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Tumori: l’incidenza in Italia

Dividendo i dati per sesso, tra i maschi prevale il tumore della prostata che rappresenta il 20% di tutte le neoplasie diagnosticate

Aumenta l’incidenza del tumore alla tiroide. Di contro, si prevede una diminuzione in Europa, per l’anno in corso, di mortalità dovuta a tumore al polmone negli uomini, il tumore al seno nelle donne, il cancro del colon e dello stomaco in entrambi i sessi e la maggior parte delle neoplasie considerate. Fanno eccezione il tumore al pancreas e, principalmente, il tumore al polmone nelle donne. Stime a parte, chi si ammala di tumore in Italia, così come per altre patologie inguaribili, preferisce morire a casa (nell’85%) piuttosto che in un letto di ospedale. Ce lo racconta un rapporto condotto dalla Fondazione Maruzza Lefebvre D’Ovidio Onlus, compilato sulla base dei dati Istat raccolti in materia. Ma non finisce qui. Perché di proiezione in proiezione, sembra che quest’anno, nel Belpaese, verranno diagnosticati 360.000 nuovi casi di tumore maligno, di cui circa 200.000 (56%) nei maschi e circa 160.000 (44%) nelle femmine. La frequenza (escludendo le neoplasie epiteliali della cute) è in media 7 casi ogni 1000 uomini ogni anno (702 per 100.000 abitanti/anno), circa 5,5 ogni 1000 donne (546 per 100.000 abitanti/anno), in media circa 6 ogni 1000 persone (623 per 100.000 abitanti/anno). Per quanto riguarda l’incidenza, è stato osservato che i livelli si riducono dal nord al sud. Più precisamente il tasso di incidenza standardizzato (sulla popolazione europea) è, per il totale dei tumori, più alto del 30% al settentrione e del 15% al centro rispetto al meridione. Il fenomeno può essere imputabile a varie cause: minore esposizione ai fattori cancerogeni (fumo, inquinamento ambientale ecc.) e maggiori fattori protettivi al sud (stile di vita alimentare, fattori legati alla vita riproduttiva ecc.). Nel meridione si registra però una maggiore frequenza per alcune sedi tumorali diagnosticabili con programmi di screening (mammella, colon) o con campagne di diagnosi precoce (es. melanoma), qui meno diffusi. Escludendo i tumori epiteliali della cute, la neoplasia più frequente risulta essere quella del colon-retto, con quasi 50.000 nuove diagnosi  (14% del totale) stimate per il 2011. Troviamo poi il cancro della mammella (45.000 nuovi casi, 13% del totale, il 99% nel sesso femminile), il tumore della prostata (42.000 casi, 11% del totale) e il cancro del polmone (38.000 casi, un quarto nelle donne). Dividendo i dati per sesso, tra i maschi prevale il tumore della prostata che rappresenta il 20% di tutte le neoplasie diagnosticate. Seguono quello del polmone (15%, con tendenza alla riduzione), del colon-retto (14%), della vescica (10%) e dello stomaco (5%). Tra le donne il cancro della mammella è il più frequente, rappresentando il 29% di tutti i tumori diagnosticati, seguito da colon-retto (13%), polmone (6%), corpo dell’utero (5%) e stomaco (4%).

di Roberta Maresci

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