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Shopping: arredare la casa fa bene all’umore, parola di Roberta Lanfranchi

La presentatrice TV, in visita a Moa Casa, la mostra di arredo e design di Roma, per comprare un letto

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Shopping: arredare la casa fa bene all’umore, parola di Roberta Lanfranchi

Rinnovare la propria casa è una medicina capace di rimetterci in pace con noi stessi e con gli altri. Fa bene all’umore, migliora l’autostima e ricarica le nostre energie.
Parola di
Roberta Lanfranchi, ex velina dal 17 novembre impegnata nello spettacolo teatrale itinerante "Smetti di piangere Penelope". La Lanfranchi e il suo compagno Emanuele Del Greco hanno fatto visita al Moa Casa, la mostra di arredo e design di Roma, interessati all'acquisto di un letto della Lineazeta. Roberta Lanfranchi è rimasta particolarmente colpita da un letto realizzato in neoprene, materiale altamente tecnologico attualmente utilizzato nella realizzazione di mute da sub, che quale conferisce al letto stesso una linea elasticizzata e scolpita.

"Adoro visitare le fiere dell'arredamento, lo trovo veramente rilassante. Mi piace poter toccare con mano i tessuti per testarne la morbidezza ma anche la resistenza, e scegliere i diversi colori da poter abbinare nel modo più creativo. A volte forse anche con accostamenti un po’ azzardati, ma mi diverto a sperimentare e nell’arredare la casa. Trovo sia uno sfogo per la parte creativa che è in me. Quest’anno però è tornato il bianco nel mio salone. In passato ho provato con colori più forti, ma il bianco è il colore perfetto per le ore di assoluto relax che passo sul mio divano ampio, comodo e pieno di cuscini".

 

Il parere dello psicologo

"C’è una differenza sostanziale tra il piccolo acquisto capace di dare una gratificazione immediata, e la ristrutturazione di un habitat nel quale si vive", spiega Giuseppe Di Luigi, psicologo e psicoterapeuta. Il motivo? "Perché, se vado a comprarmi un soprammobile (e vale lo stesso per un vestito) voglio rendere la mia vita più accettabile, mentre se vado a comprare un mobile nuovo, i cambiamenti sono più sostanziali. E vuol dire che c’è qualcosa che si sta evolvendo. Tutto questo vale se parliamo di acquisti fatti non sull’onda del bisogno, perché – continua il docente di psicologia all’Università di Chieti - se compro il divano perchè l’ho rotto si tratta di una sostituzione necessaria. Quindi è chiaro che, se non c’è urgenza, il nuovo acquisto identifica nell’oggetto che compro un valore di gratificazione in funzione della richiesta che in quel momento non sento soddisfatta. Il discorso cambia se invece si tratta di un miglioramento, e quindi di una maggiore capacità di vivere l’ambiente. Allora compro l’intera camera da letto, azione che indica il bisogno di cambiare in modo marcato l’atmosfera che mi circonda e, quindi, anche le mie aspettative di vita.

 

Stile e colori

È facile che – continua Di Luigi, responsabile del sito psiconline.it - se cambio camera, difficilmente comprerò un arredamento col medesimo stile. Questo è un termometro da non prendere sottogamba, visto che lo stile che mi rappresentava in precedenza ora non mi rappresenta più, perché ho cambiato semplicemente idea. Capita per esempio a 25 anni, quando si è orientate soprattutto nella scelta di mobile e suppelletili lineari, che poi a 50 anni voglio cambiare rifugiandomi in un design più classico. L’età influisce molto sullo stile di vita.

Oggi questo discorso vale tanto per uomini quanto per le donne, alla stessa maniera. Anche i colori sono importanti: che il blu distende e che il rosso indica aggressività, lo abbiamo letto tutti su libri o giornali. Ma la percezione dei colori è parte fondamentale della nostra vita psichica. I colori chiari portano a una maggiore distensione, a una visione più soft del mondo che ci circonda. Invece i colori netti, vivi, propendono per una visione del mondo molto più marcata e vissuta con maggiore intensità. Il mio consiglio? Se abbiamo bisogno di scaricarci facciamolo attraverso l’acquisto consapevole. È un momento di scarico. Perchè tampona un mio bisogno non fondamentale. Ecco, l’acquisto fatto in questo modo diventa un meccanismo quasi terapeutico. Se invece compriamo con consapevolezza, inneschiamo un meccanismo patologico".

 

 

 

 

 

Giuseppe
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