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Giorni di festa. Attenzione alle frodi alimentari. Ecco come riconoscerle

Il maggior numero di frodi alimentari si consumano durante le feste. Recentemente sono stati sequestrati prodotti vitivinicoli, oleari, gastronomici, ortofrutticoli e lattiero caseari per un valore di oltre 230.000 euro

Giorni di festa. Attenzione alle frodi alimentari. Ecco come riconoscerle

In questi giorni di festa, panettone, pesce, spumante, sono solo alcuni dei prodotti che fanno parte della lunga spesa natalizia. E la frode è dietro l’angolo. Per “frode alimentare” si intende il compimento di atti illeciti che comportano delle modifiche negli alimenti non consentiti dalla legge. Tutto ciò è responsabile di un danno economico per il consumatore, ma soprattutto, per la sua salute. In base al tipo di illecito compiuto, le frodi alimentari si distinguono:
Sofisticazione:consiste nella modificazione della composizione naturale dell’alimento grazie all’introduzione di ingredienti per migliorare l'aspetto del prodotto o per coprirne i difetti . È un esempio l’aggiunta di colorante giallo alla pasta per farla sembrare all’uovo.

Alterazione: consiste nella modifica, spesso dovuta ad una cattiva conservazione o a cause naturali, della composizione del prodotto, tale da alterare le caratteristiche nutrizionali e/o organolettiche. Classico esempio è l’irrancidimento dell’olio in seguito all’esposizione del prodotto all’aria, al calore e alla luce.

Adulterazione: si verifica in seguito alla sostituzione di uno o più componenti dell’alimento con ingredienti scadenti o diversi . Il latte scremato venduto per latte intero; l’aggiunta di acqua al vino o di orzo nel caffè macinato o l’addizione di olio di semi nell’olio di oliva sono il tipo di adulterazioni più frequentemente riscontrate.
Falsificazione: si intende la sostituzione di uno o più ingredienti elencati con altri. Per esempio la margarina al posto del burro.

Contraffazione: vendita di prodotti con nomi o marchi tali da indurre in inganno il consumatore. Ad esempio la vendita di prodotti con il marchio “made in Italy”, ma provenienti da altri paesi. Sono noti infatti i casi di contraffazione di pasta, formaggi e vini italiani.
Per evitare di essere truffati, impariamo a prendere alcuni, ma importanti accorgimenti che ci aiuteranno a non cadere vittima delle frodi alimentari.

Impariamo innanzitutto a leggere le etichette: Controlliamo sempre la data di scadenza, le modalità di conservazione del prodotto (per esempio la conservazione in frigo o a temperatura ambiente) e il luogo di produzione. Diffidate dalle scritte troppo piccole soprattutto se riguardano gli ingredienti e il luogo di origine. Anche i prodotti esteri se commercializzati in Italia hanno l’obbligo di avere l’etichettatura scritta in italiano. Le confezioni dei cibi devono essere integri, non devono presentare parti gonfie o schiacciate. Affidatevi al vostro olfatto quando aprite un prodotto in scatola: non deve sprigionare odori o gas particolari e non devono fuoriuscire bollicine. È anche importante che i luoghi di vendita siano puliti e ordinati. La presenza della tabella nutrizionale è obbligatoria per i prodotti che nella confezione o in pubblicità presentino una informazione nutrizionale o nel caso in cui siano destinati per una particolare categoria di persone come i soggetti allergici o intolleranti. Ne sono un esempio i prodotti senza zuccheri aggiunti o privi di glutine.

Diffidate da un prezzo del prodotto troppo basso, potrebbe essere un campanello d’allarme per una probabile contraffazione.
Anche i cibi tipici delle feste sono oggetto di frodi alimentari. Basta prendere alcuni accorgimenti per non caderne vittima. Facciamo alcuni esempi:

Il Panettone è uno dei dolci caratteristici della tradizione natalizia. Un prodotto dolciario per essere definito "panettone" deve possedere alcune specifiche peculiarità: deve essere a pasta morbida con una struttura alveolata e a lievitazione naturale, forma cilindrica o a fungo. La crosta superiore deve essere screpolata e possedere la scarpatura, ovvero deve recare il taglio caratteristico. Gli ingredienti obbligatori sono: farina di frumento, zucchero, uova di gallina fresche (denominate anche Categoria A) e/o tuorlo d’uovo (presente in quantità non inferiori al 4%); materia grassa butirrica, cioè burro (in quantità non inferiore al 16%); uvetta sultanina e scorze di agrumi canditi (non inferiori al 20%); lievito naturale, ovvero pasta acida, sale.

Stiamo attenti anche quando acquistiamo il torrone: leggendo gli ingredienti la frutta secca dovrebbe essere il primo ingrediente perché  più abbondante. Non dovrebbero essere elencati tra gli ingredienti additivi e aromi in quanto il gusto e l’aroma di questo dolce dovrebbe esclusivamente provenire dalla genuinità degli ingredienti usati.
Una particolare attenzione dobbiamo rivolgerla all’acquisto di prodotti ittici: le etichette devono obbligatoriamente riportare il nome della specie, il luogo di produzione (mare aperto, fiumi, laghi o allevamento), la zona di provenienza (per i pesci pescati in mare aperto), il Paese di cattura (per i pesci di acqua dolce). Il salmone, soprattutto quello affumicato, è uno dei pesci tipici dei piatti natalizi. Per essere sicuri di non cadere vittima di frodi, accertiamoci che l’affumicatura sia naturale e che non sia dovuta all’aggiunta dell’“aroma fumo”. Altro frequente illecito alimentare è l’acquisto di false uova di caviale colorate. La presenza tra gli additivi di coloranti ci aiuterà a smascherare l’illecito.
Altre frodi possono riguardare lo zampone ed il cotechino. Entrambi sono un impasto di carne suina con spezie e sale; ma mentre nello zampone l’involucro è rappresentato dalla zampa del maiale, nel cotechino viene usato il budello. Controllate il luogo di provenienza dei suini; inoltre, è fondamentale che nella lista degli ingredienti la carne di maiale sia al primo posto.

Durante le feste è tradizione accompagnare il pasto da un buon spumante o champagne. Attenzione al luogo di produzione: la legge stabilisce che ad essere chiamati champagne sono solo quei vini provenienti da specifiche zone della Francia e che derivino esclusivamente da tre vitigni: Pinot nero, Pinot meunier e Chardonnay. Per spumante si definisce invece un vino italiano. Quando acquistate questi prodotti leggete bene il luogo di imbottigliamento e il nome della nazione di provenienza.
Anche se siamo presi dalla frenesia dei preparativi, è importante dedicare anche pochi minuti alla lettura delle etichette in modo tale da compiere un consumo responsabile, idoneo alle nostre esigenze nutrizionali e affidabile per la tutela della nostra salute.

di Valentina Schirò (Biologa Nutrizionista)

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