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Cosmesi verde per una bellezza “sana”

Scopriamo la sottile, ma sostanziale differenza tra bio e naturale

Cosmesi verde per una bellezza “sana”

Se si considera che le donne utilizzano cosmetici - tra detergenza, trattamento, trucco – circa 25 volte al giorno (fonte: Unipro) e che la pelle assorbe fino al 60 per cento
delle sostanze con cui viene in contatto, quindi una media
di 2 chili durante l’intera vita, la qualità di ciò che si spalma
su viso e corpo diventa essenziale per il benessere individuale
e del pianeta.
La risposta arriva dalla “cosmesi verde”: prodotti eco-consapevoli, formulati con nuove materie prime, nuove tecnologie, nuovi packaging. Come orientarsi nella scelta?

 

Scelgo bio o naturale?

Non tutto è come sembra. Quando si tratta di cosmetici definiti “naturali” la cautela è d’obbligo. Secondo una ricerca condotta dall’Osservatorio GPF 2010 per SANA (Salone Internazionale del Naturale), nella percezione dei consumatori la distinzione tra prodotti di personal care biologici e naturali non è affatto chiara: il 29% di chi li utilizza non capisce bene le differenze tra le due categorie, per un sostanzioso 21.5% sono la stessa cosa, mentre per il 49,5% sono cose diverse. 

Più del 50% dei consumatori, quindi, riunisce non sa bene la differenza tra naturale, di derivazione naturale, biologico e biodinamico.  


Naturale e biologico: ecco la differenza

«I cosmetici naturali certificati sono composti per la quasi totalità da “ingredienti naturali” o “di origine naturale”, non contengono derivati del petrolio, conservanti, coloranti sintetici, siliconi, formaldeide, alcool, parabeni, PEG, OGM o loro derivati. I cosmetici biologici sono formulati con oltre il 90% di ingredienti naturali o di derivazione naturale rigorosamente biologici, ovvero provenienti da coltivazioni e allevamenti bio (privi di pestidici, concimi chimici, ecc) o da raccolta spontanea in aree protette certificate da tutela ambientale», afferma il dottor Riccardo Cozzo, amministratore delegato di Bioagricert.

ŸGli ingredienti naturali, sia animali (miele, uova, sericina, ecc), sia minerali inorganici (rame, alluminio, blu di Prussia, silicio, ecc.), sia vegetali, subiscono un processo fisico (centrifugazione, essicazione, distillazione e così via) o enzimatico e microbiologico con enzimi e microrganismi presenti in natura. Possono anche provenire dalle biotecnologie con le quali si producono preparazioni microorganiche ottenute dalla fermentazione di microrganismi basate su sorgenti rinnovabili come amido e zucchero. Oppure da fermentazioni batteriche.

ŸGli ingredienti di origine naturale, invece, sono sostanze che, pur proveniendo dal regno vegetale, minerale o animale, hanno subito una trasformazione mediante un procedimento chimico (idrolisi, saponificazione, raffinazione ecc) comunque consentito dagli enti certificatori. 

 

I biodinamici

«Sono prodotti “vivi”, che risvegliano le energie intrinseche del nostro organismo perché formulati con ingredienti che provengono da coltivazioni biodinamiche», afferma la dottoressa Francesca Lehner, senior product manager di Weleda. «L’agricoltura biodinamica si potrebbe definire “omeopatia della terra” perchè restituisce energia alla terra, ne aumenta l’attività biologica e consente alle piante di crescere in modo naturale, nutrite dall’ecosistema del suolo».

 

Come si riconosce un cosmetico bio o naturale

ŸImparando a leggere l’etichetta che deve riportare il marchio di una certificazione come ad esempio Cosmos, NaTrue, Icea, AIAB, Ecocert, Bio&natural Organic Cosmetics e Natural Cosmetic, Demeter, Ecolabel. E imparando a leggere l’Inci, ossia l’elenco degli ingredienti stampato sulla confezione. Quelli di derivazione vegetale, non sottoposti ad alcun intervento chimico, vengono indicati con il loro nome latino (per esempio l’Helianthus annuus oil è l’olio di girasole), mentre le sostanze che hanno subito processo chimico hanno un nome inglese. Inoltre, i coloranti compaiono sempre in fondo alla lista con la sigla C.I. (Color index), tranne quelli per i capelli che sono segnalati con il nome chimico inglese (per esempio Hc yellow no.10). Infine, se nella lista INCI del prodotto è presente anche solo uno dei composti qui citati, il cosmetico non può considerarsi naturale: Chlorine, EDTA Triclosan, Methicone, Paraffinum Liquidum, Phenoxyethanol, Quaternium, Triclosan e tutti i componenti che contengono la parola parabene, PEG o “…propyl…”.

Consultando il Biodizionario (www.biodizionario.it) del dottor Fabrizio Zago, chimico industriale e consulente Ecolabel, per comprendere i termini spesso incomprensibili dell’INCI e capire il grado di “pericolosità” del componente.

 

Nella fotogallery trovate:

All-Sensitive Moisturizer di Aveda

Sacred Nature Olio Corpo Nutriente Elasticizzante di Comfort Zone

Be Curly Style-Prep di Aveda

Siero Modellante per Cellulite Persistente di Nuxe Body

Bio Care Nourishing Body Lotion di Marbert

Crema Idratante Viso di Mediterranea

BioActive Crema Anti-Rughe Rassodante di Garnier

Roll-On Sos Imperfezioni di Sanoflore

di Luciana Bussini
Immagine successiva
Cosmesi verde per una bellezza “sana”

La sua formula con caffeina, estratti di avena, aloe, lavanda e camomilla organiche, lenisce, calma e riequilibra la pelle sensibile di viso, collo e decolletè: All-Sensitive Moisturizer di Aveda. (Prezzo: € 42,00)

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