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Realizzare una ‘lista efficace’ dei buoni propositi per il 2012

Si pensa che l’inizio di un anno possa rappresentare un cambiamento, così, spesso, si prepara una mega-lista di “buoni propositi”. Sembra facile ma non lo è…

Realizzare una  ‘lista efficace’ dei buoni propositi per il 2012

I buoni propositi per il nuovo anno sono tutti caratterizzati da un denominatore comune: quello di migliorare un aspetto della nostra vita: c’è chi pensa al lavoro, chi alla salute, chi alla famiglia, chi all’amore, insomma, ogni ambito della nostra vita può essere migliorato.
Qual è il periodo migliore per iniziare se non con il primo di gennaio, anzi … diciamo il due di gennaio (il primo è festa!) … o forse sarebbe meglio il 9 gennaio, passate  tutte le ricorrenze.
Il nove gennaio cade di lunedì. Inizio settimana. Perfetto. A tutti sarà capitato di iniziare una dieta: non lo si fa mai a metà settimana, peggio ancora nel week-end, qualche strana ragione ci invita ad iniziare "giusti", ovvero al lunedì.
Fissato il giorno, non resta che esaminare quali saranno i buoni propositi del 2012: in un certo senso, saranno gli obiettivi da raggiungere nel corso dell’anno appena iniziato. Rileggerli a distanza di un anno e vedere come il "destino" e la nostra volontà hanno trasformato, magari stravolgendo i nostri piani, è estremamente edificante.
Creare buoni propositi sembra facile, ma se si fa sul serio, ci sono alcune regole da seguire per favorire il loro rispetto e per agevolarne il raggiungimento, ottenendo così la conseguente "ricompensa", ovvero una grande soddisfazione personale.
Analizziamo quindi quali sono i nodi essenziali per stilare il nostro "listone".

Primo: l’analisi. Fare un’analisi della propria vita e individuare i vari ambiti su cui si vuole intervenire.

Secondo: la scelta. Scegliere i buoni propositi o obiettivi da raggiungere nel corso del 2012.

Terzo: la "scrematura". Dalla lista iniziale devono essere tolti tutti gli obiettivi che, francamente, non possono essere realizzati. Il cercare di raggiungere qualcosa di impossibile porta ad un unico risultato: l’insoddisfazione. La prima caratteristica che deve avere un obiettivo, quindi, deve essere la sua realizzabilità. Dopo aver eliminato l’impossibile, se la lista fa concorrenza alla Divina Commedia per lunghezza, si deve procedere con qualche taglio: pochi ma buoni deve essere il principio ispiratore del nostro lavoro.

Quarto: la trascrizione. Bene. Abbiamo "la rosa" dei nostri buoni propositi. Ora devono essere scritti nel modo più chiaro possibile e con la massima precisione. La seconda caratteristica che un obiettivo deve soddisfare è la determinazione: "devo dimagrire per migliorare le mie condizioni di salute": perfetto, ma così individuato, l’intento è poco preciso. “Devo perdere 5 chili per raggiungere il mio peso forma e rimanere in salute”. In questo modo l’obiettivo è preciso e chiaro: - 5 chilogrammi.

Quinto: le scadenze. Molti di noi sono dei "maghi delle proroghe", così ciò che può essere fatto oggi lo si rimanda a domani, dopodomani ed ancora, il giorno dopo dopodomani. Il risultato è che si arriva all’ultimo giorno disponibile, con l’acqua alla gola ed avendo accumulato tutta una serie di cose da fare che, se si riuscirà a portarle a termine, lo si farà sicuramente male. Questo, però, diventa un circolo vizioso: il procrastinare alimenta la pigrizia che non ha di certo bisogno di essere stimolata!
È necessario, quindi, dare ad ogni obiettivo la sua scadenza per non ritrovarsi, seguendo l’esempio precedente, alla mattina del 31 dicembre 2012 a dover perdere 5 chili entro la mezzanotte!

Sesto: piano strategico. È necessario creare un piano strategico per raggiungere i nostri obiettivi. Ad esempio, per perdere 5 chili entro il 1° di giugno (del 2012 chiaramente!) si dovrà seguire una dieta, abbinandola magari ad un po’ di attività sportiva.

Settimo: programmazione. Il piano che dovrà essere programmato nei minimi dettagli. Nel caso precedente, si dovrà stabilire quando e cosa mangiare, in quali quantità, quale attività sportiva praticare, dove e quante volte a settimana.

Ottavo: il piano di riserva. Visto che spesso le cose non vanno come devono, è bene preparare un “piano B”, prevedendo che la sfortuna metta il suo zampino. Essere preparati a fronteggiare alcune "emergenze" avvantaggia notevolmente. Sempre facendo riferimento all’obiettivo di perdere 5 chili con la dieta e l’attività sportiva entro giugno 2012… si può fare un programma su come comportarsi davanti alle "tentazioni", oppure al ristorante etc.
Il listone buoni propositi 2012 così creato sarà la guida ispiratrice per tutto il 2012, durante il cammino si capirà che non sarà l’arrivo a dare le soddisfazioni maggiori, ma il percorso stesso… quindi non resta che augurare BUON VIAGGIO!!!

di Marta Fovana

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