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Il colore rosso nelle nostre diete

Recenti studi scientifici hanno dimostrato che il colore rosso, simbolo di passione, forza e vitalità può aiutarci ad affrontare meglio la nostra dieta

Il colore rosso nelle nostre diete

Passione, forza, vitalità, ma anche pericolo sono i significati associati al colore rosso. Ma c’è di più: recenti studi hanno evidenziato come questo colore può aiutarci ad affrontare meglio la nostra dieta. Ricercatori svizzeri hanno osservato che se i cibi e le bevande sono serviti con stoviglie di questo colore, si mangia e si beve di meno. L’indagine ha comportato inizialmente la somministrazione a 41 studenti di bevande zuccherate usando sia bicchieri di colore rosso che blu. Coloro i quali avevano scelto di usare il bicchiere rosso bevevano circa il 40% in meno rispetto a coloro che avevano bevuto con il bicchiere blu. Si è notato, inoltre, come entrambi i colori non avevano alcuna influenza sul gradimento della bevanda. La seconda parte della ricerca ha dato modo ai partecipanti di scegliere di mangiare dieci ciambelle salate stavolta poggiate su un piatto di colore o rosso o bianco o blu. Anche questa volta si è osservato che coloro i quali avevano scelto di mangiare servendosi del piatto rosso, mangiavano meno ciambelle rispetto a coloro che avevano usato piatti di colore diverso. Nuovamente il colore del piatto non ha influito sull’indice di gradimento del pasto. Gli studiosi motivano i dati osservati ipotizzando che il colore rosso viene interpretato dal nostro cervello come un segnale sia di rischio che di pericolo che a sua volta porta quindi all’attivazione, a livello fisiologico, di una serie di meccanismi che inducono la persona a mangiare di meno senza rendersene conto. Ovviamente, questa ricerca necessita di ulteriori approfondimenti e verifiche.

Queste non sono le uniche osservazioni fatte riguardanti i colori: la ricerca pubblicata su Journal of Consumer  Research,e condotta alla Cornell University di Ithaca (USA) ha evidenziato come il colore delle stoviglie sia in grado di influenzare le dimensioni delle porzioni del cibo. L’esperimento ha comportato la distribuzione di piatti di colore diverso a 50 volontari, che sono stati lasciati liberi di servirsi dei pasti loro forniti. Innanzitutto si è visto che maggiori erano le dimensioni del piatto scelto, maggiore era la quantità di cibo mangiato; addirittura le porzioni aumentavano fino al 31%. Inoltre, pesando le porzioni che i soggetti avevano liberamente scelto, si è visto l’esistenza di una relazione tra la colorazione del piatto e le dimensioni del pasto scelto. In particolare, se il piatto aveva lo stesso colore del cibo, come ad esempio il riso in bianco servito su un piatto bianco, le porzioni erano più abbondanti; se invece i due colori erano diversi, si tendeva a preparare un piatto con una quantità inferiore. Probabilmente questo risultato è dato dal fatto che la diversità dei colori ci induce a credere che le porzioni siano più grandi. Ad esempio, coloro i quali avevano scelto una zuppa di pomodoro usando delle stoviglie bianche,avevano mangiato circa il 21% in meno rispetto agli altri commensali che avevano fatto scelte monocromatiche riguardanti sia i piatti che i cibi. Secondo questi studiosi americani esiste una relazione tra colorazione e dimensione del piatto con l’indice di gradimento del cibo; in particolare, le differenze cromatiche influiscono sulla percezione e sulla valutazione del gradimento del cibo senza ancora averlo mangiato.

Ma oltre ad usare i colori per mangiare meno, usiamo i colori anche per mangiare meglio. Un piatto con colori tenui, così come il bianco ricco di cibi colorati apporta benefici sia al nostro organismo che al nostro umore. È noto come il colore dei cibi, soprattutto di frutta e verdura, sia dato dalla presenza di pigmenti che hanno effetti positivi sulla nostra salute. Il colore rosso, abbondantemente rappresentato nell’anguria, arancia rossa, pomodoro, barbabietola rossa, pompelmo rosa, papaia, è dato dalla presenta del ben noto licopene, carotenoide che possiede eccellenti proprietà antiossidanti. La biodisponibilità di questa sostanza aumenta proprio grazie alla cottura dell’alimento, a differenza degli altri antiossidanti, che sono particolarmente sensibili alle alte temperature. Il colore verde è il colore degli spinaci, rucola, carciofi, asparagi, zucchine, broccoli, cetrioli, lattuga. La clorofilla, responsabile della presenza di questo colore, ha spiccate proprietà non solo antiossidanti, ma anche antianemiche. Inoltre, così come altri antiossidanti, svolge un’azione protettiva nei confronti di sostanze potenzialmente cancerogene per l’organismo. Fichi, more, mirtilli, lamponi, melanzane, prugne e radicchio presentano una colorazione blu-viola data dalla presenza di antocianine con azione antiossidante ed antinfiammatoria;inoltre sono capaci di proteggerci dall’azione delle sostanze cancerogene. In particolare, i frutti di bosco con questa colorazione sono ricchi in luteina che svolge una particolare azione benefica per i nostri occhi.

Il colore bianco lo ritroviamo nell’aglio, sedano, cipolla, porri, finocchi ed è dato dalla presenza della quercetina, anch’essa un antiossidante che svolge un’azione protettiva nei confronti dei tumori e delle patologie cardiovascolari. Agrumi, zucca, nespole, kaki, peperoni e pesca sono caratterizzati da una elevata quantità di carotenoidi che conferiscono una colorazione giallo-arancio. Anche questa sostanza è un importante antiossidante nemico sia dei tumori che delle patologie cardiovascolari.

Quindi, per la nostra salute, prestiamo attenzione ai colori nel piatto, ma non solo! Può sembrare un inutile dettaglio, ma badare anche alla tinta della tovaglia o del tovagliolo può rendere più sereno e piacevole il momento del pasto, soprattutto dopo una giornata frenetica.

di Valentina Schirò (Biologa Nutrizionista)

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