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Le nuove normative sulle etichette alimentari

Le nuove direttive, hanno lo scopo di tutelare maggiormente il consumatore. Scopriamo le principali novità

Le nuove normative sulle etichette alimentari

Tabella nutrizionale
Tutti gli alimenti confezionati devono riportare nella confezione una tabella nutrizionale che renda noti i valori di sette elementi (valore energetico, grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, proteine, zuccheri e sale). I valori riportati possono essere riferiti a 100 g o 100 ml di prodotto, ma anche quelli riferiti ad una singola porzione. A queste indicazioni si possono affiancare altri schemi che aiutino l’acquirente ad una più facile comprensione come ad esempio i semafori attualmente in uso nel Regno Unito.

Caratteristiche delle scritte
In base alle dimensioni del prodotto deve variare la grandezza del carattere tipografico: 0,9 mm per le confezioni più piccole; 1,2 mm per le altre. Le informazioni obbligatorie quali le indicazioni nutrizionali e quelle sull’origine del prodotto devono essere nello stesso campo visivo della denominazione di vendita.

Indicazione d'origine
Diventa obbligatorio indicare il Paese d’origine o il luogo di provenienza anche per la carne suina, ovina, caprina e il pollame. I produttori hanno due anni di tempo entro i quali dovranno modificare tali indicazioni. La Commissione europea sta decidendo se estendere quest’obbligo al latte e ai prodotti lattiero-caseari, ai prodotti non trasformati, alla carne usata come ingrediente nella preparazione di altri alimenti, ma probabilmente anche ad altri cibi quando compongono più del 50% dell’alimento. Anche per i prodotti DOP ed IGP l’origine geografica è obbligatoria. Inoltre, è obbligatoria l’indicazione del luogo di origine del prodotto, soprattutto quando il consumatore può facilmente cadere in confusione. Questa normativa è uno degli strumenti che servirà per combattere il fenomeno dell'Italian sounding, ovvero alimenti che presentano marchi, nomi e confezioni che ricordano quelli italiani, ma prodotti all’estero. Questo plagio dei prodotti alimentari made in Italy inganna il consumatore e procura un danno economico considerevole alla nostra economia.

Surgelati e Congelati
Gli alimenti congelati o surgelati, come la carne e il pesce ed i loro derivati, devono riportare la data del loro congelamento o surgelazione. Nel caso in cui i prodotti siano venduti scongelati deve riportare sull’etichetta la dicitura "scongelato".
Preparati a base di carne e pesce. I filetti, le fette o le porzioni di carne e di pesce, così come le preparazioni a base di carne che hanno subito un processo di arricchimento di una quantità di acqua superiore al 5% devono obbligatoriamente indicarlo sull’etichetta. Questi stessi prodotti, inoltre, se ottenuti da diversi pezzetti uniti grazie all’uso di additivi o enzimi, devono riportare sull’etichetta la dicitura "carne o pesce ricomposto".
Insaccati. I salumi e gli insaccati che sono rivestiti da un involucro non commestibile lo devono indicare sull’etichetta.

Allergeni
Le sostanze che possono avere un effetto allergizante (ad esempio soia, frutta secca, latte, uova) devono essere evidenziati nell’elenco degli ingredienti con accorgimenti grafici quali grassetto o colore.

Caffeina
Le bevande con una concentrazione di caffeina superiore a 150 mg/l devono riportare sull'etichetta, sia la scritta "Tenore elevato di caffeina", norma già vigente dal 2003, ma anche l’avvertenza "Non raccomandato per bambini e donne in gravidanza o nel periodo di allattamento".

Scadenza
La data di scadenza deve essere riportata, oltre che sulla scatole di confezionamento del prodotto, ma anche sull'incarto interno del cibo.

Oli e grassi
Il produttore ha l’obbligo di specificare il tipo di olio o di grasso usato per la preparazione dell’alimento, ad esempio soia, oliva, arachide. In caso della presenza di miscele di più olii è ammessa la dicitura "in proporzione variabile".

Grazie a questa nuova regolamentazione, il consumatore è più tutelato, ma se per pigrizia o disinteresse non impariamo a ragionare su ciò che stiamo acquistando saranno vane tutte queste leggi necessarie per la salvaguardia della salute del consumatore e per la tutela del nostro patrimonio alimentare.

di Valentina Schirò (Biologa Nutrizionista)

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