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Marina Pennafina testimonial della campagna contro i disturbi alimentari

La popolare attrice ha posato insieme ad altre donne per un calendario a favore della lotta contro anoressia e bulimia

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Marina Pennafina testimonial della campagna contro i disturbi alimentari

Solare, accattivante e spontanea: Marina Pennafina è sicuramente una delle attrici italiane della generazione "forty-something", che sul set e fuori ha molto da dire. La vedremo nelle sale cinematografiche ad aprile in Maternity Blues di Fabrizio Cattani, nel ruolo di Vincenza, una prova di attrice che ha riscosso grande successo al Festival di Venezia. Marina vestirà poi i panni di Bianca Maria Sforza nel film Machiavelli di Lorenzo Raveggi, e fiction e teatro si incroceranno sul suo cammino, come del resto succede da 20 anni. Florida e in pace con la sua forma fisica, Marina è anche impegnata in una campagna sui disturbi dell’alimentazione, per cui ha posato per un calendario, quello di DonnaDonnaOnlus.


Come mai hai posato per il calendario Donna Onlus?
Per lo scopo sociale, realmente utile. Il mio messaggio è che si può essere donne felici e realizzate a prescindere dall’aspetto fisico e dalla professione che si svolge. I problemi di disturbi dell’alimentazione sono spesso legati all’insicurezza, ad un’attitudine dell’essere umano a non amarsi. Per esempio, nel mio settore molte donne, lavorando con la propria immagine, soffrono spesso di una distorsione che può diventare causa di molti malesseri.


Qual è l'importanza di questa associazione?
È importante perché fa qualcosa di utile. Ad esempio, il calendario mette insieme tante donne con fisicità, età e caratteristiche diverse, belle nella loro unicità, mai omologata e che prescinde dall’estetica in sé, ma dall’energia delle persone, che risultano belle per quello che sono. I calendari sono sempre glamour e devono rispondere a determinati canoni, qui si dimostra che i canoni possono essere variabili o non esistere.


E tu, che rapporto hai con il cibo?
Godurioso ma equilibrato, sano. Mangiare bene è volersi bene, godere di quello che mangi significa essere in equilibrio con sé stessi. I sensi di colpa sul cibo sono spesso l’allarme che c’è qualcosa che non va, non bisogna sottovalutarli. Invece, un sano rapporto con il cibo genera energia positiva.

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