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L’utilizzo dei fiori nell’alimentazione

L’uso alimentare dei fiori anche se viene considerata una novità, è una pratica antica. Scopriamone di più…

L’utilizzo dei fiori nell’alimentazione

Cavolfiore, carciofi, fiori di zucca e broccoli, anche se non ci badiamo, sono i fiori che normalmente usiamo in cucina. Ma a questo elenco se ne aggiungono tanti altri che solitamente usiamo per fare un regalo o per abbellire la nostra casa. Margherite, calendule, lillà, begonie non sono solo belle e profumate, ma anche buone. Già nel Medioevo, Carlo Magno gustava il vino con i fiori di garofano. Sempre in questo periodo storico, la calendula era un abituale ingrediente usato nelle insalate. Nell’epoca romana i petali delle rose venivano usati per la preparazione di diversi piatti tra i quali la carne e la marmellata. I Celti, prima di combattere, bevevano invece vino alla borragine. Le violette candite risalgono all’epoca vittoriana, venivano presentate avvolte da numerosi veli di zucchero. Oggigiorno i fiori sono ritornati a essere usati in cucina per la preparazione di salse adatte ad accompagnare pietanze sia dolci che salate, ma anche bevande come tisane, liquori e cocktail. Gli studi hanno inoltre confermato come i fiori siano un valido ingrediente capace di svolgere non solo un ruolo nutrizionale, ma anche curativo. Facciamo alcuni esempi:


La begonia: è una pianta di origine orientale, i cui fiori sono caratterizzati da un sapore acidulo e un po’ aspro, simile al limone. Il suo uso si presta non solo per la preparazione di sorbetti, gelati e macedonie, ma anche per la carne e le insalate.

Il crisantemo: grazie al suo retrogusto amaro, i petali di questo fiore sono adatti per contrastare i sapori forti e decisi. Inoltre è utile per dare colore ai piatti. Svolge una importante azione curativa: soprattutto nei casi di dispepsia e di digestione difficile e lenta.

L’ibisco: diversamente dal crisantemo, ha un sapore dolce e raffinato che ricorda quello dei frutti di bosco. È adatto per la preparazione di insalate e dolci.

La primula: le foglie hanno un uso molto versatile in cucina: sono un ottimo ingrediente per dare un tocco di originalità per la preparazione di insalate, minestre, per aromatizzare vini e aperitivi. È perfino un ottimo rimedio per curare l’insonnia.

La borragine: pianta spontanea caratterizzata da fiori dal colore blu-violetto intenso il cui sapore è paragonabile a quello dei cetrioli. I petali sono ottimi per la preparazione di infusi, aperitivi, sorbetti, ma anche per la preparazione di insalate e aceto aromatizzato.

Il nasturzio: sia i fiori che le foglie donano ai piatti un caratteristico sapore agro-piccante che si adatta per la preparazione di insalate e cibi in agrodolce. Sono degli ottimi sostituti dei capperi. Sono anche dotati di un alto contenuto in vitamina C e, inoltre, aiutano la digestione.

La calendula: sia le foglie che i petali di questo fiore possono essere usati in cucina per la preparazione di insalate, zuppe, frittate, pasta e risotti. È caratterizzata da un gusto leggermente amaro, adatto proprio alla preparazione dei piatti elencati. Il fiore di calendula è anche conosciuto come lo “zafferano dei poveri” proprio per il suo caratteristico colore arancione; infatti, se viene essiccato, può essere un ottimo sostituto dello zafferano.

Il garofano: donano al piatto un gusto pepato che si adatta alla preparazione di risotti, pasta, dolci e liquori. Grazie alla loro particolare composizione, svolgono un’azione antimicrobica. Il geranio: i petali si adattano alla preparazione di frittate, vini, liquori, parfait e sorbetti. Le foglie, invece, sono più indicate per la preparazione di dolci al cucchiaio. L’acqua ottenuta dall’infusione dei fiori di geranio richiama il sapore del limone e può essere usata per la preparazione di dolci e bevande dissetanti. La rosa: in genere i suoi petali sono notoriamente usati per la preparazione di marmellate e liquori, ma trovano anche piacevole impiego nella preparazione di risotti, dolci, insalate e carne. Questi fiori, inoltre, sono dotati di azione antimicrobica.

La lavanda: in pochi sapranno che i fiori di lavanda sono uno degli ingredienti della miscela di spezie usate per la preparazione del cous cous. Sono inoltre anche degli ottimi ingredienti per la preparazione di svariati tipi di piatti come la carne e i dolci, ma anche per accompagnare la degustazione di formaggi o come originale ingrediente per la preparazione di pane aromatizzato. Questo fiore è consigliato a chi ha problemi di digestione lenta e difficile.

La viola del pensiero: È un fiore noto in cucina: i petali sono famosi per essere mangiati canditi, ma il loro uso si può benissimo estendere anche per la preparazione di gelati, marmellate, gelatine, macedonie, insalate, dolci in particolare a base di cioccolato come ad esempio mousse e torte. Noto si dall’antichità è il loro uso in caso di mal di testa: Ippocrate la consigliava soprattutto come rimedio per curare i postumi delle sbornie. Grazie alla presenza del terpenoide β-ionone, alcune ricerche stanno verificando il loro uso nella terapia antitumorale.

Attenzione però: non tutti i fiori sono commestibili, infatti, ciclamini, azalee, iris, fiori d’oleandro, edera, fiore del tabacco, mughetto, sono solo alcune infiorescenze che hanno un effetto velenoso. Evitate anche di usare in cucina fiori provenienti da vivai e fiorai a causa dei trattamenti ai quali sono sottoposti che non li rendono per niente compatibili all’uso alimentare. Altro consiglio è quello di non raccogliere nemmeno i fiori che si trovano ai bordi delle strade anche di campagna, ma piuttosto acquistateli dai produttori di fiori organici o magari coltivateli voi stessi nei vostri giardini e balconi.

 

di Valentina Schirò (Biologa Nutrizionista)

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