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In Italia oltre 3.000 morti l’anno per l’amianto

L’amianto è ormai stato bandito dalla legge già dal 1992, ciò nonostante, nel nostro Paese ne restano ancora da eliminare 32 milioni di tonnellate (5 quintali per ogni cittadino)

In Italia oltre 3.000 morti l’anno per l’amianto

Gli esperti lo catalogano come il più pericoloso e diffuso cancerogeno ambientale, impiegato per decenni in tubature, rotaie, rivestimenti di tetti e garage.  Ogni anno miete circa 3.000, 1.200 per mesotelioma, il tumore "marker" di esposizione a questo minerale. Il prof. Giorgio Scagliotti, Responsabile delle Malattie dell’Apparato Respiratorio del San Luigi di Orbassano (Torino) e il prof. Carmine Pinto, Segretario Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) – Oncologo Medico del Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna, Presidenti della II Consensus Conference sul mesotelioma che prende oggi il via a Torino, spiegano:  “Va assolutamente evitata la manipolazione di questo minerale, che deve essere rimosso da personale specializzato. Purtroppo il livello di rischio è ancora sotto percepito dalla popolazione mentre è scientificamente dimostrata la sua pericolosità e il suo potenziale cancerogeno, pari a quello del fumo. In Piemonte il primato delle persone più colpite: circa 200 nuovi casi ogni anno; proprio in Piemonte, infatti, aveva sede l’Eternit, la più importante fabbrica di manufatti in cemento-amianto che abbia mai operato sul territorio italiano. Gli esperti spiegano: "Siamo tutti esposti al rischio ma certamente gli ex lavoratori degli stabilimenti che producevano o trattavano amianto rappresentano la fascia più vulnerabile. Oggi i nostri sforzi sono tesi a capire quale sia la miglior sorveglianza possibile per queste persone.” È significativa anche l’esposizione familiare: nuovi casi riguardano anche mogli o figli entrati nel passato in contatto con questo minerale tramite gli indumenti dei lavoratori esposti. Il periodo di latenza del mesotelioma è di circa 20-40 anni, e per questo ci attendiamo un aumento dell’incidenza fino al 2015. I prof. Scagliotti e Pinto aggiungono: “Si tratta di una neoplasia molto complessa da trattare, con una mortalità parti all’80%, fortunatamente oggi abbiamo a disposizione nuove tecniche diagnostiche e le cure sono più efficaci. In particolare la chemioterapia a base di un nuovo farmaco, il pemetrexed, ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza e i sintomi. La sfida quindi oggi è capire come controllare al meglio la malattia". Fino a domani oltre 100 fra i maggiori esperti italiani della patologia si raffronteranno su epidemiologia, diagnostica e terapie: dalla Consensus, che ha ricevuto il patrocinio dell’AIOM, scaturirà un documento ufficiale, come già successo per la prima edizione svoltasi nel 2008 a Bologna.

PARLIAMO DI: amianto, pemetrexed, AIOM

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