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Eleganza in spiaggia: cosa non fare

Le spiagge d’estate sono il palcoscenico preferito dei moderni maleducati. L’ironia è l’unica arma per sopravvivere alle loro sopraffazioni

Eleganza in spiaggia: cosa non fare

Le nonne del secolo scorso rivolgevano alle loro nipoti questa raccomandazione: quando siete sole a casa, al riparo da occhi indiscreti, immaginate di trovarvi in pubblico, così che quando mangiate o vi muovete manteniate sempre un comportamento dignitoso e composto. In questo modo, suggerivano quelle donne d’altri tempi, vi preparerete ad assumere con disinvolta educazione il giusto atteggiamento da tenere in società.

Riteniamo che questo suggerimento, che porta con sé un vago sentore di polvere ottocentesca, sia in realtà molto moderno, in quanto frutto di quel rispetto che tutti (donne e uomini) dovremmo avere nei confronti del prossimo, allora come ora.

Questa considerazione nasce in seguito all’osservazione di una particolare specie di essere vivente che durante l’estate si riproduce a velocità vorticosa: il bagnante scostumato (e non alludiamo affatto ai nudisti).

 

Le aree di diffusione

L’Italia, splendido ponte sul Mediterraneo, offre all’osservatore attento e dotato di spirito antropologico uno spettacolo che si ripete ogni anno nei mesi più caldi (soprattutto ad agosto): l’invasione delle spiagge da parte di esponenti della specie del bagnante scostumato. Le migrazioni dei suddetti avvengono secondo uno schema variabile; da soli, in coppia o a frotte si spostano seguendo il corso del Sole e sono terrorizzati dall’eventuale pioggia che impedisce loro di svolgere l’attività attentamente pianificata durante l’inverno: disturbare impunemente il vicino d’ombrellone.

 

Le caratteristiche della specie

D’inverno gli esponenti di questa specie sono meno riconoscibili ma in estate, in prossimità di una striscia di sabbia, cominciano a mostrare i segni inequivocabili della loro appartenenza. Quali sono i comportamenti che li contraddistinguono? Dipende dall’età e dal numero di esponenti presenti sullo stesso lembo di spiaggia.

1) I giovani maschi: disdegnano l’ombrellone, solitamente scambiano la spiaggia per un campo di calcetto. Occupano uno spazio ridotto con i loro asciugamani perché si sdraiano raramente: il loro scopo, infatti, è conquistare tutta la spiaggia libera tirando calci violentissimi al famigerato pallone arancione. Incitandosi a vicenda con urla belluine, i virgulti della specie mietono vittime (grazie alla potenza dei loro muscoli allenati) sia sulla battigia che verso l’interno, sotto gli occhi increduli o scandalizzati dei bagnanti educati che cercano di ripararsi il volto con le braccia. A volte sono dotati di radio e, quando non ci pensano i lidi privati con i loro altoparlanti, obbligano gli altri bagnanti a subire l’ascolto della musica che preferiscono; in questo caso tutti saranno costretti ad urlare per scambiare qualche parola e i giovani maschi della specie si sentiranno finalmente a loro agio.

2) Le giovani donne: chiassose e ridanciane, spesso si depilano a vicenda con una pinzetta che improvvisamente lampeggia minacciosa dai loro astucci: i peli superflui delle gambe, delle sopracciglia e talvolta della “zona bikini” non hanno scampo. Dallo stesso astuccio sbuca anche l’ultimo modello di smartphone, con il quale ricevono  e lanciano messaggi, controllano gli aggiornamenti di stato di Facebook o scambiano telefonate. Il contenuto di queste attività, commentato a voce altissima con le amiche, viene forzatamente condiviso con tutti gli altri bagnanti presenti sulla spiaggia. Se le giovani sono in compagnia dei fidanzati, può capitare di vederle impegnate con perizia e insistenza nell’attività di schiacciare brufoli e punti neri sulle schiene delle loro metà. In questo caso, non resta che voltarsi dall’altra parte.

3) Gli adulti con famiglia: dotati di ombrellone a mo’ di tenda berbera, occupano abusivamente una fetta di suolo pubblico dove potrebbero comodamente sostare quattro ombrelloni di misura standard. Tavoli da otto pieghevoli, sedie a sdraio, piscina in plastica gonfiabile per i bambini, contenitori giganteschi d’acqua e cibo e asciugamani sparsi trasformano il “loro” piccolo appezzamento in un appartamento dotato di cucina, salotto, camera da letto e terrazzo. A volte c’è anche il bagno: i genitori della specie, infatti, permettono spesso ai loro pargoletti di fare la pipì sulla sabbia e dove capita (naturalmente ai margini del loro possedimento terriero), senza chiedersi se nelle vicinanze ci sia un bagno o un luogo per lo meno più appartato. Gli stessi genitori, quando fumano, amano disseminare la sabbia di cicche con gesti esperti e veloci, assaporando la libertà dai fastidiosi posacenere. La stessa cosa vale per gli involucri che poco prima contenevano panini, gelati o sigarette. I bambini della specie adorano giocare a racchettoni o a calcio, ma non in prossimità del loro ombrellone, dove i genitori potrebbero sgridarli per il fastidio arrecato, bensì accanto all’asciugamano del solitario bagnante educato che, immancabilmente, viene abbattuto da una palla di dimensioni variabili.

I bagnanti scostumati di ogni sesso ed età, inoltre, amano particolarmente scuotere con disinvoltura i loro asciugamani in direzione dei bagnanti educati, inondandoli letteralmente di sabbia fino agli occhi o alla bocca.

 

Eleganza come rispetto del prossimo

I comportamenti descritti non sono affatto rari; alcuni possono essere dannosi, altri semplicemente fastidiosi, ma tutti ugualmente irriguardosi dell’altrui diritto alla tranquillità e al rispetto. In vacanza è buona cosa ricordare che il desiderio di evadere dalle regole quotidiane o dal lavoro non ci consente di dimenticare la buona educazione che, come dicevano le nostre nonne, non passerà mai di moda.

di Sara Toscano

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