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Allarme oncologi: la burocrazia ruba metà del tempo di visita

Presentato a Roma il progetto SYN.THESIS, promosso dagli specialisti AIOM e CIPOMO e dai Farmacisti Ospedalieri SIFO, per conciliare efficacia e sostenibilità delle cure oncologiche

Allarme oncologi: la burocrazia ruba metà del tempo di visita

È l’eccesso di ‘burocrazia informatica’, la sovrapposizione delle procedure e di sistemi che non si parlano tra loro, la nuova sfida da affrontare per medici oncologi e farmacisti ospedalieri, e quindi per i pazienti con un tumore,  2 milioni 250 mila in Italia, con 370 mila nuovi casi all’anno. Alla relazione con loro, infatti, l’oncologo è costretto a sottrarre tempo prezioso rinunciando ad un dialogo necessario per affrontare al meglio il percorso di cura. Questo ‘sistema’, che non deve essere cancellato, ma ottimizzato e razionalizzato, oggi riduce, secondo otto oncologi medici e farmacisti ospedalieri su dieci, la possibilità di riservare al paziente un tempo adeguato alla relazione medico-paziente. 

I professionisti sono anche preoccupati per la razionalizzazione dei costi: due su tre ritengono che incida pesantemente sulle cure. Preoccupazioni sentite anche dai malati: tre su quattro pensano che i tagli alle spese sanitarie possano seriamente compromettere la qualità dei trattamenti e la metà si affida a famiglia o associazioni di volontariato per integrare l'assistenza pubblica.

Timori diffusi dimostrati dai risultati di un'indagine su pazienti, oncologi medici e farmacisti ospedalieri che ha affiancato il progetto SYN.THESIS, promosso dal Collegio Italiano dei Primari Medici Oncologi Ospedalieri (CIPOMO), dall'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), e dalla Società Italiana di Farmacia Ospedaliera (SIFO), e nato per conciliare efficacia e sostenibilità economica delle cure oncologiche attraverso una collaborazione e un'integrazione sempre più stretta fra medici e farmacisti.

“Alcuni strumenti che utilizziamo nelle prescrizioni possono essere forse superati, e pare arrivato il momento di un serio ‘ripensamento’ della gestione generale dell'assistenza. Anche perché facendolo sarebbe possibile liberare risorse da investire proprio nelle terapie innovative, uno dei banchi di prova più ardui che attende i sistemi sanitari in oncologia”, osserva Giampiero Fasola, presidente CIPOMO.

“La sostenibilità dei costi per queste terapie, alcune in grado di garantire un miglioramento significativo dell'aspettativa di vita dei pazienti – continua il dr. Fasola – è fortemente in dubbio: oggi i trattamenti innovativi costano da 40 a 80 mila euro all'anno a paziente, ma l'aumento della spesa sanitaria oncologica galoppa al ritmo del 5% all'anno e ben presto, con l'arrivo di altre molecole nuove e importanti ma costose, potrebbe diventare insostenibile”. 

“L'indagine – interviene Stefano Cascinu, presidente AIOM – mostra chiaramente che questo timore è ben presente nei pazienti ma soprattutto fra gli operatori sanitari: tutti hanno compreso che la sfida del prossimo futuro sarà trovare metodi per garantire a tutti e il più possibile l'accesso alle opportunità di cura. Oggi si stima che il 20-30% dei costi in sanità sia evitabile ed è su questi ‘sprechi’ che occorre lavorare per liberare spazio per l'innovazione”.

Si tratta quindi di individuare soluzioni per liberare risorse senza cedere al rischio di compromettere la qualità delle cure e senza rinunciare a un doveroso controllo dei costi: per questo il progetto sta unendo gli intenti di oncologi medici e farmacisti ospedalieri, sull’importanza di mantenere la qualità delle cure con l’esigenza di tagliare i costi. Da 22 focus group del progetto SYN.THESIS condotti in altrettanti centri oncologici italiani è emerso chiaramente che oncologi e farmacisti, pur partendo da esigenze diverse, vedono nella collaborazione e nell'alleanza fra loro il mezzo migliore per arrivare a una visione sistemica dei processi di cura, che potrà portare a risparmi e a una maggiore appropriatezza dei trattamenti.

“Ma non solo – aggiunge Sandro Barnidirettore dipartimento Oncologia, AO di Treviglio (BG) e coordinatore del progetto per Cipomo –. In questo quadro di efficace ed efficiente collaborazione fra professionisti è emerso l’importante ruolo di continuità e supporto alle cure svolto dalla famiglia e dalle associazioni di volontariato, un punto fermo di aiuto e di rifugio in un momento di crisi economica che il Paese sta attraversando. Inoltre è importante constatare che non solo i pazienti ritengano buona la qualità delle cure ricevute, ma che soprattutto la migrazione da Sud a Nord e da Nord ancora più a Nord, registrata nel ultimi anni, alla ricerca di assistenza più qualificata si stia riducendo”. 

“Ripensare la gestione generale dell’assistenza – aggiunge Giuseppe Altavilla, direttore dell’UOC di Oncologia Medica al Policlinico di Messina e coordinatore del progetto per AIOM – non solo ci libererebbe da molti dei legacci amministrativi, ma ci consentirebbe di dedicare più tempo alla nostra attività di medici oncologi e farmacisti e soprattutto di metterci maggiormente al servizio del paziente.

“ Per quel che ci riguarda, invece, dobbiamo essere messi nelle condizioni di poter allestire in qualità e in sicurezza le preparazioni farmaceutiche e per questo motivo la pianificazione delle terapie è assolutamente prioritaria per il soddisfacimento di tutte le parti operanti e coinvolte”, interviene Maria Grazia Cattaneo, responsabile dell’ufficio gestione qualità all’AO Papa Giovanni XXIII di Bergamo, vicepresidente SIFO e coordinatrice del progetto.

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