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DOC, DOCG, DOP. Il marchio che certifica la qualità

Scopriamo i significati delle denominazioni che certificano la qualità del prodotto, imparando così a difendere i nostri acquisti

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DOC, DOCG, DOP. Il marchio che certifica la qualità

Pomodoro, salumi, vino, formaggi ed olio sono i prodotti italiani che vengono principalmente contraffatti all’estero. Molto spesso per ingannare, i cibi vengono presentati con etichette, immagini, colori e nomi che richiamano quelli dei prodotti originali, portando così l’acquirente distratto ad acquistarli. Noto è infatti il caso del "parmesao" nome che richiama quello di un famoso formaggio italiano, ma che ha origini brasiliane, oppure dell’Olio Rumolo prodotto in Spagna e del Chianti prodotto in California. La contraffazione dei prodotti made in Italy causa dei notevoli danni all’economia del nostro Paese; la Coldiretti ha calcolato che nel 2011 le perdite giornaliere del settore agroalimentare per colpa della falsificazione dei prodotti alimentari è stato di circa 164 milioni di euro .

A questo punto, per tutelare e valorizzare i prodotti tradizionali enogastronomici di un Paese, la Comunità Europea ha ideato dei marchi detti collettivi come ad esempio DOC, DOCG, DOP che tutelano l’acquisto dei consumatori perché permettono una distinzione del prodotto non in base all’azienda di produzione ma alle tecniche di produzione e controllo; garantiscono in particolare l'origine, la natura e la qualità del prodotto contrassegnato. Il marchio viene concesso esclusivamente ai produttori o ai commercianti che lo richiedono, che possiedono specifici requisiti e che prendono l’impegno del rispetto dei regolamenti. Per ottenere il marchio, si deve affrontare una procedura particolarmente complessa e lunga che può richiedere anche 2 anni.

 

DOC (Derivazione di origine controllata)
Sigla che viene usata solo per i vini e viene attribuita esclusivamente a quei prodotti che derivano da specifiche aree geografiche e che rispettano una specifica disciplina di produzione. Le uve usate devono derivare da specifiche zone. Facciamo alcuni esempi: il Barbera d'Asti, prodotto nella provincia di Asti; il Dolcetto d'Alba, prodotto nella provincia di Cuneo; il Greco di Bianco (Bianco), prodotto nella provincia di Reggio Calabria; il Montepulciano d'Abruzzo (Cerasuolo; Rosso anche nella versione Riserva), prodotto nelle province di Chieti.

 

DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita)
Anche questa sigla viene usata per i vini DOC particolarmente pregiati. Questi vini vengono sottoposti a severi controlli e devono essere posti in recipienti con capacità inferiore ai 5 litri. Devono essere contrassegnati da un marchio statale che ne garantisce l’origine e la qualità.

 

IGT (Indicazione Geografica Tipica)
Questo marchio è dato ai vini da tavola le cui uve derivano da grandi regioni vitivinicole.

 

 

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