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Abbronzatura a tutti i costi anche d’inverno…

Sempre più macchinari promettono una tintarella per tutte le stagioni. Ma si corre il rischio di diventare malati di ''tanoressia'' e non vedersi mai abbastanza abbronzati

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Abbronzatura a tutti i costi anche d’inverno…

L’estate è alle spalle da un pezzo e parole come tintarella, melanina, pigmentazione e pelle dorata sono solo un lontano ricordo, in attesa che ritorni la bella stagione. Ma c’è chi non vuole proprio rinunciare alla tintarella, anche se fuori nevica e fa freddo. Sono quelli dell’abbronzatura a tutti i costi! Per questo motivo, troppo spesso, si ricorre alle lampade e ai solarium, decidendo di abbronzarsi in maniera del tutto artificiale. Le lampade sono dei macchinari che, grazie ai raggi UVA, condizionano i melanociti a produrre melanina e, quindi, a rendere la pelle abbronzata. E nonostante da più parti il ricorso ai centri abbronzatura venga sconsigliato, sono molte le persone che corrono il rischio, dedicando quei quindici minuti della propria giornata, al desiderio irrefrenabile di “volere la pelle nera” per sentirsi più belli. Se non si vuole rinunciare alla tintarella, anche se artificialmente, si deve essere comunque consapevoli dei pericoli che si corrono con un utilizzo troppo frequente di lampade e lettini solari. I raggi UVA, sebbene non siano nocivi quanto quelli UVB, penetrano comunque negli strati più profondi della cute e rischiano di causare un precoce invecchiamento cutaneo, lasciare macchie sulla pelle o, nel peggiore dei casi provocare tumori. I raggi UV assorbiti nei solarium sono molto pericolosi di quelli del sole, in quanto risultano da 10 a 15 volte più forti della luce solare. Per questo motivo, "le prove che legano il melanoma all'abbronzatura artificiale sono forti come quelle che collegano sigarette e cancro ai polmoni".

Certo è che i centri estetici utilizzano ormai da tempo apparecchiature di ultimissima generazione e un po’ di sicurezza è data anche dai controlli e da una manutenzione periodica degli stessi macchinari, dal limite di tempo da non superare per quanto concerne l’esposizione, e dalla potenza nell’emissione dei raggi che non deve superare 0,3 W/mq.

 

Lampade vietate ai minori

Disposizioni europee in vigore dal 2007, hanno vietato l’utilizzo delle lampade solari alle donne in gravidanza ed ai minori di 18 anni. Solarium sconsigliati anche a chi utilizza sul proprio corpo cosmetici, prodotti abbronzanti o profumi. Gli specialisti inoltre, consigliano di sottoporsi ad una visita dermatologica prima di una seduta sul lettino o comunque di esporsi ai raggi UVB in maniera graduale. Le persone caratterizzate da carnagione dovrebbe evitare di farne uso.

L’ex Ministro della Salute Ferruccio Fazio aveva recentemente firmato un Decreto interministeriale che aggiorna le caratteristiche tecnico-dinamiche, le modalità di esercizio e di applicazione, nonché le cautele d’uso degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico indicati dalla legge 1/1990 che disciplina le attività di estetista. Lo stesso ministro Fazio ha definito tale provvedimento "un passo in avanti per la tutela del cittadino che vede così garantito in modo ancora più stringente il livello di sicurezza degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico, come le lampade abbronzanti, i depilatori elettrici, le saune e i bagni turchi. La regolamentazione dell’utilizzo delle lampade abbronzanti è particolarmente importante per la dimostrata nocività, soprattutto nelle persone più giovani, delle radiazioni ultraviolette che espongono ad un aumento del rischio di melanoma cutaneo statisticamente significativo”.

 

I rischi per la salute

L’ultimo allarme in fatto di tumori della pelle, prende il nome di cheratosi solare (o cheratosi attinica) e colpisce coloro che si espongono in maniera prolungata ai raggi solari o alle lampade abbronzanti. Secondo quanto emerso a Firenze, dal congresso nazionale della Società italiana di dermatologia medica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse (Sidemast), il pericolo principale di questa malattia è rappresentato dalla cute attorno al tumore, che può a sua volta trasformarsi ed espanderlo. In questo caso neanche le operazioni chirurgiche di asportazione garantiscono dal rischio di crescita di nuovi nuclei cancerosi.

Le persone predisposte sono i cosiddetti fototipi 1 e 2, che si scottano facilmente, ma sono in pericolo anche coloro che passano molto tempo sotto il sole (naturale o artificiale). La malattia colpisce oggi il 3% della popolazione sopra i 50 anni, ma si sta diffondendo anche nella fascia di persone tra i 40 e i 50 anni, che non rinunciano all’abbronzatura neanche d’ inverno. Per tali motivi, almeno una volta della vita dopo i 30 anni, è bene fare un controllo da uno specialista perché, come in ogni caso, la prevenzione è fondamentale.

Ma la conferma che le lampade e i solarium facciano male, arriverebbe anche dagli Stati Uniti. Mingfeng Zhang dell’Harvard Medical School di Boston nel corso di una conferenza dell’Associazione Americana per la Ricerca sul Cancr, ha confermato i rischi dell’abbronzatura artificiale per la salute. Gli scienziati hanno analizzato lo stato di salute di 74 mila donne, nel corso di vent’anni, dimostrando che anche solo 4 lettini abbronzanti aumentano del 15% il rischio di carcinoma a cellule basali e a cellule squamose. E ogni 4 sedute aumenta dell’11% la possibilità di sviluppare il melanoma. Ma è importante soprattutto l’età durante la quale si fanno le sedute di abbronzatura artificiale. Durante l’adolescenza e fino ai 25 anni il rischio di carcinoma a cellule basali è maggiore che tra i 25 e i 35 anni.

 

Norme e prevenzione

Nel campo dei metodi per l’abbronzatura artificiale sarebbero necessari più controlli, norme precise e una prevenzione accurata. Medici e politici hanno più volte sottolineato la necessità di regolamentare il settore delle lampade e dei lettini solari: gli esercizi autorizzati che svolgono tale attività sono circa 13mila e qualche migliaio quelli non autorizzati. Si possono trovare in centri benessere, palestre, alberghi e negozi di parrucchiere.

In Italia però, a differenza del resto dell’Europa, l’utilizzo esclusivo dei solarium è affidato ad estetiste la cui professionalità, assieme alle indicazioni del costruttore, costituisce una garanzia aggiuntiva sul corretto utilizzo dei macchinari per l’abbronzatura. In molti Paesi Europei la legge non prevede figure professionali qualificate per la gestione dei solarium e spesso nei centri estetici o dove si effettuano sedute abbronzanti, nessuno spiega ai clienti come e per quanto tempo esporsi alle radiazioni, mentre sarebbe utile istituire una normativa che definisca l’obbligo di qualifica per il personale che gestisce le attrezzature abbronzanti, di informare l’utenza dei potenziali danni, selezionandola in base a fattori di rischio, come l’età e il fototipo.

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