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Assecondiamo le passioni dei nostri figli

Come aiutare i bambini a coltivare e sviluppare le loro inclinazioni

Assecondiamo le passioni dei nostri figli

Con la consulenza di Carlo Lazzari, psicologo

 

Quando un piccolino manifesta un interesse verso la scienza, bisogna assecondarlo attraverso esperimenti scientifici. Offrire una gamma di esperienze, significa iscriverlo a mini corsi di chimica, fisica, calcolo, portarlo in ambienti dove può vedere e fare conoscenza delle regole logiche e matematiche: pensiamo ai musei, ai laboratori, ai giochi che prevedono calcoli e giochi logici. Se il bambino manifesta una spiccata creatività bisogna aiutarlo con ogni mezzo possibile a esprimersi attraverso le arti figurative, visive, le discipline letterarie… Se il piccolo è uno sportivo va incoraggiato con giochi e gare in cui coinvolgere anche i suoi amici. «Perché il talento non è innato, come spesso erroneamente si crede, ma è il frutto di passione, ma anche di tanto esercizio, determinazione e volontà», spiega lo psicologo Carlo Lazzari. Ma vediamo più nel dettaglio come favorire lo sviluppo delle inclinazioni manifestate dai nostri figli.

 

Piccoli artisti

Se il bambino è molto creativo, oltre al disegno, alla musica gli si può proporre il ballo, il teatro e le storie con i pupazzi, le poesie, i racconti, le fiabe. Non dimentichiamo però che l'espressione pura non è arte, e l'arte è figlia della tecnica. Senza essere pedanti e ossessivi, aiutiamo in ogni caso i piccoli ad avere l'ottica di imparare ad imparare, a reggere la frustrazione dello stare nel limite (il tempo, il foglio, il tipo di colore). L'idea è di divertirsi e di diventare un po’ più bravi di ieri. Se a un bambino piace disegnare o dipingere, deve essere rinforzata la capacità creativa, un modo è quello di sperimentare diverse tecniche e stili, frequentare corsi di pittura o avvicinarsi a qualche atelier di un artista.

 

Talento da scienziato

Per trasmettere ai più piccoli la gioia di accostarsi alla scienza non bisogna trasformare l’appartamento in un laboratorio chimico, ma cambiare sguardo sulle cose. Esempio: la cameretta non è solo il luogo dove si dorme, si studia, si disegna. Può diventare un erbario, una biblioteca di scienze, un villaggio da cui partire per le esplorazioni in Tibet, Tanzania o Polo Nord. Costruendo una capanna con un tappeto a terra, sedie, lenzuola e coperte possiamo ricreare un'atmosfera da campo-base. Si possono scaricare da internet le avventure di Super Quark e tentare di riprodurle facendo finta di camminare in luoghi impervi alla ricerca di un certo minerale o di un determinato tipo di pianta. Si possono poi organizzare serate a tema scientifico durante le quali il bambino o la bambina presenta le sue ricerche e spiega a noi genitori i risultati che ha ottenuto con i suoi esperimenti.

 

Se è già un campione

Ci sono bambini che fin da piccoli manifestano una predilezione per lo sport: vanno valorizzati, sostenuti cercando di inserirli in ambienti non troppo competitivi. Quando un bambino ama un certo tipo di disciplina sportiva è importante che si avvicini a quel mondo sin da piccolo, ma senza forzature. L’ideale è individuare corsi, scuole, maestri che li allenino dolcemente aiutandoli a prendere consapevolezza con le potenzialità del loro corpo. Le attività sportive vanno praticate nel rispetto dei tempi di maturazione dello sviluppo, senza tralasciare gli altri aspetti dell’intera personalità. Ricordiamolo: per gli under 6 lo sport è divertimento. Si possono scaricare da internet giochi di orienteering da fare al parco: darsi appuntamento vicino a un certo albero indicato nella mappa che abbiamo preparato a casa; trovare dieci legnetti e creare un fuoco da bivacco. Per gli over 6 sono consigliate vere e proprie gare di corsa, di marcia, di nuoto che si possono organizzare con compagni di scuola. Passo successivo sarà iscrivere il bambino a un’attività sportiva che gli piace. 10-12 anni è l’età giusta per organizzare vacanze e soggiorni sportivi, durante i quali i bambini imparano ad autogestirsi a livello personale acquisendo maggior autonomia.

di Annalisa Bacci
PARLIAMO DI: talento, figli

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