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Allarme Aids

Cresce il contagio, soprattutto tra i giovani: non usano il preservativo e ignorano i rischi!

Allarme Aids

Con la consulenza del Dott. Fabrizio Pregliasco, Virologo, ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli Studi di Milano

 

L’Aids torna a fare paura! Sembrava un problema arginato o quantomeno molto sotto controllo e invece è di nuovo allarme per il virus HIV. La segnalazione parte dagli Stati Uniti, dove le statistiche rilevano che cresce sempre più il numero dei contagiati, soprattutto tra i giovani, e in Cina i ricercatori già parlano di epidemia tra gli studenti. Si stima che le persone infettate (peraltro senza diagnosi) siano più del 50% a livello globale, il 25% negli Stati Uniti, il restante in molti Paesi europei (Italia compresa). La maggiore responsabilità della diffusione del contagio si deve alla disinformazione generale: i giovani di oggi spesso pensano che l’Aids sia stato debellato, sanno poco della contraccezione e anche laddove ben informati sembra che preferiscano il rischio all’uso del preservativo. Si considera, inoltre, che siano ancora troppo poche le persone che, dopo un rapporto poco sicuro, facciano un test per sapere se hanno contratto il virus. Con la consulenza del Dott. Fabrizio Pregliasco, Virologo, abbiamo indagato la problematica per saperne di più sul virus HIV.

 

Perché oggi si parla poco di Aids

Si parla poco di Aids perché quella che alla fine degli anni 80 sembrava la pestilenza del secolo, oggi è sotto controllo. L’andamento non è in crescita esponenziale ma purtroppo rimane assurdamente costante, con un continuo arrivo di nuovi infetti. Una delle ragioni sembra essere la riduzione della paura della malattia: all’inizio era percepita come una condanna a morte, ora invece, anche se ancora non guaribile, si controlla bene nel tempo attraverso terapie e senza grossi effetti collaterali.

 

Cosa è opportuno sapere e cosa occorre evitare 

È bene sapere che oggi, anche da noi, la via di trasmissione più frequente è quella sessuale, per cui sono cambiati i soggetti coinvolti, non più soprattutto i tossicodipendenti per via endovenosa, ma persone che purtroppo non si sentono a rischio e si infettano a causa di rapporti con più partner non conosciuti.

Sono assolutamente da evitare, dunque, i rapporti sessuali non protetti da preservativo, maggiormente se occasionali.

 

Quanto dobbiamo preoccuparci?

Occorre non abbassare la soglia di guardia e continuare la campagna di prevenzione e informazione. È bene sottoporsi al test quando si hanno sospetti di contagio, spesso il riscontro di positività è casuale, avviene in seguito a controlli sanitari eseguiti per altri scopi: tanti scoprono di essere sieropositivi a diversi anni di distanza dal contatto con il virus, quando c’è già una manifestazione Aids correlata in atto. Sospetti di infezione possono esserci in caso di astenia, dimagrimento, patologie infettive banali che si protraggono nel tempo.

di Giulia Franchino

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