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Chirurgia estetica: in Italia, boom di interventi

Italiane (+6,20%) battono americane (+3%) per ritocco estetico. Al primo posto la liposuzione, al secondo la mastoplastica additiva (33.532), seguita dalla blefaroplastica e dalla rinoplastica. La paura di invecchiare è la prima motivazione.

Chirurgia estetica: in Italia, boom di interventi

Italia batte USA in fatto di ritocco. Secondo i dati dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica, gli interventi di chirurgia e medicina estetica hanno superato, nel 2014, quota 1 milione con un aumento del + 6,20% rispetto al 2013 e una crescita quasi doppia rispetto a quella americana (+3%) dove il ricorso al bisturi e ai trattamenti meno invasivi ha raggiunto comunque cifre da record: ben 15,6 milioni di interventi (fonte Società Americana di Chirurgia Plastica - SACP).

 

Nonostante il perdurare della crisi, al primo posto tra le richieste delle italiane la liposuzione (con 43.989 operazioni); al secondo la mastoplastica additiva (33.532), seguita dalla blefaroplastica (32.000), mentre sono balzate a 24.000 le richieste per un naso più bello. Diverso il trend delle americane: le nuove statistiche indicano come procedure più gettonate gli impianti e il sollevamento dei glutei. In aumento anche i dati sulla medicina estetica, richiesta da oltre 700.000 pazienti: in aumento con oltre 270.00 casi l’iniezione della tossina botulinica che supera per la prima volta l’acido ialuronico ( 265.00 interventi).

 “La richiesta di chirurgia plastica continua ad aumentare grazie anche ai progressi medici e alla tecnologia sempre più raffinata e all’avanguardia che mette a disposizione una gamma ormai ampia di opzioni per i pazienti”, ha commentato Renato Calabria, il chirurgo estetico dei divi di Hollywood, già “Bisturi d’Oro 2014”, il premio internazionale di chirurgia plastica del “World Plastic Surgery Congress”.

 

Tra le altre curiosità emerse dal report annuale della Società Americana di Chirurgia Plastica, l’aumento delle procedure cosmetiche meno invasive: al primo posto, la tossina botulinica di tipo A, il filler di tessuti, il peeling chimico, la rimozione dei peli con laser, la microdermoabrasione. Gli interventi estetici invece sono aumentati dell’1%, e riguardano il seno, il rimodellamento del naso, la liposuzione, palpebra, lifting facciale.

In aumento anche le ricostruzioni del seno per chi ha subito una mastectomia totale a causa del cancro (più di 120.000 gli interventi nel 2014 con un aumento del 7%). “Se da una parte il dato è allarmante dall’altro è importate dopo un intervento così delicato riportare il seno alla misura, all’apparenza e alla taglia più normale. Molti studi dimostrano inoltre che la ricostruzione può migliorare notevolmente la qualità della vita del paziente e l’immagine di sé” - continua il Dr. Calabria (docente presso il “Department of Plastic Surgery at the University of Southern California” e noto chirurgo di molte star di Hollywood con studio a Beverly Hills, Milano e Roma, esperto internazionale sul lifting facciale con cellule rigenerative) - ma non tutti i pazienti che hanno il cancro al seno ricorrono alla ricostruzione in alcuni casi perché non sono informati di tutte le alternative e le tecnologie moderne che ci sono oggi a disposizione”.

 Una chirurgia tutta in rosa? Macché. Sempre secondo le statistiche americane della SACP, nel 2014 è cresciuto anche il numero di uomini che si sono sottoposti ad un intervento di chirurgia. L’intervento più gettonato è l’aumento del petto, seguito dalla riduzione del seno.

Il macho italiano che si è rivolto a un chirurgo plastico è, invece, in calo rispetto al 2013. Al bisturi preferisce il ritocchino soft, ma se proprio deve andare sotto i ferri sceglie la liposuzione, blefaroplastica e rinoplastica.

 Ad accomunare italiani e americani nelle scelte è la paura di invecchiare, che rimane la prima motivazione che spinge maschi e femmine a ricorrere al medico o al chirurgo: l’uomo lo fa più per esibizionismo,  mentre la donna per compiacere se stessa.

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