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Gli integratori alimentari e i tre miti da sfatare

Naturali, testati ed “equi”: l'associazione dei consumatori americana analizza le opinioni diffuse sui complementi della nostra dieta

Gli integratori alimentari e i tre miti da sfatare

Che cosa ne pensi degli integratori? Sei convinto che possano migliorare la tua salute? Se sì, allora sei in buona compagnia: più della metà degli americani li utilizza, e spende almeno 25 miliardi di dollari all’anno in vitamine, minerali e pillole di estratti, acquistati senza prescrizione medica. Ma la Federal Trade Commission (http://www.ftc.gov/), associazione statunitense di consumatori, mette in guardia il pubblico, sfatando tre miti sugli integratori.

 

Il primo mito. Gli integratori sono più sicuri dei farmaci perché sono “naturali”. La realtà: il fatto che un integratore derivi da una pianta, e sia quindi “naturale”, non basta a renderlo sicuro. Se tutto ciò che è vegetale fosse innocuo, potremmo mangiare qualsiasi tipo di fungo, ad esempio. O, anche, arsenico e cicuta.

 

Il secondo mito. Gli integratori alimentari sono rigorosamente testati, e la loro efficacia è sostenuta da studi e prove scientifiche. La realtà: alcuni, o anche tutti i test a cui sono sottoposti questi prodotti, generalmente non soddisfano gli standard richiesti dalla comunità scientifica. Le pubblicità degli integratori spesso vantano il fatto di essere preparati con erbe particolari che sono state usate per migliaia di anni in Asia. In realtà, alcune erbe cinesi possono causare danni al fegato e altri pericolosi effetti collaterali.

 

Il terzo mito. L’industria farmaceutica è “il male”, mentre quella degli integratori è più sostenibile e corretta. La realtà: sia le aziende farmaceutiche che quelle degli integratori spendono milioni di euro in pubblicità, per cercare di farci comprare i loro prodotti. 

di Monica Coviello

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