persone che a causa dei capricci del tempo possono improvvisamente peggiorare il loro stato di salute. Le allergie più frequenti tra quelle condizionate dai fattori climatici sono quelle respiratorie come asma, rinite ma anche congiuntivite ed dermatite atopica. I bambini sono sicuramente più esposti alle riacutizzazioni durante i cambiamenti climatici anche perché sono anche i primi a subire l'effetto dell'inquinamento atmosferico”, avverte lo specialista.

 

INQUINAMENTO INDOOR

“Oggi, a fronte di dati confortanti sulla possibilità di ridurre il maggior inquinante atmosferico prodotto dall'uomo che è rappresentato dall’anidride carbonica, ovvero il principale fattore che induce l'effetto serra, uno dei pericoli in futuro più preoccupante è l'inquinamento indoor – conclude il Prof. Vincenzo Patella - Molte persone, soprattutto in età lavorativa, trascorrono tantissime ore in luoghi chiusi: ciò le espone ai danni ambientali dell'aria forzata, con numerosi inquinanti, in primo luogo il fumo passivo e il clima caldo-umido delle abitazioni, delle scuole e dei luoghi di lavoro (favorente la crescita degli acari e di funghi nell'aria forzata). Questo scenario sicuramente contribuirà all’aumento dell’ incidenza e della prevalenza di patologie respiratorie croniche, come l’asma, e all’incremento della loro evoluzione verso forme persistenti, gravi ed invalidanti”.

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