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Spesa: quanto conviene acquistare al discount?

In tempi di crisi, risparmiare è molto importante. Rinunciare a un pantalone di gran marca non ha controindicazioni… ma ci si può fidare del cibo a basso prezzo dei discount?

Spesa: quanto conviene acquistare al discount?

In un clima economico così incerto, una “personale” spending rewiew ovvero la riduzione delle spese superflue sembra essere fondamentale: l’acquisto di generi alimentari non è immune da questo necessario cambiamento di comportamento. La spesa alimentare è infatti una delle voci che incide maggiormente sul nostro portafogli e ridurre questa uscita è diventata una necessità. Gli ultimi dati presentati dalla Coldiretti hanno mostrato come sia cambiata la tipologia di spesa degli italiani: sono diminuiti i consumi di carne (-6%), pesce (-3%), ortofrutta (-3%), liquori (-3%) dessert (-10%); mentre ha registrato un aumento l’acquisto di altri prodotti più “economici” come pasta (+3%), uova (+6%), burro (+4%), pollo (+1%), pane (+3%) e biscotti (+3%). Cambiano anche altre abitudini: si sono ridotte colazioni, aperitivi e caffè presi al bar, mentre aumentano decisamente le preparazione dei cibi fatti in casa. A subire un cambiamento sono anche i luoghi dove vengono acquistati i generi alimentari, con una veloce ascesa dei discount. Ma come si può coniugare risparmio e acquisti degli alimenti? È possibile acquistare un prodotto a buon prezzo senza rinunciare alla qualità? In Italia è stimata la presenza di circa 4200 discount, con un aumento, rispetto il 2010, di circa il 4%. Si prevede che questa percentuale nei prossimi anni vada ad aumentare.

 

Quanto si può risparmiare

È stato calcolato che il risparmio medio della spesa presso un discount è di oltre il 30%, rispetto a quella effettuata con la stessa tipologia di prodotti acquistati presso i supermercati tradizionali. Secondo Altroconsumo, una spesa fatta senza i prodotti di marca può determinare un risparmio annuo di circa 3.500 euro. Il basso costo dei prodotti è possibile grazie ad una strategia che mira anch’essa al delle spese nelle diverse fasi di produzione, soprattutto per quanto riguarda il packaging del prodotto, ovvero l’imballaggio necessario al trasporto e alla presentazione. I prodotti nei discount hanno solitamente un aspetto decisamente minimalista sia per quanto riguarda la confezione che i colori e disegni presenti. Teniamo anche in considerazione che l’assenza di pubblicità, di raccolte punti o di gadget contribuiscono abbondantemente al mantenimento dei costi. L’abbattimento dei costi è ottenuto anche dalla scelta di locali di piccole e medie dimensioni che a sua volta determinerà il mantenimento dei costi di gestione, di allestimento del locale, ma anche del personale.

 

Occhio all’etichetta, ma senza paure!

Al discount, ma anche al supermercato, massima attenzione va posta alla lettura delle etichette: conservanti, coloranti, date di scadenza, origine delle materie prime. Sono tutte informazioni preziose per farsi un’idea precisa della qualità del prodotto che abbiamo fra le mani. Poi magari cominciate con l’acquistare una piccola quantità, senza farvi troppo tentare dal basso prezzo: una volta a casa, potrete con comodo verificare se l’acquisto era corretto e se vale la pena ripeterlo. Molte persone sono diffidenti nel fare gli acquisti presso questa tipologia di punti vendita perché credono che il basso costo sia necessariamente sinonimo di scarsa qualità: ciò non è sempre vero, e talvolta i prodotti sono del tutto sovrapponibili a quelli delle marche più note, anche perché realizzati negli stessi stabilimenti. Se avete dei dubbi, leggete le etichette prestando attenzione non solo agli ingredienti, ma anche al luogo di produzione: farete sicuramente delle scoperte interessanti. Il discount rappresenta anche una possibilità di vendita per i piccoli produttori locali, che ovviamente non possono competere con i grandi marchi. Proprio perché non influenzato da fattori esterni come la pubblicità, il cliente “tipo” del discount fa un acquisto più responsabile e ragionato, presta più attenzione alla lettura delle etichette e alla data di scadenza. In genere il primo acquisto di un prodotto sconosciuto ha la funzione di prova, una sorta di esame del prodotto che, se superato, per il cliente diventerà un acquisto abituale tanto da riuscire ad avere la stessa valenza di un prodotto più reclamizzato che in genere viene acquistato senza troppe riflessioni perché ritenuto più genuino e buono anche se non è stato mai provato.

di Valentina Schirò (biologa nutrizionista)

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