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Anche a tuo figlio piacciono le emoticon…

I nostri bambini adorano parlare con il corpo, le immagini, i disegni. Per questo impazziscono per le faccine con cui esprimono rabbia, gioia, disgusto

Anche a tuo figlio piacciono le emoticon…

Con la consulenza di Giandomenico Bagatin, terapeuta Gestalt, specializzato in età evolutiva e sviluppo personale

 

Perché stupirsi se il nostro piccolo smanetta ore sul tablet e ci invia sms con tanto di faccine sorridenti, tristi e con gli occhi strabuzzati? Le ricerche degli archeologi dimostrano che per decine di migliaia di anni, nella preistoria, gli uomini di tutto il mondo hanno utilizzato forme molto simili di comunicazione visiva! Non solo: nei cartoni animati e nei fumetti le emozioni sono sempre esasperate e caricaturali e i bambini imitano le espressioni dei loro eroi amplificando la mimica facciale perché, anche se non sono capaci di parlare in modo chiaro delle loro emozioni, sono bravissimi a metterle in scena, a disegnarle o a esibirle attraverso le marionette. Vedere, disegnare, parlare dei sentimenti meno piacevoli può essere un modo di esorcizzarli, ma anche di allenarsi a utilizzarli e quindi a controllarli. Ricordiamoci che non esistono emozioni "cattive" e che anche quelle spiacevoli hanno un preciso senso e un messaggio importante da portare: la paura, per esempio, mette in guardia e aiuta a evitare i pericoli! 

 

Il pensiero che si allena…

«Attraverso le emoticons i bambini si allenano a sentire ciò che provano perché l’informazione viene passata attraverso un canale immediato che è quello visivo ed è solitamente associata a una frase o a una parola semplice in linea con l’emozione rappresentata. Non solo. Le faccine possono diventare anche maschere e avatar cioè alter ego: sono in questo caso una proiezione dell’io del bambino, del suo carattere, dei suoi stati d’animo. Il piccolo che nel quotidiano si sente timido e insicuro attraverso la faccina manifesta forza e sicurezza e questo “giochino” lo aiuta a scoprirsi meno vulnerabile», dice Giandomenico Bagatin, psicoterapeuta. L’emoticon spesso è utilizzata per darsi importanza, per costruire una nuova identità, ma anche come una caricatura di se stessi e degli altri. È una smorfia esagerata che aiuta il bambino a prendere la vita con più allegria, meno sul serio. 

 

Il loro valore

Lo sappiamo, molte difficoltà dei nostri figli sono spesso dovute alla poca dimestichezza nel riconoscere le proprie paure, frustrazioni, la propria aggressività e a comprendere in modo corretto i pensieri, specialmente se questi fanno soffrire. «Le emoticons oltre ad aiutare i piccoli a esprimere ciò che provano consentono di condividere le  emozioni con i loro genitori e amici. Ricordiamo: la condivisione delle emozioni crea legame e aiuta a capire e a vedere le diversità tra noi e gli altri», aggiunge Bagatin. Le relazioni non solo ci fanno vivere emozioni, ci aiutano a regolarle e ci contagiano; per fare un esempio: se un bambino piccolo inizia a piangere in una stanza dove ci sono altri bambini piccoli è molto probabile che anche gli altri si mettano a piangere. Attraverso le emoticon il bambino può esprimere ciò che sente all’interno della sua famiglia o nella relazione con i compagni o in rapporto a determinate situazioni perché le emozioni sono una parte fondamentale della vita e vanno gestite, non nascoste. Ed è così che i piccoli capiscono che non c’è nulla di male a sentirsi felici o arrabbiati, tristi o impauriti, eccitati o imbarazzati. 

 

Didattica genitori-bambini

«Un esercizio preliminare che possiamo fare con i nostri bimbi per condividere con loro il mondo-emoticon consiste nel cercare sul web varie faccine poi possiamo raggrupparle e classificarle per tipologia. Ad esempio: faccine classiche, animate, sorridenti, pittogrammi, personaggi fumettistici», aggiunge Bagatin. Tra le emoticon classiche troviamo le cosiddette faccine, volti stilizzati che esprimono emozioni, primo fra tutti smiley, il celebre volto che ride. Ci sono poi gli animoticon icone gigantesche, che appaiono a pieno schermo arricchite da messaggi audio. Carino scambiarsi mail o conversazioni skype o in internet utilizzando le faccine con i propri figli… 

 

Curiosità in cifre

Sull'uso di abbreviazioni ed emoticon ha indagato un recente studio di Yahoo. Dati alla mano, è diffusissimo: Lol Laughing out Loud o Lots of Laughs cioè "sto ridendo sonoramente", "un sacco di risate". Meno utilizzato Rotlf dall'inglese Rolling on the floor laughing che tradotto significa "sto rotolando per terra dal ridere". Ha un enorme successo tra i ragazzini la faccina stupita: il 57,9 % degli under10 la utilizza abitualmente.

di Annalisa Bacci
PARLIAMO DI: bambini, emoticon

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