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Bacche di açai e tè rosso: proprietà e benefici

Dalla natura, due alimenti antiossidanti con un grande potenziale: dare battaglia ai processi infiammatori dell'organismo, invecchiamento compreso. Con il professor Luca Piretta, scopriamo le reali virtù di questi rimedi naturali.

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Bacche di açai e tè rosso: proprietà e benefici

Con la consulenza del professor Luca Piretta, nutrizionista, specialista in Gastroenterologia e docente presso l’Università Campus Biomedico di Roma.

 

 

Sono rossi e fanno bene. E ancora una volta è la natura a regalarci due alimenti antiossidanti con un grande potenziale: dare battaglia ai processi infiammatori del nostro organismo, invecchiamento compreso. Proprietà oggettive o aiutate da una buona dose di ottimismo? Con l'aiuto del professor Luca Piretta, nutrizionista, specialista in Gastroenterologia, scopriamo i reali benefici delle bacche di açai e del tè rosso.

 

Le bacche di açai

Nome in codice: frutto dei surfisti, che la leggenda narra essere stati tra i primi a riscontrare le virtù benefiche di queste bacche che si sviluppano in grappoli di colore viola scuro - simili per aspetto agli acini dell’uva -, su di una particolare specie di palma originaria delle zone paludose della Foresta Amazzonica.

 

Elisir anti-età, ma non solo

“Sono un prodotto molto studiato da un punto di vista scientifico”, spiega il professor Piretta, “anche se al momento sono stati fatti molti studi in vitro, cioè su un campione di cellule studiate in laboratorio, oppure sui ratti, ma pochi sull’uomo. Sul fronte nutrizionale, sono assimilabili ai nostri frutti di bosco, alle fragole e alle ciliegie, perché contengono un’alta percentuale di antociani, ovvero antiossidanti che hanno un’azione protettiva sul microcircolo sanguigno e sono in grado di difenderci dall’attacco dai radicali liberi e quindi dal processo di invecchiamento”.

La ricerca ha ipotizzato che l’alimento potrebbe avere un risvolto positivo anche per quanto riguarda la prevenzione tumorale delle malattie cronico-degenerative. “Ad oggi”, rivela lo specialista, “questa è solo una teoria, in quanto per dimostrare la reale efficacia del frutto, andrebbero studiate quantità e modalità di assunzione adeguate. I dati scientifici testati in vitro o sugli animali sono positivi, ma non ci sono dati clinici reali sull’uomo”.

 

Un commercio equo-solidale

Le bacche di açai hanno la caratteristica di autoriprodursi, grazie ai semi dei frutti che cadono a terra, limitando in questo modo l’intervento della mano dell’uomo. La coltivazione è affidata in genere ai contadini autoctoni, che riescono ad ottenere così un ritorno economico dal lavoro di raccolta.

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