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Antonello Angiolillo ci svela i suoi segreti per prendersi cura di corpo e psiche

Abbiamo intervistato il protagonista del musical “Priscilla la regina del deserto”, in scena al Teatro Ciak Webank.it di Milano fino ad aprile 2012

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Antonello Angiolillo ci svela i suoi segreti per prendersi cura di corpo e psiche

Pace e tolleranza sono sbarcati al Teatro Ciak Webank.it di Milano (fino ad aprile 2012), ribattezzato per l’occasione Priscilla Palace. Dopo Sidney, Toronto, Londra e New York il musical “Priscilla la regina del deserto” è arrivato in Italia per un tour che toccherà tutto lo Stivale. Due ore di evasion, 25 canzoni che omaggiano da Tina Turner a Maria Callas e una storia commovente con un trans e due drag queen nel viaggio della rinascita. Nel ruolo più complesso, quello di Tick (che diventa poi Mitzi) che ha alle spalle un matrimonio e un figlio che conoscerà al termine del viaggio, c’è Antonello Angiolillo che ci parla di come si prende cura di sé.

Come trovi la concentrazione?
“Solitamente vado in teatro prima della convocazione, cioè dell’orario stabilito, in modo da “respirare” l’aria del teatro, polvere compresa. In questo modo mi lascio alle spalle tutto il caos della città e mi prendo del tempo per abituarmi all’atmosfera, odori e suoni, del luogo in cui vivrò, e farò vivere ogni sera, due ore di magia della fantasia. Il momento del trucco poi è di grande concentrazione; seduto davanti allo specchio, solo con la mia immagine riflessa che, con una passata di fondotinta dopo l’altro, mi da l’illusione di trasformarmi in qualcun altro e mi aiuta a raccogliere tutti i pensieri”.


Come ti sei preparato all’impegno fisico che richiede il musical Priscilla?
“Ho iniziato la mia carriera come ballerino; allenamenti quotidiani e rigorosi. Quella cultura mi è rimasta dentro e, quando ho smesso di ballare con regolarità, ho cominciato a dedicarmi ad altre attività, che mi hanno sempre incuriosito, e a tante nuove attività che ho scoperto. Pratico karate, boxe, free climbing, escursioni ad alta quota, tiro con l’arco e immersioni. Non tutte contemporaneamente, ovvio. Ed essendo un perfezionista diciamo che cerco di farle bene tutte. Sono una persona molto curiosa e non escludo che nel corso della mia restante vita mi possa avvicinare ad altre attività sportive. Per rispondere in modo un po’ più diretto alla domanda diciamo che non mi preparo… sono sempre pronto!”


Come gli orari legati alle repliche e alle prove hanno influenzato i tuoi bioritmi?
“Quando si inizia un nuovo lavoro il bioritmo diventa un po’ più “ritmo” ed un po’ meno “bio”. Durante le prove, gli orari, che solitamente si avvicinano a quelli della maggior parte delle persone, vengono sconvolti. Più ci si avvicina alla prima e meno si dorme. Dopo il debutto tutto si regolarizza pur con orari fuori dai canoni comuni. Lavorando di sera e cenando dopo lo spettacolo si va a dormire decisamente tardi. Se poi hai una tourneé e, a tutto il resto, aggiungi lo spostarsi ogni tre o quattro giorni da una città all’altra e da un albergo all’altro, hai un quadro abbastanza chiaro di come si sconvolge il bioritmo di un attore”.

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