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C’è una sfida fra gli alberi

Bastano una mappa, una bussola, tanto fiato e un po’ tattica: tutto questo è orienteering, il nuovo sport da vivere all’aperto, a piedi. Obiettivo: conquistare agilità, tono e resistenza

C’è una sfida fra gli alberi

Con la consulenza del professor Giampiero Grassi, della Federazione Italiana Sport Orientamento

 

Durante gli esercizi di orienteering l’obiettivo è quello di raggiungere in sequenza una serie di punti prefissati, detti lanterne, nel minor tempo possibile, orientandosi esclusivamente con una carta topografica, disegnata appositamente e una bussola magnetica. Si corre da soli seguendo percorsi differenziati a eccezione delle gare per esordienti dove si gareggia in gruppetti o a coppie. Sulla cartina è disegnato un percorso che si snoda dalla partenza all’arrivo attraverso linee che uniscono i punti di controllo: sassi, staccionate, baite, tronchi di alberi sul terreno, in corrispondenza dei quali sono posizionate le lanterne, segnali bianco-arancio dove l’orientista trova una macchinetta elettronica che legge la sua penna magnetica per marcare il proprio passaggio.

 

Il percorso

«L’abilità è saper scegliere il percorso migliore tra i vari punti di controllo in base alle proprie capacità fisiche e tecniche. Una volta raggiunte tutte le lanterne (in genere sono da 10 a 25) si scaricano i dati della penna magnetica e si controlla che il percorso sia stato seguito in modo corretto», spiega il professor Giampiero Grassi della Federazione Italiana Sport Orientamento. Lunghezza media e difficoltà cambiano in base alla preparazione e all’età del concorrente: i ragazzi percorrono 4 km in 30 minuti, i 35 enni 12 km in un’ora e venti e così via. L’orienteering è uno sport adatto a tutta la famiglia. Il tipico ambiente dove si svolge la corsa orientamento è il bosco in collina o in montagna spesso all’interno dei parchi nazionali oppure dei parchi cittadini. Ma esiste anche un circuito nazionale nei centri storici di città come Venezia, Orvieto e Trieste o meno scontate come Voghera.

 

Per una linea perfetta

Essendo un’attività aerobica, la corsa orientamento migliora l’attività respiratoria e circolatoria e rappresenta un allenamento molto completo. Durante il percorso si deve mantenere un passo di corsa medio lento. In pratica il livello di sforzo soggettivo consigliato è tale da permettere a chi corre di mantenere la lucidità necessaria per parlare senza problemi; anche se ovviamente l’orientista anziché parlare consulta la mappa che tiene in mano. Un ritmo di questo genere può essere così mantenuto durante tutta la gara senza compromettere le facoltà cognitive e il pensiero strategico. L’orienteering è anche un’attività dimagrante: il percorso può durare da 20 a 30 minuti, da 50 a 80. Dato che dopo venti minuti di attività aerobica continuata il corpo inizia a utilizzare i grassi come combustibile per produrre l’energia necessaria al movimento, la corsa orientamento risulta un ottimo aiuto per perdere peso in eccesso e anche per ritrovare buon umore grazie alle endorfine prodotte. Per prepararsi il consiglio è quello di allenarsi regolarmente alternando corsa  e camminata fino a correre a ritmo blando per 50 minuti consecutivi senza fatica.

 

Questo sport è anche un ottimo esercizio per la mente

«La Natura è il parco giochi di questo sport ed essere immersi è una situazione di per sé estremamente rilassante. Scegliere il percorso corretto dà una gratificazione enorme e aiuta a sviluppare autodeterminazione e autostima», spiega Grassi. Si allenano l’attenzione e la memoria perché bisogna mettere in rapporto ciò che si legge a ciò che si vede, passando da un mezzo simbolico (la mappa) alla realtà del bosco. E naturalmente richiede anche molta concentrazione perché la lettura della carta e l’osservazione del territorio devono essere rapide. Stimola la capacità di scelta: ci sono sempre un percorso più sicuro, ma lungo e uno più rischioso e più breve. Si deve quindi saper scegliere tra velocità e sicurezza ponendosi degli obiettivi consoni alle proprie abilità e gestendo il tempo nel modo migliore. Ricordiamolo: trovare un punto di riferimento rappresentato magari da un semplice sasso in un bosco nel modo più veloce possibile è un bel problema da risolvere!

di Annalisa Bacci

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