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Capelli: come camuffare la mancanza con l’aiuto della tricopigmentazione

Soluzione ideale nel supporto agli interventi chirurgici di copertura di cicatrici o nel trapianto e nei casi di alopecia, calvizie e diradamento. Approfondiamo con la specialista la tecnica naturale del disegno cutaneo che simula la crescita della chioma

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Capelli: come camuffare la mancanza con l’aiuto della tricopigmentazione
Milena Lardì

È una branca della micropigmentazione e si occupa della ricostruzione del capello in una zona del corpo colpita da deficit pilifero, come in caso di alopecia, calvizie, diradamento, oppure a seguito di interventi chirurgici di auto-trapianto e di altre terapie che hanno effetto negativo sulla chioma e sulla sua ricrescita, quali la chemioterapia. “La tricopigmentazione”, commenta Milena Lardì, specialista in materia e co-autrice di due testi, ‘I colori del benessere’ e ‘Calvizie Comuni’, “è un disegno cutaneo dall’effetto naturale su una o più aree della calotta cranica e può rivelarsi un valido complemento alla chirurgia o a un innesto, tanto che nel 2011 ha ricevuto il riconoscimento dalla comunità scientifica. Ma rappresenta anche un’alternativa quando non è possibile intervenire con una soluzione medica. Un esempio fra tutti è l’alopecia universale, una condizione irreversibile per la quale fino a qualche anno fa si poteva porre rimedio solo indossando protesi o parrucche”. 

 

Il principio di azione

Si tratta di una veicolazione di pigmenti nella cute tramite macchinari sui quali vengono montati appositi aghi. È una tecnica non invasiva, né tantomeno dolorosa, e non presenta controindicazioni, e può essere impiegata addirittura per i malati oncologici. “Il metodo può sembrare simile al tatuaggio”, continua l’esperta, “ma si differenzia da questo per il grado di profondità nel passaggio dei colori, in quanto la trico si ferma allo strato superficiale del derma, e dal tipo di prodotti utilizzati, che sono totalmente riassorbibili. Ciò significa che il nostro sistema immunitario è capace di ‘digerirli’ e con il passare del tempo li elimina in modo definitivo”.

 


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