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Integratori alimentari: i pericoli per chi fa sport

Il bisogno di prestazioni super, la voglia di emulazione e il “fai da te” i principali nemici. Il consiglio del medico è sempre opportuno

Integratori alimentari: i pericoli per chi fa sport

Secondo una recente ricerca realizzata da Ac Nielsen per FederSalus, la Federazione dei produttori di prodotti salutistici, un italiano su tre usa gli integratori, il 32% dichiara di assumerli abitualmente; di questi, il 62% lo fa da oltre due anni. Lo sportivo, lo studente, i salutisti, e chi spera di dimagrire: questi i soggetti principali dell’uso di questi prodotti. I numeri confermano una vera esplosione del mercato: più di un miliardo di euro di fatturato solo in farmacia e quasi duecento milioni in altri canali di vendita. Ai primi posti nelle vendite si attestano i fermenti lattici, i multivitaminici e i dimagranti. Preoccupante è l’eccesso di “fai da te”: circa un terzo degli acquirenti decidono autonomamente di assumere tali prodotti, decidendone dosaggio e somministrazione. Secondo Fabio Galvano, professore associato di scienze dietetiche applicate presso il Dipartimento di Scienze del Farmaco dell'Università degli Studi di Catania, c’è il reale rischio che la gente percepisca gli integratori come sostanze prive di effetti collaterali, anche perché, a differenza dei farmaci, non hanno bisogno di prescrizione medica. Secondo Galvano, nella maggior parte dei casi gli integratori non hanno dei veri e propri effetti, né in bene né in male. Ma è per questo che vengono messi in commercio con relativa facilità: non c’è bisogno di prove cliniche o tossicologiche, non bisogna nemmeno dimostrarne l’efficacia e possono essere acquistati senza prescrizione medica. Ciò nonostante, non è sempre vero che non abbiano effetti. Quello che è importante capire, insomma, è che gli integratori, per lo più auto prescritti sulla base del sentito dire, non sono semplici dissetanti: se consumati in quantità modeste risultano quasi sempre ininfluenti ma l’eccessivo utilizzo potrebbe esporre a potenziali rischi. E le esagerazioni non sono impossibili: il consumatore medio, che di solito è solo superficialmente informato, può credere che se una pillola fa bene, due fanno meglio e tre fanno benissimo. Per capire poi il successo di questi integratori alimentari bisognerebbe valutare l’incidenza delle campagne pubblicitari.

Sempre secondo il dottor Galvano, molta attenzione deve essere posta sull’utilizzo della carnitina e della creatina. Per quanto riguarda gli atleti, occorrono ulteriori approfondimenti per sapere se la carnitina sia davvero utile. Ma già adesso si può dire che di sicuro non serve alle persone sedentarie e sovrappeso per dimagrire, come invece vorrebbe il marketing. In molti altri casi non c'è nemmeno un lontano fondamento. Nonostante gli studi effettuati su una serie di integratori, si è dimostrato che i risultati non sono univoci. Molto popolare tra gli sportivi anche la creatina, sulla quale ci sono delle evidenze positive sull’incremento della forza e della massa muscolare: questo la rende efficace per certi tipi di sport che prevedono sprint e velocità, mentre è ancora dubbia l’efficacia sulle attività aerobiche di lunga durata, sulla riduzione del grasso corporeo e sull’aumento della densità ossea, sottolineando che tali effetti si riferiscono a sportivi regolari e non a presunti atleti dell’ultima ora.

In conclusione, si può affermare che l’utilizzo necessario degli integratori è limitato a poche patologie, come gli stati di carenza nutrizionale o un aumentato fabbisogno fisiologico. L'uso ingiustificato e incontrollato di queste sostanze può avere dei rischi, perciò, prima di assumerli, è sempre necessario chiedere almeno un parere al proprio medico. Gli integratori, in ogni caso, non possono mai sostituire gli alimenti, in particolare la frutta e la verdura che dovremmo mangiare almeno cinque volte al giorno. Infine, l'integratore non può e non deve essere l'alibi per evitare di adottare una dieta variata ed equilibrata o per esimersi dall'attività fisica

di Vittorio Di Gioia

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