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I cibi che ci proteggono dall’Alzheimer

La riduzione delle calorie quotidiane e la corretta alimentazione sono importanti per il rallentamento del declino cerebrale

I cibi che ci proteggono dall’Alzheimer

Circa il 3,5% della popolazione italiana soffre del morbo di Alzheimer. Attualmente non sono stati ancora scoperti farmaci capaci di guarire questa e altre forme di demenza senile. Secondo ricercatori dell’Istituto per la ricerca sull’invecchiamento di New York, invecchiare non determina necessariamente la perdita di capacità cognitive. È però di basilare importanza nell’arco della vita prenderci quotidianamente cura del nostro cervello a partire dall’alimentazione. Una eccessiva assunzione di grassi di origine animale alterano il funzionamento delle cellule cerebrali, così come un’eccessiva assunzione di zuccheri semplici influisce negativamente sulla circolazione sanguigna, alterando l’irrorazione e l’ossigenazione dell’intero organismo e, in particolare, del cervello. Sin da giovani è opportuno badare alla propria alimentazione, proprio perché i problemi della memoria non sono esclusivamente associati all’età avanzata, ma si possono manifestare a qualsiasi età.
È stato dimostrato come numerosi cibi favoriscono l’attività cerebrale. Il caffè, ad esempio, è una delle bevande che ritarda il decadimento intellettuale. Nel 2007, una ricerca svolta in Olanda, ha evidenziato come gli anziani che bevono giornalmente tre tazze di caffè presentano un declino cerebrale decisamente inferiore rispetto a chi non ne consuma nemmeno una tazzina. L’assunzione regolare e moderata di caffè sembra, quindi, avere un effetto protettivo, inoltre, favorisce la capacità di conservare i ricordi per lunghi periodi. Ricerche condotte su cavie di laboratorio hanno mostrato che i topi ai quali veniva data della caffeina erano più capaci di trovare l’uscita da un labirinto rispetto alle cavie alle quali veniva somministrata della sola acqua. Il caffè rende quindi il nostro cervello più attivo.

Gli antiossidanti sono un’altra arma vincente grazie alla loro capacità di legare le specie reattive dell’ossigeno impedendo così l’alterazione del DNA. Secondo uno studio condotto presso l’Università di Perugia, le capacità cerebrali di ognuno di noi dipendono dal contenuto in antiossidanti presenti e immagazzinati nell’organismo durante la vita. Soggetti colpiti da Alzheimer, infatti, presentano bassi livelli di antiossidanti. Tali risultati dovrebbero ancora di più invogliare ad aumentare il consumo di verdura e frutta fresca. Anche la frutta secca non è da meno, proprio perchè particolarmente ricca in polifenoli, una particolare classe di antiossidanti che è stato dimostrato favorire lo scambio di informazioni tra i neuroni. Non sottovalutiamo anche l’effetto benefico del consumo abituale del pesce, che ha un effetto protettivo sul cervello. Consumiamo soprattutto pesce "grasso" come il salmone, lo sgombro, le aringhe, la trota, il pesce spada e le sardine, il cui contenuto in acidi grassi omega 3 è capace di proteggerci dall’Alzheimer. Diversi studi hanno confermato questa tesi; in particolare si è osservato che coloro i quali mangiano spesso nell’arco della settimana pesce presentano un deterioramento cerebrale di circa il 10% più lento rispetto a chi non ne consuma. Grazie anche a queste ricerche si è potuto affermare che gli omega 3, oltre a migliorare le capacità cognitive, sono anche capaci di influire positivamente sull’umore. Soggetti che possiedono infatti nel loro organismo un elevata concentrazione di omega 3 difficilmente soffrono di stati depressivi. Miglioriamo la nostra memoria e le facoltà cognitive usando regolarmente anche l’olio di oliva, frutta secca, in particolare le noci, e vino rosso. Occorrono 2-3 cucchiai di olio extra vergine di oliva al giorno per migliorare e preservare la memoria a breve termine e per rafforzare la memoria a lungo termine; un paio di noci o nocciole per migliorare la concentrazione e la memoria lavorativa. Anche bere moderatamente ogni giorno non oltre 15g di alcool aiuta a renderci intellettualmente più attivi. Attenzione però a non assumere quantità maggiori, perché l’effetto positivo scomparirebbe creando, invece, un danno ai neuroni.

Un buon piatto di verdure crude condito con olio extra vergine di oliva e noci tritate, accompagnato da un po’ di vino seguito da un buon caffè, rappresenta non solo un buon menu, ma anche una ricetta salutare per proteggere quotidianamente il nostro cervello. Combattere l’invecchiamento cerebrale non necessita, quindi, di particolari accorgimenti, bensì inizia da tavola con un’alimentazione equilibrata e basata sui principi della dieta mediterranea.

di Valentina Schirò (Biologa Nutrizionista)

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