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Allergie alimentari: il 90% delle anafilassi fatali avviene in ristoranti e mense

Allergie alimentari: il 90% delle anafilassi fatali avviene in ristoranti e mense
Dott. Stefano Pucci

A conclusione del Congresso Nazionale “L’uomo e il cibo: delizia e croce”, organizzato dalla Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica (SIAAIC), Sezione Regionale Umbria-Marche e dalla UOC di Allergologia di Civitanova Marche, è stato dato il via alla “Carta dei Desideri”: un documento in forma di appello promosso dalle principali associazioni italiane pazienti per chiedere a Istituzioni, aziende e attività commerciali di specificare, sempre e comunque, tutto quello che un piatto o una preparazione alimentare contiene.“I pazienti devono essere sicuri al 100% di quello che stanno mangiando, perché a volte una forchetta o un contenitore “contaminati” da un altro alimento potrebbe comunque scatenare una reazione -. spiega il Dott. Stefano Pucci, Direttore della U.O.C. di Allergologia – P.O. Civitanova Marche (MC) - . È stato dimostrato che il 90% delle anafilassi fatali avvenga proprio in ristoranti e mense, rarissimi invece i casi di reazioni pericolose nelle proprie case. Dati allarmanti, che devono far riflettere tutti i protagonisti della filiera alimentare e distributiva”. È compito dello specialista fornire tutte le informazioni affinché il paziente allergico sia sempre munito di terapia d’emergenza e sappia effettuarla in maniera corretta. A fronte di kit auto-iniettanti di adrenalina capaci di salvare la vita in caso di reazioni gravi e impreviste come lo shock anafilattico. “Il futuro del trattamento è l’immunoterapia, ossia la desensibilizzazione – conclude il Dott. Stefano Pucci - queste nuove metodiche, se messe a punto, ridurranno notevolmente la reattività clinica nei confronti di questi alimenti e potrebbero arrivare a proteggere al 100% il paziente”.

 

LA VOCE DEI PAZIENTI

Occorre fare molta attenzione quando si parla di intolleranze e di allergie, perché spesso la non corretta informazione provoca l’inizio di terapie non necessarie e che potrebbero provocare problemi a lungo termine per lo stesso paziente, sino a compromettere seriamente la salute, principalmente di bambini e over 65. “Il privarsi di certi alimenti, come il latte, il pane e la pasta, specialmente in alcune fasce d’età, potrebbe causare – spiega Felice Amelia, Presidente Apa Italia, Associazione Pazienti allergici – seri problemi per il nostro organismo, come carenza nelle ossa, fragilità muscolari e problemi renali. L’assenza di vitamine e proteine potrebbe provocare una mancanza di equilibro, che andrebbe successivamente curata dagli specialisti. Tra le reazioni pseudo-allergiche più frequenti, quelle relative al regime dietetico: latte, lievito e grano sono gli alimenti più colpevolizzati, ma sono anche i più preziosi per lo sviluppo”.

 

TRUFFE VIA WEB SENZA ALCUN METODO SCIENTIFICO

Le associazioni puntano il dito contro alcune dei testi diagnostici venduti sul web: non soltanto pacchetti promozionali, ma cliniche specializzate che vendono analisi specifiche per rilevare allergie o intolleranze. “È assurdo pensare che in pochi minuti si abbiano risultati ‘scientifici’ che, in sede medica, necessiterebbero settimane e mesi – continua il Presidente Apa Italia - Gli specialisti sono chiari: un’analisi scientifica richiede tempi lunghi e costi ambulatoriali di circa 30 euro. A volte sul web si paga molto di più. Inoltre non c’è fondamento scientifico neanche se ci si basa soltanto sulla presenza dell’IgG (Immunoglobina G) come cartina tornasole di una futura/probabile intolleranza. Si capisce che il metodo non è scientifico quando si parla di ‘sospendere’ gli alimenti che provocano intolleranze per poi rimetterli dopo poche settimane. È per questo che la Carta dei Desideri deve essere una necessità per tutti, urgente e indispensabile”, conclude Felice Amelia.

 

L’APPELLO ALLA POLITICA

 “Le nostre richieste sono semplici – spiega Davide Contato, Membro del consiglio direttivo della Food Allergy Italia – Occorre conoscere le allergie, sapere come nascono e cosa comportano; l’etichettatura: la nuova normativa europea lascia delle falle che occorre colmare; maggiori investimenti per i centri allergologici, specialistici e ultraspecialistici. Vogliamo rivolgerci a tutti, sia ai pazienti che a tutte le persone che potrebbero aiutarli quotidianamente: tutti dobbiamo essere in grado di sapere cosa fare e cosa non fare. Sino a colpire i principali settori della ristorazione, dal banchetto dei gelati al ristorante di lusso, all’industria alimentare, a tutte le scuole ed enti di formazione. Secondo un recente sondaggio europeo – continua Davide Contato - la stragrande maggioranza delle persone non conosce i livelli di soglia di tolleranza agli alimenti allergenici, ossia la più piccola quantità di allergene che provoca una reazione allergica. E la presenza di questa informazione potrebbe aiutare i soggetti allergici a gestire meglio la propria vita”.

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