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La vitamina B12 fa buon sangue!

Essenziale per il nostro organismo, protegge sangue e sistema nervoso, mantenendo le cellule in buono stato

La vitamina B12 fa buon sangue!

La cianocobalamina, più comunemente conosciuta come vitamina B12, svolge importanti funzioni per l’organismo proprio perché è necessaria per il corretto funzionamento del sistema nervoso e aiuta a mantenere in buono stato le cellule che compongono il nostro sangue. Più precisamente, la vitamina B12 ha la capacità di:

• Contribuire alla formazione dei globuli rossi

• Partecipa alla formazione delle cellule nervose; in particolare

• Interviene nella formazione della guaina mielinica, ovvero lo speciale rivestimento che riveste le fibre nervose

• Metabolismo delle proteine.

 

Come si produce

Diversamente dalla quasi totalità di vitamine, la B12 non è prodotta né dagli animali né dalle piante. La sintesi di questa speciale molecola è esclusivamente affidata ad alcune specie batteriche presenti nel lume intestinale degli animali. La quota non utilizzata dall’organismo dell’animale, viene depositata nei tessuti in particolare nei muscoli e nel fegato. Ecco spiegato il motivo per il quale il fegato di agnello, manzo e vitello, la carne rossa in genere, sono i cibi a maggiore contenuto; ad essi bisogna aggiungere anche le vongole, cozze, ostriche, caviale, polpo, granchio, formaggi, uova e yogurt. La B12 è una delle poche vitamine che riesce a resistere a lunghi trattamenti di cottura ad alte temperature, ad esempio, più della metà di B12 permane nella carne dopo circa 45 minuti di cottura alla griglia.

 

Sintomi da carenza

Se nella nostra dieta giornaliera i cibi ricchi in vitamina B12 sono scarsamente presenti, si può facilmente presentare una condizione di deficit caratterizzata da:

  • Nervosismo

  • Pallore

  • Diminuzione dei riflessi

  • Lingua liscia, rossa e dolente

  • Depressione

  • Difficoltà a deglutire

  • Palpitazioni del cuore

  • Astenia

  • Alterata percezione del dolore

  • Alterazione dell’equilibrio

  • Anemia

Alcune classi di farmaci possono influire negativamente sull’assorbimento della vitamina come ad esempio gli antibiotici, gli anticonvulsivanti, gli antipertensivi, gli antipsicotici, i farmaci anticoncezionali. Per evitare quindi di trovarsi in una condizione di deficit e per chiarire qualsiasi tipo di dubbio, è bene parlare con il medico curante e il proprio farmacista di fiducia.

 

La salute dello stomaco

Il fattore intrinseco è una glicoproteina prodotta dalla mucosa dello stomaco ed è essenziale che esso si leghi alla vitamina B12 per agevolarne l’assorbimento. La distruzione delle cellule dello stomaco che la secernano a causa di una infiammazione, gastrite, una malattia autoimmune oppure una condizione di alcolismo, può contribuire decisamente ad instaurare uno stato di deficit della B12. Anche la presenza di ipocloridria cioè la scarsa produzione di succhi gastrici da parte dello stomaco influisce negativamente sull’assorbimento della vitamina: i succhi gastrici infatti sono indispensabili per il rilascio della vitamina B12 dagli alimenti. Senza questa separazione il legame con il fattore intrinseco e il successivo assorbimento non potrà avvenire. Questa condizione può essere anche una conseguenza di un uso eccessivo e prolungato di farmaci antiacidi.

 

E i vegetariani?

I vegetariani, ma soprattutto i vegani, sono ad alto rischio di deficit di vitamina B12 proprio perché scelgono di eliminare dalla propria dieta alimenti di origine animale. Ma dai dati pubblicati su un recente articolo sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, anche i vegetariani possono prevenire la carenza di B12 senza violare la scelta alimentare che hanno fatto. I vegetariani, in particolare, i lacto-ovo-vegetariani difficilmente possono presentare una condizione carenziale; quest’ultima più che altro può dipendere dalla frequenza di assunzione settimanale dei prodotti di origine animale. Il problema è invece decisamente più rilevante nel caso dei vegani, in questo caso, i ricercatori affermano che discreta fonte di B12, oltre la soia, siano le alghe, in particolare, l’alga verde (Enteromorpha sp.), quella viola (Porphyra sp.) e la nori. Queste alghe purtroppo non sono sempre facilmente reperibili nei negozi, valida alternativa è l’uso di integratori che, se assunti regolarmente, rappresentano una via sicura per proteggersi dal rischio di carenza. Un’altra buona abitudine è l’uso quotidiano di cibi fortificati cioè alimenti a cui è stata aumentata artificialmente la concentrazione di vitamina.

di Dott.ssa Valentina Schirò (Biologa nutrizionista)

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