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Danza e anoressia: la ballerina Mariafrancesca Garritano si racconta

“Ho vissuto il disagio dei disordini alimentari sulla mia persona. Solo dopo anni di riflessione e di confronti, ho capito di aver sofferto a lungo di un disturbo alimentare che se non conosci a fondo, rimane sempre come un’ombra nella propria vita”

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Danza e anoressia: la ballerina Mariafrancesca Garritano si racconta

Fino a qualche tempo fa si pensava che fenomeni come quelli dei disturbi del comportamento alimentare fossero principalmente legati all’immagine e ai canoni estetici imposti dal mondo della moda e che l’eccessiva magrezza sfilasse solo sulle passerelle.  Oggi i riflettori sono tutti puntati  sul mondo della danza.

A denunciare  il rischio anoressia tra le danzatrici è la ballerina Mariafrancesca Garritano. La danzatrice, che a causa di alcune dichiarazioni è stata licenziata dal Teatro alla Scala, oggi racconta: "Ho vissuto il disagio dei disordini alimentari, in particolare l’anoressia, sulla mia persona".


Quando ha capito di soffrire di questo disturbo?
Non c’è stato un momento preciso in cui ho capito di avere un disturbo alimentare e di doverlo curare, perché la cosa più grave era che io pensavo fosse normale, come la maggior parte delle persone che oggi dicono che alcune cose per una ballerina sono normali. Solo dopo anni di riflessione e di confronti, ho capito di aver sofferto a lungo di un disturbo alimentare che se non conosci a fondo rimane sempre come un’ombra nella propria vita.


Come è riuscita a  guarire?

Entrando nel mondo del lavoro alcune pressioni non c’erano più e ho iniziato a trovare lentamente l’equilibrio. Rimaneva il fatto che spesso mi ammalavo e mi facevo male e allora ho iniziato un lungo percorso di psicoterapia, che mi ha aiutata a capire molte cose.  


E oggi come  percepisce il suo corpo?

Attualmente sono molto in sintonia con il mio corpo. So che forse non ho più il fisico di quando avevo 20 anni o di quando sono in costante attività, ma mi sento a mio agio ugualmente, e questo è un bene.


Nel mondo della danza rispetto ad altri ambienti esiste realmente il rischio anoressia?

Certo che esiste. Bisogna capire che l’anoressia non è solo lo stadio finale o più grave della malattia, fa parte dei disordini alimentari, spesso esiste il comportamento anoressico -bulimico, per esempio. Questo per dire che i disordini alimentari esistono e sono diffusi a vari livelli, nel mondo della danza, così come anche in altre attività dove il corpo è il principale protagonista. 


Che rapporto  stabilisce una ballerina con lo specchio?

Purtroppo il rapporto che si instaura con lo specchio è spesso di dipendenza. C’è una routine costante e sono in molti a vedere nello specchio l’immagine di se stessi, in modo narcisistico o eccessivamente distorto, in base alla percezione di se stessi. Io non posso parlare a nome di tutti, ma penso di averne parlato abbondantemente nel mio libro "La verità, vi prego sulla danza!", e, purtroppo,  non ho ancora cambiato idea, perché intorno a me vedo spesso ballerini che si controllano costantemente allo specchio, anche mentre fanno gli esercizi. Questo può significare tante cose, anche semplicemente avere una cattiva abitudine, ma di fatto c’è la possibilità che il rapporto diventi ossessivo.


Quali sono secondo lei i fattori che spingono a rifiutare il cibo?
Possono essere tanti. Ripeto, non posso parlare a nome di tutti. Quando ho iniziato a non mangiare, non rifiutavo il cibo perché non mi andava o perché non avessi fame. Semplicemente dovevo dimagrire, perché mi dicevano che la mia forma fisica era “da rivedere” e così ho cominciato a mangiare sempre meno, per raggiungere in fretta dei risultati:  la mela e lo yogurt, come pasti quotidiani, mi sembravano normali.


Le è mai capitato di sentire un insegnante elogiare qualche allieva per l’eccessiva magrezza?

Certo: "Che magra che sei, come stai bene…" questo è elogiare, no?

 

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