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Salone del Gusto: il buon cibo è cultura

A Torino, ha aperto i battenti l’edizione 2012 di una manifestazione eccezionale, che dimostra la centralità dell’Italia nel costruire un rapporto corretto e moderno con la buona tavola e la buona agricoltura

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Salone del Gusto: il buon cibo è cultura

Anche quest'anno il Salone del Gusto di Torino si conferma un luogo di tentazioni, scoperte e non solo. In questo mare di profumi e sapori vi sono almeno due fili conduttori: prodotti biodinamici (sani e dalle qualità nutritive peculiari) e attenzione alla biodiversità come base su cui fondare la crescita di paesi meno sviluppati, perché sono i "cibi che cambiano il mondo".

 

Una partenza “lanciata”

L'edizione di quest'anno si è aperta giovedì 25 e si chiuderà lunedì 29: già dalle 11 del mattino di giovedì fuori dai cancelli del Lingotto vi erano lunghe code di visitatori da tutta Italia, ma anche dal resto del mondo: a conclusione della prima serata saranno già 27 mila, il 5 per cento in più rispetto all'ultima edizione, e venerdì sembrano destinatati a registrarsi numeri ancora migliori.

Anche per questo i visitatori devono essere un po' organizzati per prendere il meglio dalla visita e per aggirarsi senza perdersi nella folla e tra i ricchi padiglioni: scenario dell'evento sono gli 80mila metri dei padiglioni di Lingotto Fiere e dell'Oval che ospitano mille espositori provenienti da 100 Paesi tra cui 200 Presidi Slow Food italiani, 400 comunità del cibo provenienti da 100 Paesi, oltre (non considerando gli appuntamenti su prenotazioni individuabili sulle pagine online di slowfood.it) a 49 conferenze, 20 incontri nella Casa della biodiversità, 10 corsi Master of Food e 24 percorsi di educazione per le scuole.

 

Grandi ambizioni

L'edizione di quest'anno si caratterizza per l'unione con Terra Madre, l'altro Salone gastronomico di Torino: "Abbiamo messo insieme il Salone del Gusto e Terra Madre - ha detto Carlin Petrini aprendo il Salone - perché il nostro obiettivo è far diventare questa manifestazione il più grande appuntamento mondiale dell'enogastronomia e dell'alimentazione". Un intento che può sembrare troppo ambizioso, ma che sembra ben inserirsi nel panorama di Torino, una città che è ormai stabilmente una delle capitali europee dell'agricoltura e della gastronomia, sia per le iniziative istituzionali che per la presenza di una ricca cucina regionale, originali slowfastfood (hamburgherie con carne di allevamento spesso biologico) e della prima sede di Eataly, la catena alimentare specializzata in cibo di qualità: anticipando il Salone del gusto anche quest'anno nelle strade della città si sono svolti eventi collaterali alla mostra già da martedì sera e nelle Piazze e nei bar protagonisti sono stati il cibo della comunità del Sud del mondo.

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