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Alimentazione, cosmesi e prodotti farmaceutici a base di alghe

L’uso dei diversi tipi di alghe come ingrediente per la preparazione di cibi e non solo, si sta facendo strada anche nella nostra cultura…

Alimentazione, cosmesi e prodotti farmaceutici a base di alghe

L’alga è un ingrediente base caratteristico della cucina orientale per la preparazione di involtini, insalate, zuppe, minestre, spezzatini con salsa di soia. L’uso dei diversi tipi di alghe come ingrediente per la preparazione dei cibi, sebbene con alcune difficoltà, si sta facendo strada  anche nella nostra alimentazione. La parola alga trae origini dal mondo latino e significa erba di mare. Nel I secolo a.C. il suo uso era consigliato da Plinio il Vecchio per la cura della gotta e come ricostituente. Anche il famoso medico greco Discoride la usava per la cura dei disturbi epatici ed intestinali, per le eruzioni cutanee e per la pirrosi gastrica. I Maya e gli Aztechi le usavano per curare le ferite. Sebbene attualmente l’uso delle alghe lo consideriamo una novità, l'"erba di mare" è abbondantemente usata non solo nel campo alimentare, ma anche nel settore farmaceutico e nella cosmesi. Basti pensare all’algina, sostanza estratta dalle alghe, più comunemente conosciuta con il nome agar-agar, usata per la preparazione della gelatina, gelato, budini, creme caramel e in particolare negli alimenti a lunga conservazione; la ritroviamo anche come ingrediente di dentifrici, prodotti per la cura del corpo e dei capelli. Le alghe sono anche un ingrediente usato nella cucina irlandese, infatti, l’alga Chondrus crispus viene usata come insalata, per la preparazione di budini e perfino come decotto per la cura della sindrome da raffreddamento. In Danimarca dalle alghe viene estratta la farina per la preparazione del pane. Ma senza andare troppo lontano, l’uso culinario delle alghe lo ritroviamo in Sicilia dove l’Ulva lactuca detta anche lattuga di mare viene mangiata fritta; in particolare, nel catanese, il mauru è un’alga rossa che viene mangiata cruda. Esistono più di 20.000 specie di alghe, tra queste quelle che più frequentemente troviamo nei negozi specializzati sono: kombu, wakame, nori, hiziki, spirulina, arame. In genere, la composizione nutrizionale delle alghe rispetto ai classici vegetali che riempiono i nostri piatti è caratterizzata da un maggior contenuto proteico che può raggiungere anche il 35% come nel caso delle spiruline; possiedono un maggior contenuto di carboidrati e di sali minerali, in particolare iodio, calcio, magnesio, fosforo e ferro. Inoltre, caratteristico è l’elevato contenuto in vitamina B12. La presenza di acidi grassi, invece, fa si che le alghe abbiano un’azione antinfiammatoria, mentre gli antiossidanti, anch’essi abbondantemente presenti, permettono di eliminare i  radicali liberi. Per l’alto contenuto in iodio, le alghe stimolano la tiroide, aumentando così il metabolismo. Questo effetto è molto utile soprattutto in caso di obesità e gozzo. Ovviamente, l’uso delle alghe è sconsigliato ai soggetti che soffrono di ipertiroidismo, in quanto si avrebbe un’eccessiva stimolazione della tiroide. Tra gli amminoacidi, spicca la presenza dell’acido glutammico che nel caso del konbu rappresenta il 60% del contenuto amminoacidico; mentre l’alga wakame ha un alto contenuto in glicina e alanina; la nori, oltre a possedere un elevato contenuto in acido glutammico e alanina, ha un alta concentrazione di taurina pari a circa 1560mg/100gr di alimento. Questa composizione amminoacidica rende queste alghe adatte all’alimentazione degli sportivi. Le alghe trovano applicazione per la cura dell’acne giovanile, nelle diete normocolesterolemizzanti, in caso di iperuricemia e azotemia. La mucillagine prodotta dalle alghe è utile in caso di dislipidemia, infatti riduce l’assorbimento del colesterolo a livello intestinale; mentre, l’amminoacido taurina, insieme ad altri composti sterolici, riducono il colesterolo a livello plasmatico. Grazie alla loro capacità di trattenere l’acqua, la mucillagine favorisce l’aumento di volume delle feci agevolando la peristalsi intestinale soprattutto in coloro che soffrono di stipsi.


Le tipologie di alghe comunemente utilizzate

Hiziki: Alga bruna adatta al consumo sia crudo che cotto. I giapponesi la usano anche come rimedio per rafforzare i capelli, unghie e denti, per combattere il colesterolo alto. La particolare consistenza carnosa la rende adatta  per condire pasta e riso.

Wakame: Alga bruna ricca di minerali, in particolare magnesio, ferro, calcio, vitamine C e del gruppo B. Ha la capacità di disintossicare l’organismo dai metalli pesanti. Si combina bene sia con verdure crude che cotte, con minestre e cereali. È indicata nei casi di carenza di calcio. Una ricerca svolta presso l’Università delle Hawaii ha osservato come estratti di alga wakame, siano in grado di curare e prevenire il cancro al polmone in cavie da laboratorio, probabilmente grazie alla capacità di stimolare il sistema immunitario. Nella Wakame, inoltre, sembra che ci sia una sostanza con capacità antitrombinica il cui effetto è circa il doppio rispetto a quello dell’eparina.

Nori: Alga rossa caratterizzata da una foglia larga e morbida; ha un sapore delicato. Ricca in proteine e vitamine, in particolare C, B1 e betacarotene. Utile in caso di ipercolesterolemia, difficoltà digestive, astenie. In commercio si trova sotto forma di foglie, ma anche di fiocchi. Questa alga è utile per combattere le infezioni da Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa, Salmonella, Staphylococcus, Aspergillus Fusarium e Shigella.

Kombu: Alga bruna particolarmente ricca di iodio, magnesio, ferro e calcio; utile in caso di astenia e sindrome da affaticamento;svolge anche la funzione di regolatore della pressione sanguigna. In Oriente viene anche usata per la cura delle malattie polmonari e cardiovascolari, nell’artrite e nelle diete dimagranti, per il gozzo e per i danni da radiazioni. In cucina, è l’alga usata per la preparazione di diverse pietanze, in particolare, involtini, minestre, zuppe e tisane.

Spiruline: Microalga azzurra, caratterizzata da un elevato contenuto di vitamine (A, B12) e proteine (65-70%), e per questo utilizzata come integratore alimentare.

di Valentina Schirò (Biologa Nutrizionista)

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