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Aprile è il mese della prevenzione dell’ictus cerebrale

Aprile è il mese della prevenzione dell’ictus cerebrale

Ogni sei secondi, nel mondo, una persona viene colpita da Ictus, indipendentemente dall’età o dal sesso. L’ictus è responsabile di più morti ogni anno di quelli attribuiti all’Aids, tubercolosi e malaria messi insieme. In Italia, e in tutto il mondo occidentale, è causa del 10-12% di tutti i decessi per anno, rappresentando la prima causa d’invalidità e la seconda causa di demenza con perdita dell’autosufficienza. A.L.I.Ce. Italia Onlus (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) dedica il mese di Aprile alla prevenzione dell’Ictus Cerebrale con una campagna che ha come testimonial il comico Maurizio Battista.

L’Associazione coglie quest’occasione per sottolineare l’importanza non solo della conoscenza e del riconoscimento dei sintomi ma anche e soprattutto della diagnosi precoce e dell’intervento tempestivo nelle persone che stanno avendo un ictus. In diverse migliaia di casi, infatti, si potrebbero azzerare o ridurre drasticamente gli effetti invalidanti dell’ictus con delle cure adeguate prestate nelle primissime ore dalla comparsa dei sintomi. Motivo per cui è estremamente importante che il paziente colpito da ictus o i suoi familiari siano in grado di riconoscere immediatamente i segnali della malattia per poi chiamare il 118.

E qui sorge un serio problema, perché il personale del 118, nella maggior parte delle regioni italiane, pur riconoscendo i sintomi dell’ictus, è tenuto, in base ai protocolli vigenti, a portare il paziente al Pronto Soccorso più vicino, che sia dotato o meno di un’Unità Emergenza Ictus (Stroke Unit).

“Intervenire tempestivamente permette di ridurre notevolmente il rischio di danni cerebrali permanenti - ha dichiarato il Professor Giuseppe Micieli, Direttore del Dipartimento di Neurologia d’Urgenza dell’Istituto Neurologico Nazionale Casimiro Mondino di Pavia – Per questo motivo, il 118 di tutte le Regioni dovrebbe attivare, come avviene ad esempio in Liguria e in Lombardia, uno specifico protocollo di emergenza, il cosiddetto “Codice Ictus”, una sorta di “corsia preferenziale” per il paziente colpito da ictus che consente di guadagnare minuti estremamente preziosi”. Al professor Miceli fa eco il Prof. Domenico Inzitari, Professore in Neurologia presso il Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell’Università di Firenze: “La somministrazione del trattamento trombolitico entro le prime 4 ore dall’inizio dei sintomi consente, a circa un terzo delle persone colpite da Ictus ischemico, di rientrare rapidamente alle proprie abitazioni, completamente guarite, e ad un altro 50% di tornare a casa in buone condizioni funzionali”.

“Le Stroke Unit, purtroppo, non sono ancora diffuse in maniera capillare, come dovrebbero – afferma il Professor Carlo Gandolfo, Professore Ordinario di Neurologia all’Università degli Studi di Genova. Il Ministero della Salute stima che in Italia dovrebbero esserne presenti oltre 300 (numero ottimale 350), mentre ne risultano operative meno di 160, concentrate principalmente nel Nord Italia: nel Meridione si muore più di Ictus Cerebrale che di infarto del miocardio proprio perché le Unità di Emergenza Ictus sono quasi assenti. Purtroppo la mancanza di una buona copertura nazionale così come di una rete assistenziale integrata fa sì che l’ictus abbia conseguenze molto gravi non solo per il paziente ma anche per i suoi familiari e caregiver”.

La diffusione della trombolisi e delle unità ospedaliere dedicate alla cura dell’ictus può ridurre notevolmente la mortalità e la disabilità. In Italia, però, oltre a non arrivare entro le prime 4 ore in una Stroke Unit, i pazienti, una volta dimessi dall’ospedale, si trovano ad affrontare ancora molte difficoltà perché non esiste un percorso di assistenza e di riabilitazione predefinito.

“L’impegno di A.L.I.Ce. Italia Onlus è nel far sapere che l’Ictus non solo si può curare, ma si può prevenire in oltre l’80% dei casi seguendo adeguati stili di vita: come un’alimentazione sana, che preveda la dieta mediterranea, il controllo della pressione arteriosa e della fibrillazione atriale e l’astensione dal fumo – dichiara Paolo Binelli, Presidente dell’Associazione. L’elenco delle numerose iniziative di prevenzione, sensibilizzazione e informazione previste, è consultabile sul sito www.aliceitalia.org

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