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Tunnel carpale. Diagnosi e cura dell’osteopata

Cinque italiani su cento sono affette da questa neuropatia. I suggerimenti anti dolore dell’esperto osteopata Giuseppe Pensieri

Tunnel carpale. Diagnosi e cura dell’osteopata

Forse la notizia non servirà a cambiare le nostre abitudini in ufficio, ma quantomeno sarà una conferma per chi si è lasciato contagiare dalla passione per i computer: l’uso del mouse toglie forza alla mano. Capita a cinque italiani su cento, affetti da "sindrome del mouse" o "sindrome del tunnel carpale". "Una neuropatia dovuta all’irritazione o alla compressione del nervo mediano, spesso irritato nel suo passaggio attraverso il canale carpale: una cavità localizzata a livello del polso", spiega Giuseppe Pensieri, osteopata D.O. M.R.O. (I) M.F.E.O. Infatti non tutti sanno che "nel tunnel passano il legamento "trasverso", oltre al nervo mediano, vene e  tendini dei muscoli flessori delle dita. Quindi, l’infiammazione cronica di una borsa tendinea dei flessori, che comprime il nervo mediano, può far scaturire questa fastidiosa patologia".


Una patologia da non trascurare
Può manifestarsi in gravidanza, nei soggetti "ipertiroidei" e in quelli affetti da artrite reumatoide. Più frequente in chi utilizza molto e male le mani, le donne ne soffrono molto, soprattutto dopo i 40 anni, con disturbi della sensibilità che colpiscono le prime tre dita (pollice, indice, medio) e metà del quarto dito della mano. "Molto comune anche tra gli sportivi che giocano a bowling, baseball e usano molto le mani, oppure tra gli operai che adoperano utensili come i martelli pneumatici, o gli orologiai che riparano i congegni. La "sindrome del mouse" è lamentata da persone che comunque sfruttano molto i due arnesi che la natura ci ha donato per approvvigionarci e non solo. Così da avere difficoltà nell’eseguire lavori con le dita, come avvitare o svitare una bottiglia, lavorare a maglia o altro. Nelle fasi iniziali il paziente lamenta parestesie (formicolii) e scosse. Clinicamente il dolore e le parestesie possono essere evocati attraverso la percussione a livello del tunnel carpale (segno di Tinel). Se il paziente lamenta la comparsa di scosse il segno è da considerarsi positivo. Altro segno caratteristico è la manovra di Phalen, che consiste nel tenere iperflessi i polsi l'uno contro l'altro 90 secondi: anche in questo caso, la comparsa di parestesie è da considerarsi un segno positivo per la sindrome. Questa problematica, capita più frequentemente in età adulta o avanzata e colpisce maggiormente le donne”.


Quali sono i sintomi?
Parestesie, dolori e torpore sulla superficie palmare della mano e in particolare nel territorio di innervazione del nervo mediano (prime tre dita e metà del quarto) sono i sintomi più comuni di questo problema. "Normalmente di notte la sintomatologia è più forte, al punto da risvegliare il paziente dal sonno, costringendolo a scuotere la mano e a massaggiarla. Cucire, attaccare bottoni, strizzare un panno, compiere movimenti quotidiani, diventa difficile se non impossibile. In una fase tardiva, se le condizioni persistono, i muscoli della mano, raggiunti dal nervo, diventano ipotonici e deboli. In questo caso l’osteopata deve anche saper indagare sulle abitudini del paziente, per capire meglio come si potrebbero modificare i movimenti o le posizioni colpevoli. Una buona anamnesi è sicuramente il primo passo per differenziare la cura. Non basta constatare il dolore, gonfiore e altri sintomi. Bisogna ricercare e correggere le disfunzioni che producono il disagio. L’osteopata deve bene differenziare tra una lesione di un disco cervicale e la pressione sul nervo mediano nel tunnel carpale, compito non sempre facile. Accertato che non esistono problemi remoti, si procede a esaminare la mobilità delle articolazioni dalla spalla in giù, aggiustando eventuali disfunzioni o ipomobilità articolari. Per ultimo, passa in rassegna ogni muscolo della catena cinematica dell’arto superiore: per capire il suo livello di funzione e la sua integrazione coi sinergisti e antagonisti. In presenza di sintomi importanti la diagnosi strumentale è affidata all’elettromiografia (EMG): per misurare le caratteristiche di conduzione del nervo, facendo passare corrente di bassa intensità attraverso esso. Se la "sindrome del tunnel carpale" viene diagnostica in tempo, è possibile avere degli ottimi risultati con il trattamento manipolativo osteopatico: i sintomi scompaiono nel giro di tre settimane. Nel caso in cui l’operazione chirurgica fosse necessaria, l’osteopatia, con le sue tecniche, accelera i tempi di guarigione e di recupero. Importante: le manipolazioni della mano e del polso non devono essere assolutamente fatte in presenza di artrite reumatoide”, conclude Pensieri, laureato in scienze motorie e sportive, specializzato in prevenzione e rieducazione dell’Università di Roma I.U.S.M.


Le cause che scatenano la sindrome
Il dolore al polso e alla mano può essere dovuto a varie cause:

- Problema biomeccanico del tratto cervicale;
- Una pressione sul nervo mediano, che passa nel polso in un tunnel formato da delle piccole ossa chiamate carpali;
- Artrite dell’articolazione del polso;
- Post-trauma o in seguito al consolidamento di una frattura delle ossa del polso o della mano.
- Spesso un dolore con una sensazione di formicolio ed intorpidimento delle dita può essere irradiato dal tratto cervicale. Quando è il pollice dolente, è coinvolto il sesto nervo cervicale. Quando sono il medio e l’indice a dolere vi è un coinvolgimento del settimo nervo cervicale; se è il mignolo a dolere è l’ottavo nervo cervicale a essere coinvolto.

di Roberta Maresci

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