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Mettiamoci una pietra sopra quando serve: l'allume di rocca

Storia e proprietà del sale utilizzato come deodorante personale naturale, anallergico ed emostatico, e non solo...

Mettiamoci una pietra sopra quando serve: l'allume di rocca

"Non ti lavare, sto arrivando!" A chi può appartenere una frase del genere? A un consumato feticista di Detroit? A qualche grottesco personaggio del film di Ettore Scola "Brutti, sporchi e cattivi"? A un decrepito, infermo, non vedente, ricco signore giapponese a cui restano pochi sensi e mezzi per godere della compagnia di qualche giovane geisha? No. La breve, inequivocabile, erotica esortazione viene tradizionalmente attribuita a Napoleone Bonaparte che si faceva precedere a distanza di giorni da un biglietto con questa amorosa richiesta per la bella e chiacchierata prima moglie Joséphine. Gli storici non riportano fino a che punto l'avvenente consorte andasse incontro ai desideri del non alto ma magnetico imperatore. Mancano per ora fonti attendibili che possano testimoniare su quanti giorni in genere l'imperatrice lasciasse "maturare" la propria personale fragranza.

Ma lasciando i vip del passato alle loro storie, alla Storia, o a quel che ne rimane, tornando al nostro presente ci attende la ovvia, ma mai abbastanza, considerazione che usi e costumi e quindi desideri mutano col cambiar di tempi, luoghi e persone. Oggi in genere, a parte esigenze o desideri molto personali, una delle preoccupazioni del vivere sociale è quella di stare vicino ai nostri simili senza molestarli con una nostra eccessiva, olfattiva presenza. Un genere di presenza che diventa invadenza sgradita quando si supera una certa soglia di intensità, diversa da persona a persona, sia in relazione alla qualità e quantità di presenza liberata "dell'emittente", sia per quel che riguarda la sensibilità del "ricevente" o dei riceventi il segnale olfattivo; e queste sono variabili che possono esser misurate solo soggettivamente e mai una volta per tutte. E ciò ovviamente vale sia per il nostro odore naturale, sia per quelli di cui possiamo "rivestirci", coprirci artificialmente, pagandoli magari tanto, come nel caso di profumi o anche di deodoranti. Questi ultimi molto spesso oltrepassano la soglia, i limiti del loro compito dichiarato (togliere, inibire l'odore) per sconfinare sempre più nel territorio dei profumi.

Chi cercasse un buon modo per prevenire un naturale inconveniente della sana attività del sudare potrà sperimentare le delicate ed efficaci virtù di una strana pietra da usare sulle aree del nostro corpo maggiormente coinvolte nella suddetta attività. Una pietra che tiene fede letteralmente all'aggettivo e alla funzione di "de-odorante". Si potrebbe dire che sta semplicemente nel suo: toglie l'indesiderato senza aggiungere altro. La pietra o, più precisamente, il cristallo, è un sale chiamato allume di rocca, da una città dell'antica Siria, secondo Johan Wallerius mineralogista e chimico svedese del '700, ma noto anche come allume di potassio, la cui formula è: KAl(SO4)2 · 12H2O.

Già noto alla medicina Ayurvedica (phitkari) e a quella Cinese Tradizionale (ming fan), nel Mediterraneo del VI secolo a.C. era merce assai preziosa. Esistente in natura, fin dall'antichità fu ricavato artificialmente. La sua produzione nell'isola di Lesbo è archeologicamente accertata dalla presenza di un laboratorio per la cristallizzazione a partire dall'alunite (solfato basico di alluminio e potassio). Probabilmente l'allume usato nel mediterraneo non era di un solo tipo, ma variava per composizione e provenienza. Il più prezioso era considerato l'allume d'Egitto, dove nacque e si sviluppò il suo primo impiego industriale, e dove l'utilizzo del composto è accertato già almeno 2000 anni prima di Cristo. Usato per la tintura dei tessuti e per la concia, nella produzione del vetro, per la depurazione delle acque, per rendere ignifughi tessuti e legno. La storia dell'allume, come quella di tutte le risorse di grande utilità, è antica e ricca di luoghi e vicende: il Medio Regno dell'antico Egitto, la Mesopotamia, Focea in Anatolia (prima colonia genovese, poi, nel 1455, passata all'Impero Ottomano), poi la scoperta, a metà del Quattrocento, di giacimenti nei Monti della Tolfa e l'anatema di Papa Paolo II (1465) per chi non avesse usato l'allume papale. Da Tolfa in quegli anni appunto veniva esportato in tutta Europa e i proventi dovevano servire a finanziare una grande crociata contro i Turchi. Venezia, non da sola, si diede però poca pena di restar fuori dalla grazia divina e continuò a importare l'allume turco. Fin quando la sua produzione comincia a spostarsi fuori dal Mediterraneo, e agli inizi del secolo XVII vedrà la luce la prima fabbrica di allume nel Nord dello Yorkshire (nata per necessità prevalentemente legate alla lavorazione della lana), forse il primo, significativo passo verso la rivoluzione industriale.

