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I mirtilli ''svegliano'' il cervello

Arriva l'estate, fate scorta di mirtilli. Proteggono vene, occhi, cuore, vescica. E rallentano il declino cerebrale

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I mirtilli ''svegliano'' il cervello

Mangiare mirtilli aiuta a mantenere giovane il cervello.
È quanto emerso dallo studio del dottor Shibu Poulose presentato al 240° Congresso dell'American Chemical Society a Boston: secondo la ricerca i polifenoli (molecole antiossidanti dai riconosciuti effetti benefici) e in particolare i flavonoidi contenuti in alta percentuale nei mirtilli (presenti anche in altri vegetali rossi o blu, ma in quantità inferiore), attivano il naturale processo di "pulizia" del cervello dalle tossine, responsabili della perdita di memoria e del declino mentale. Come?

Nel cervello, tossine e altri rifiuti molecolari tendono ad accumularsi ma, grazie al lavoro della microglia (cellule "protettive" in continuo movimento nel cervello alla ricerca di neuroni danneggiati, placche e agenti infettivi), queste scorie vengono rimosse e smaltite: i frutti di bosco, e i mirtilli in particolare, proteggono e attivano la microglia e la spronano a fare il suo lavoro. I mirtilli devono essere mangiati con la buccia, meglio freschi, ma anche quelli surgelati possono essere una valida alternativa.

 

Le virtù degli antociani

Una tazza al giorno aiuta a prevenire numerose patologie. L'”American Journal of Clinical Nutrition” sostiene che i mirtilli proteggono dall'ipertensione, con una riduzione del 10% dei valori, se si mangia almeno una porzione di frutti di bosco a settimana, mentre riduce all'8% la probabilità di ammalarsi di ipertensione. Tutto merito degli antociani (dal greco anthos, fiore, e kyáneos, blu) contenuti nei mirtilli in grande quantità ma anche in fragole, more, cavolo rosso e uva nera da vino.

Gli antociani, o antocianine, sono coloranti idrosolubili fenolici appartenenti alla famiglia dei flavonoidi che, se assunti regolarmente e in grande quantità, proteggono il sistema vascolare, prevengono i capillari fragili, le vane varicose e le emorroidi, riducono il rischio di malattie cardiache, arteriosclerosi e ictus, migliorano la vista e la capacità dell'occhio di adattarsi all'oscurità. 
Ma non solo. Prevengono le infezioni urinarie impedendo ai germi di aderire alla superficie esterna del tratto urinario: così i batteri presenti non si possono insediare e vengono espulsi con l'urina.

Una recente ricerca pubblicata sul “Canadian Journal of Urology” e condotta su 150 donne di età compresa tra i 21 e i 72 anni, ha rilevato che sia l'estratto secco che il succo di mirtillo hanno ridotto del 20% le recidive delle infezioni urinarie e che la terapia in compresse è risultata più economica. 

PARLIAMO DI: mirtilli, flavonoidi, antociani,

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