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Piante medicinali: non tutto ciò che è naturale è sempre salutare

Si tratta di farmaci vegetali e come tali è bene conoscere i possibili rischi ed effetti collaterali

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Piante medicinali: non tutto ciò che è naturale è sempre salutare

“Le erbe medicinali sono farmaci vegetali a tutti gli effetti e quindi vanno usate solo quando ce n’è bisogno”, dice il dottor Ciro Vestita, fitoterapeuta all'Università di Pisa. I principi attivi presenti nelle piante sono infatti la base di tanti farmaci e il loro potenziale terapeutico è molto alto. “Le erbe, se usate male, possono avere molti effetti collaterali, e i rischi sono sempre presenti, anche bevendo delle tisane”, ammonisce Vestita. L’uso curativo di erbe e piante è millenario, ma oggi il tipo di coltivazione, l’aria, i fertilizzanti possono agire negativamente sulla pianta, e le preparazioni non sono sempre realizzate a regola d’arte. “Non si tratta solo di problemi legati a particolari condizioni, quali l’infanzia, gravidanza, allattamento, ma a rischi per tutti i soggetti, a qualunque età”, aggiunge lo specialista.
L’allarme è stato lanciato anche dall’Oms, Organizzazione mondiale della sanità che, per garantire un corretto impiego delle piante medicinali, ha pubblicato le “Linee guida per la valutazione di medicamenti a base di piante” in cui sono descritti i requisiti di qualità, sicurezza ed efficacia terapeutica che i medicamenti devono soddisfare (http://www.naturmed.unimi.it/).

 

Tossicità e controindicazioni

Accanto alle piante velenose (come l'Azalea, la Bella di notte, l' Edera, il Glicine, la Stella di Natale), ne esistono altre capaci di scatenare varie reazioni avverse, come allergie, fotosensibilizzazioni e interferenze farmacologiche. Da non trascurare anche le controindicazioni: per esempio i soggetti allergici all'aspirina non devono assumere estratti o infusi di Betulla, di Salice o di Olmaria. “Rivolgersi al medico è fondamentale, perché nel mondo vegetale ci sono migliaia di erbe medicali, di cui alcune molto pericolose. Ormai da anni nelle Asl di ogni città ci sono medici fitoterapeuti validissimi a cui chiedere”, dice ancora Ciro Vestita. 

 

Le interferenze

Lo studio dell’Oms punta l’attenzione sulle interferenze che i preparati fitoterapici possono esercitare se assunti in concomitanza con altre cure, citando l’esempio del Ginkgo biloba: la sua principale indicazione consiste nel prevenire le malattie vascolari e migliorare la circolazione del sangue, tuttavia il Centro di Monitoraggio dell’Oms di Uppsala ha riportato alcuni casi di emorragie durante interventi chirurgici. E ancora:  l’iperico può annullare l’efficacia di alcuni farmaci, tra cui la pillola anticoncezionale, i medicinali antirigetto e gli anticoagulanti; oltre i sette grammi al giorno, la liquirizia diventa pericolosa, perché blocca la produzione di ormoni gonadici e può potenziare gli effetti di diuretici, antiaritmitici, cardiotonici e cortisone. Per saperne di più, consulta il sito del Centro Clinico di Medicina Naturale della Regione Toscana (http://www.usl11.toscana.it/fito_index.php<> ). 

 

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