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Cancro: tra i giovani è tabù. 7 su 10 ignorano come prevenire il tumore

Pato, Gilardino, Miccoli, De Sanctis, Legrottaglie, Palombo, Chiellini e Perrotta. I calciatori spiegano come non fare autogol, evitando fumo, alcol, dieta scorretta, sedentarietà…

Cancro: tra i giovani è tabù. 7 su 10 ignorano come prevenire il tumore

Il tumore fa paura a tutti ma soprattutto ai giovani. Lamentano silenzi. Ignoranza. Indifferenza. E la totale assenza di informazioni su come prevenire il cancro: in casa e fuori. Il 71% non ha mai ricevuto le linee guida da seguire per dar scacco a un nemico in grado di compiere stragi senza far rumore. Ogni anno ci sono oltre 250.000 nuovi malati di tumore nel nostro paese e sta scendendo l’età media di neoplasie molto diffuse, come quella al seno o il melanoma. Un argomento trattato da pochi: solo il 17% ne ha parlato in famiglia, appena il 12% a scuola. Le conseguenze sono una forte ignoranza sui fattori di rischio, da fumo e alcol (un terzo non crede abbiano legami con i tumori) fino alla sedentarietà (il 43% la sottovaluta). Ma dai medici arriva una soluzione per "Non fare autogol”.

  

La proposta contro il fumo 

I giovani sono ignoranti? I medici dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) puntano i piedi. E propongono misure concrete per cercare di dissuadere gli studenti dai comportamenti scorretti: "La decisione di innalzare l’età legale per la vendita di sigarette non è risolutiva. Dal sondaggio emerge che il 63% dei teenager è contrario anche perché è un divieto facilmente aggirabile – spiega il prof. Carlo Iacono, presidente AIOM -. Noi abbiamo invece chiesto che venga aumentato di un euro il prezzo di ogni pacchetto, un gesto che avrebbe come conseguenza immediata ridurre il consumo (soprattutto per chi non ha molti soldi a disposizione, come gli studenti) e rendere disponibile una somma da destinare al potenziamento degli organici delle oncologie italiane e alla riduzione delle liste d’attesa. Si potrebbero ricavare 4,5 miliardi l’anno”. Una "tassa" promossa dall’80% dei giovani, che si sono espressi anche su YouTube.

 

Il cancro si previene da giovani

Lo sanno ormai i 2000 alunni e le decine di migliaia di giovani che, in 7 tappe per l’Italia o via Internet, hanno seguito il progetto "Non fare autogol" assecondato da alcuni calciatori della serie A. I risultati dell’operazione, sono stati presentati ieri al Congresso nazionale dell’Associazione a Bologna, danno ragione agli oncologi: "Il 94% dei ragazzi ha apprezzato il nostro intervento, di questi la metà si augura possa diventare un appuntamento fisso in classe – commenta Carmelo Iacono - Siamo convinti che queste iniziative non possano rimanere isolate e che l’educazione alla salute debba entrare a far parte dei programmi di studi. Per questo la nostra campagna proseguirà, sul web e in altre città e scuole, dove è stata accolta con grande entusiasmo da insegnanti e presidi. L’obiettivo è creare la "squadra" dell’AIOM rendendo gli stessi adolescenti protagonisti ed ambasciatori dei valori della prevenzione".

 

Modelli da seguire per una vita sana

Il segreto del successo del progetto è il coinvolgimento degli idoli sportivi come testimonial: Pato, Gilardino, Miccoli, De Sanctis, Legrottaglie, Palombo, Chiellini e Perrotta. Campioni che si sono messi in gioco per spiegare come difendersi dai 7 “autogol” più pericolosi: fumo, alcol, dieta scorretta, sedentarietà, sesso non protetto, droga e doping. "Esistono dati che dimostrano come lo stile di vita nei primi 20 anni sia più importante dei fattori genetici rispetto al rischio di ammalarsi di cancro in futuro – spiega il prof. Marco Venturini, presidente entrante AIOM -. Il comportamento in assoluto più dannoso è il fumo". Per sensibilizzare i giovani AIOM ha inoltre realizzato un opuscolo a vignette con le caricature dei calciatori ("Non fare autogol – gioca d’attacco contro il cancro") e le "regole d’oro" dell’allenatore: il CT della nazionale Cesare Prandelli ha infatti aderito al progetto. Reso possibile da Boehringer-Ingelheim, ha inoltre ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del CONI, della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e della Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI).

di Roberta Maresci

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