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I Cinque Tibetani: il numero dell’eterna giovinezza

Dal mistico Tibet, 5 semplici esercizi che promettono di rallentare il processo dell’invecchiamento

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I Cinque Tibetani: il numero dell’eterna giovinezza

Corpo, mente e spirito possono ottenere enormi benefici dalla pratica dolce di cinque riti che, mantenendo inalterata l’armonia di un organismo sano e vitale, limitano gli effetti del tempo e rallentano il fisiologico processo dell’invecchiamento.

La scoperta e diffusione di questi antichi riti si deve al libro di Peter Kelder, I cinque tibetani”. L’autore racconta che tutto nacque con un incontro su una panchina in un parco. Lì conobbe il colonnello Bradford, ufficiale britannico in pensione, che gli parlò del suo desiderio di ricercare la Fonte dell’eterna giovinezza. Si ritrovarono dopo anni, con il colonnello che sembrava ancora un giovanotto e che gli rivelò il suo segreto: aveva trovato la Fonte, i Cinque Riti praticati quotidianamente dai lama di un remoto monastero himalayano, esercizi dolci che avevano avuto il potere di “mantenerlo giovane”.

 

Come agiscono

I cinque tibetani agiscono sui sette centri energetici principali, i chakra della tradizione induista, corrispondondenti alle principali ghiandole endocrine: la ghiandola pituitaria, che secerne l’ormone dell’invecchiamento, la ghiandola pineale, la tiroide, il timo, le ghiandole surrenali, il pancreas e le ghiandole della riproduzione. In un corpo sano, i chakra (o vortici) ruotano molto velocemente e in armonia tra loro, permettendo all’energia vitale (prana) di fluire; quando la rotazione rallenta comincia il processo di deterioramento dell’organismo. Lo scopo dei cinque riti è quello di riattivare e mantenere il moto rotatorio.