Una piccola, personale e piacevole rivoluzione nelle nostre abitudini quotidiane può essere invece quella di lasciare il solito, odoroso deodorante per provare la delicata azione di un cristallo anti-odore da passare sulla pelle ancora un po' umida appena ci siamo asciugati dopo un bagno o una rapida doccia. Nelle solite aree, o anche dove i consueti deodoranti non si usano. Essendo un antisettico blocca, ritarda la proliferazione dei batteri che causano il cattivo odore. La qualità anallergica, ipoallergica (definizione sempre più corretta), o semplicemente quella che potremmo dire "discrezione" inodore dell'allume di rocca, ne consente l'uso davvero per tutto il corpo. Mediamente l'efficacia dell'allume copre ventiquattro ore. Se non si vuole passare la pietra come uno stick si può preparare una soluzione d'acqua satura di cristalli frantumati di allume di rocca per poi usarla come spray. La soluzione sarà satura quando anche dopo agitazione ripetuta e ore trascorse dalla preparazione conterrà sempre qualche cristallo non sciolto. Basterà poi aggiungere qualche cristallo ogni volta che si aggiunge acqua.

Unica cosa da tener presente per la nostra salute è quella formuletta che ho scritto non per diletto qualche riga su e che ripresento qui: KAl(SO4)2 · 12H2O. Questa è la formula che deve essere stampata da qualche parte sulla confezione di ciò che andiamo a comprare come allume di rocca o di potassio o potassico. Questa formula, non altra.

Una curiosità del nostro tempo. Dall'antica India fino all'egizio utilizzo paleoindustriale e medicale, agli alterni monopoli del prodotto nel Mediterraneo, alle scomuniche per chi non avesse usato quello "giusto", passando attraverso le Lezioni sulla materia medica (1770) di Charles Alston, dove è riportato l'antico uso, secondo Dioscoride, dell'alumen in qualità di anticoncezionale "locale", da applicarsi prima dei rapporti, oggi l'allume di rocca, dopo "usi e costumi" diversi, possiamo trovarlo coinvolto anche nella composizione di un lubrificante e astringente vaginale.

Avvertenza. Se non avete mai sperimentato questa pratica deodorante, e se per caso vi trovate a usare per il bagno o per la doccia un sapone delicato, olfattivamente poco invasivo e poi vi deodorate con l'allume di rocca, uno degli effetti possibili e inattesi potrebbe giungere nel corso della giornata o serata. Il vostro corpo, chimicamente potremmo dire quasi "nudo", non coperto da altro, potrebbe ritrovare il suo odore originale, e voi potreste scoprire che proprio quell'odore espresso dalla vostra pelle... vi piace. Tutto qui.

Fonti:
http://www.lalumiera.it (sito di Allumiere, Monti della Tolfa)
http://www.fondazionemicheletti.it/altronovecento/articolo.aspx?id_articolo=14&tipo_articolo=d_cose&id=55 (Su anatemi e importanza economica dell'allume per i papi dal XV secolo in poi)

Delumeau , Jean - L'allume di Roma, ed. Comunità montana Monti della Tolfa, 2003.
Borgard, Jean-Pierre - L'alun de Méditerranée, ed. Centre Jean Bérard, 2005 (ISBN: 2-903189-84-6).

di Salvatore Lanzetti

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