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Dieta. Il sorprendente ruolo dell'olfatto

Diverse ricerche hanno dimostrato che l’olfatto di un soggetto in sovrappeso e obeso sia così tanto sviluppato da riuscire a distinguere l’odore di un cibo anche a distanza

Dieta. Il sorprendente ruolo dell'olfatto

Una recente ricerca svolta in Inghilterra presso l’Università di Portsmouth, ha visto il coinvolgimento di circa 60 volontari sottoposti a test per verificare la loro capacità olfattiva. Alla fine dei test si è potuto verificare come a digiuno, sia i soggetti normopeso che gli obesi, avevano un senso dell’olfatto molto sviluppato.
Al termine di un pasto, però, i soggetti normopeso presentavano un olfatto meno sensibile. Diversamente, nei soggetti in soprappeso e obesi, alla fine del pasto, l’olfatto continuava a essere particolarmente sensibile agli odori. Questo meccanismo contribuisce enormemente a una continua ricerca di cibo da parte di queste persone che avrebbero, quindi, una maggiore difficoltà nel seguire un’alimentazione equilibrata. Tra i fattori responsabili di questo meccanismo, secondo un’altra ricerca svolta presso l’Università di Cincinnati, sarebbe la grelina, un ormone coinvolto nel determinare il senso di fame. Grazie a questa indagine si è visto come questa molecola sia anche capace di stimolare le cellule olfattive, aumentando così il senso dell’olfatto, che contribuirebbe a sua volta ad accentuare il senso della fame.  
Ma per affrontare questa condizione, e aiutare le persone obese nella lotta contro la bilancia, potrebbe essere di grande aiuto l’aroma dei cibi. Sembra, infatti, che più intensa sia l’aroma di un cibo, minore sia la quantità mangiata. Questa impensabile relazione tra l’aroma e quantità di cibo mangiato è il risultato di una ricerca svolta in Olanda dagli studiosi del Food & Biobased Research Institute.
A dieci volontari sono stati offerti diversi budini alla vaniglia con crescente intensità di aroma. Il risultato osservato è stato quello che all’aumentare dell’aroma, minori erano le porzioni mangiate dai partecipanti. In particolare, è stato calcolato che all’aumentare dell’intensità dell’aroma del pasto, le dimensioni delle porzioni mangiate si riducevano dal 5 al 10%. Probabilmente questa reazione è dovuta all’attivazione di un meccanismo di difesa e di diffidenza dell’organismo nei confronti di cibi con aromi particolarmente spiccati e intensi. Se ci soffermiamo a riflettere su questo risultato, molto probabilmente ci sarà capitato di essere particolarmente invogliati a mangiare anche enormi quantità di un cibo, quando questo è molto appetitoso e profumato anche se siamo sazi. Se invece il pasto ha un odore molto forte, tanto da infastidirci, spontaneamente saremo indotti a mangiarne di meno, facendo dei piccoli bocconi fino a non mangiarne più. Grazie a un intenso aroma, il cervello verrebbe preso in giro ed esso stesso fa si che il soggetto mangi porzioni più piccole fino a smettere. Questa potrebbe essere una valida arma per mangiare porzioni più piccole aiutando soprattutto chi deve necessariamente perdere peso senza fare enormi sforzi. Anche la consistenza del cibo si è visto avere un ruolo chiave nella lotta ai chili di troppo.
È stato dimostrato che quanto un cibo è più viscoso e sottile, minori sono le quantità che vengono consumate. Questo è causato dal fatto che in base alla consistenza del cibo che mangiamo, vengono stimolate diverse aree cerebrali. Masticare un cibo caratterizzato da una consistenza densa, si è visto capace di attivare delle aree cerebrali che in parte coinvolgono quelle che riguardano il senso del  gusto. I cibi particolarmente grassi invece attivano la corteccia cingolata, ovvero quella regione che si attiva quando viviamo un momento o una sensazione piacevole come quella che può dare, ad esempio, un bacio, una carezza o una vincita monetaria. Questo spiegherebbe ulteriormente come sia difficile non mangiare alcuni tipi di cibi e come questa resistenza sia particolarmente difficile per i soggetti obesi. Ovviamente, quelle elencate sono la spiegazione di meccanismi fisiologici che avvengono nel nostro organismo, ma non devono essere usate come giustificazioni per non provare a mangiare in maniera sana ed equilibrata. Il raggiungimento di questo obiettivo lo si può ottenere solo con una buona dose di disciplina mentale che dipenderà principalmente da una giusta e consapevole motivazione a voler migliorare il nostro stile di vita.

di Valentina Schirò (Biologa Nutrizionista)

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