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Vittima di malasanità: che cosa fare?

Esiste un’associazione che va in soccorso delle vittime di malasanità, è la Periplo Familiare. Ne parliamo con la direttrice, la dott.ssa Francesca Piroso

Vittima di malasanità: che cosa fare?

La Periplo Familiare è un associazione che viene in soccorso nel mettere in luce gli effettivi errori nella diagnosi o nel trattamento e soprattutto che aiuta le persone ad avere un giusto risarcimento.  I casi, purtroppo, di errori medici capitano ancora oggi e fanno discutere. E il percorso da intraprendere per fare chiarezza spesso è complicato. L’Associazione Periplo Familiare, nata nel 1992, va in soccorso di queste persone. Francesca Piroso, direttrice dell’associazione ci spiega: "La nostra associazione agisce su tutto il territorio nazionale, basta contattarci attraverso il sito www.periplofamiliare.it o il numero verde 800210708"

 

Che cosa fare quando si pensa di essere vittime di un errore sul piano sanitario?
"Il suggerimento è quello di affidarsi a esperti che possano realmente valutare il caso. L’Equipe di Periplo Familiare è composta da quattro medici legali, due anestesisti, tre ortopedici, due cardiologi, un cardiochirurgo, tre oncologi, due patologi, due oculisti, due otorinolaringoiatra, un urologo, due ginecologi, tre ecografisti - radiologi, due chirurghi, un dermatologo, tre odontoiatri, tre chirurghi vascolari e uno pneumologo.

E si avvale, inoltre, per le consulenze giurisprudenziali di un magistrato di Cassazione a riposo, di tre professori universitari (dottori di ricerca) in materia di responsabilità civile e nell’operativo di avvocati centrali collegati con tutto il territorio nazionale tramite colleghi corrispondenti.

Valutiamo le singole storie e le cartelle cliniche di chi ritiene di essere vittima di un episodio di malasanità e, se viene ravvisata una responsabilità del medico o della struttura sanitaria, interveniamo in rappresentanza del Paziente. Ma se ci rendiamo conto che non sussistono i requisiti di un reale errore preferiamo non andare avanti. Quando si effettua una richiesta è bene che ci sia un fondamento.

Privilegiamo la trattativa bonaria, per accorciare i tempi e non aggravare situazione giudiziaria, che sono stracolme.

 


Ci spiega brevemente l’iter da seguire?

"In prima battuta i nostri operatori ascoltano la storia del paziente telefonicamente. Se capiscono che ci sono le basi per approfondire la questione fissiamo un appuntamento. Chiediamo, quindi, la documentazione medica per vedere se il racconto della persona corrisponde a quanto scritto sui documenti medici. Tutta la valutazione viene fatta appunto con personale competente. L’associazione non sarebbe seria se additasse alla cieca un medico o la struttura. Noi difendiamo il cittadino, ma spesso il personale medico opera in grandi difficoltà. Questo va detto”.

 

Quali sono i costi?
"La prassi generica, le scremature iniziali sono gratuite, per stabilire quindi se ci sono i presupposti per andare avanti con una eventuale richiesta di risarcimento dei danni. I costi della perizia specialistica hanno prezzi contenuti, poco più di una visita. Cerchiamo di andare incontro alle esigenze. A chiusura della vertenza  prendiamo il 10 percento del risarcimento ottenuto. Anche se a dire il vero ci sono casi drammatici in cui anticipiamo le spese a nostro rischio.
Statisticamente, comunque, abbiamo spesso buoni risultati, per evitare spese inutili, a nostro carico e del cliente.

 

Quali consigli generali vuole dare alle persone quando si rivolgono a un medico?
"Mantenere sempre tutta la documentazione, compresa una semplice prescrizione. È importante perché permette di tracciare con carte documentate il rapporto tra paziente e medico, fin dall’inizio. E, ovviamente, non perdere i certificati, le analisi e quant’altro descriva la diagnosi medica. Non buttare nulla. Mantenere qualsiasi pezzo di carta che dimostra tutto l’iter. Fare le fotocopie di tutto perché spesso si spediscono le ricette. E ricordate che anche attraverso la Asl si possono recuperare prescrizioni mediche convenzionate (le ricette rosa).

di Angelica Amodei

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