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La ricetta di Rita Monastero per la Vigilia: le pittule salentine

Non c’è casa in Italia in cui, la sera del 24 Dicembre, non si mangi di magro. E non c’è casa in Salento in cui non si mangino le frittelle di pasta cresciuta, nel ricordo della più antica tradizione.

La ricetta di Rita Monastero per la Vigilia: le pittule salentine

di: Rita Monastero, docente di cucina e autrice di numerosi libri, associata  F.I.C. (Federazione Italiana Cuochi), Lady Chef

 

Sono piccole palline di pasta cresciuta, condita e fritta in olio di oliva. E da qui dobbiamo partire, dall’olio: rigorosamente di oliva, altrimenti non avranno quel caratteristico sapore tondo e pieno.

Un tempo si preparavano solo in occasioni speciali, quando era necessario mangiare di magro, ma oggi si trovano in tavola, nelle case private e nei ristoranti, in qualsiasi periodo dell’anno. Si lavora una pasta molliccia, a base soltanto di farina, lievito di birra, acqua e sale; la si lascia crescere sino al raddoppio del volume e infine la si frigge così com’è, oppure condita con tante cose buone: pezzettini di acciughe, olive, cipolle, pomodori…

Queste meravigliose frittelline sono buone da sole o accompagnate con miele o mosto nella versione semplice e con sottoli vari, tonno o verdure in quella condita.

Buona Vigilia a tutti amici miei, e Buon Natale dalla Lovely Cheffa

 

LE PITTULE

Ingredienti per 4 persone

  • 300 g. farina 00
  • ½ cubo di lievito di birra
  • sale
  • acqua q.b.
  • olio di oliva

Per condire

  • 1 pezzetto di cipolla
  • 2 pomodori
  • una manciata di olive bianche e nere
  • 1 cucchiaio di capperi
  • 2-3 filetti di alici

 

Procedimento

1. Versare la farina in una ciotola, fare la fontana e porre il lievito sbriciolato  al centro e il sale sui bordi.

2. Sciogliere il lievito con acqua tiepida e lavorare bene con la forchetta, fino ad ottenere un impasto omogeneo, non fluido ma molto morbido.

3. Coprire e lasciare lievitare in luogo tiepido per almeno 1 h.

4. Friggere in olio profondo piccole cucchiate di impasto per volta, sino a quando le frittelline si gonfieranno, saliranno a galla e diverranno dorate.

5. Si mangiano da sole o accompagnate da tonno sottolio, acciughe, verdure varie, miele.

Per la versione condita, unire alla pasta dopo la lievitazione un trito di capperi, acciughe, pomodoro, cipolla, peperone sottaceto, cavolfiore bollito, olive bianche e nere, a piacere.

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