I VIDEO DI ROSANNA
Oroscopo della salute Ariete Toro Gemelli Cancro Leone Vergine Bilancia Scorpione Sagittario Capricorno Acquario Pesci Oroscopo della settimana

I consigli per ottenere una frittura più salutare

Dove risiede il segreto nella realizzazione di una buona frittura fatta in casa? Scopriamolo con i consigli della nostra tecnologa alimentare

I consigli per ottenere una frittura più salutare

La frittura costituisce una vera attentatrice della nostra linea e del nostro fegato. Esistono delle informazioni indispensabili da sapere quando si procede a cuocere dei cibi adoperando questa particolare modalità di cottura: in primis la temperatura di frittura, ma anche la scelta del tipo di olio da utilizzare e, non per ultima, la metodologia impiegata. Si tratta di tre importanti punti che costituiscono i punti critici del processo e che, quindi, devono essere accuratamente tenuti sotto controllo al fine di ottenere un risultato che rispecchi le nostre aspettative.
La prima "qualità" da osservare sul grasso di frittura è la stabilità e resistenza al calore: l’olio non deve mai raggiungere il "punto di fumo" (tecnicamente pirolisi), che descrive la temperatura massima raggiungibile dall’olio prima che inizi a bruciare e decomporsi, formando sostanze tossiche; sostanze volatili di odore e sapore acre (aldeide acrilica o acroleina) e dannose per il fegato.
Gli oli che contengono grandi quantità di acidi grassi "polinsaturi" non devono essere utilizzati per le fritture, infatti, questi, se sottoposti ad alte temperature, diventano instabili, producendo residui nocivi per il nostro corpo. Tra gli olii non raffinati, l’extravergine d’oliva, è da considerarsi fra quelli più stabili, in quanto il punto di fumo si aggira intorno ai 210°; è da prediliger sia per gli aspetti nutrizionali che salutistici. Al secondo posto troviamo l’olio di semi di arachide, che conferisce un sapore leggero e consente una discreta frittura. Seguono i gettonati oli di semi di girasole o di mais con un punto di fumo molto basso. In ogni caso, mai esagerare con le fritture, le alte temperature raggiunte alterano la struttura molecolare dei grassi. Inoltre, i cibi fritti assorbono tanto olio quanto un decimo del loro peso, quindi, ogni 100 g di alimento, 10 g di olio (100 cal).

In base a queste considerazioni è opportuno attenersi ad alcune importanti regole:

- non risparmiare sulla quantità di olio! La nostra padella in cui friggere deve essere abbastanza capiente da contenere almeno un’intera bottiglia di olio. La matrice alimentare da friggere deve essere completamente immersa nel liquido bollente, la cui temperatura non deve assolutamente superare i 180° C. In tal modo si provoca l'evaporazione dell'acqua superficiale (con la formazione della famosa crosta dorata) e la cottura omogenea della parte interna dell'alimento. L’ideale sarebbe avere una friggitrice dotata di termometro, utilizzare un termometro da cucina, oppure ricorrere a un piccolo espediente: per verificare se l’olio è abbastanza caldo, basta immergere una piccolissima quantità dell’alimento da friggere, quindi osservare se si forma immediatamente la crosticina. In tal caso la temperatura sarà ottimale!

- Evitare per quanto possibile la presenza di acqua nel composto, che accelera le alterazioni di olio e grasso. Sale spezie, o altro, vanno aggiunti alla fine della cottura. Il sale concentra l'umidità, impedendo la formazione della crosticina;

- Evitare assolutamente la pratica della ricolmatura (aggiunta di olio fresco all'olio usato). L'olio fresco, a contatto con quello usato, si altera molto più rapidamente! Errore frequentissimo, cosi come quello di risparmiare sulla quantità di olio utilizzato.

- Dopo la frittura è bene agevolare mediante scolatura l'eliminazione dell'eccesso di olio assorbito dall'alimento e asciugarlo su carta assorbente, che va poi tolta una volta intrisa di grasso.

- Non riutilizzare mai l’olio esausto delle precedenti fritture. Smaltirlo nella maniera corretta, magari raccogliendolo in bottiglie da consegnare a delle ditte specializzate, o portarlo alla più vicina isola ecologica, o ad un ristorante da cui sarà prelevato per essere riutilizzato. Salvaguarderemo cosi  le nostre case, scarichi e ambiente!

Tutti questi accorgimenti ci consentono di avere una frittura leggera e salutare, evitando di appesantire il fegato e contrastando il tipico bruciore di stomaco derivato da una frittura di scarsa qualità.
La parola chiave è sempre l’equilibrio! Bilanciando la nostra dieta quotidiana e non abusando di grassi, sale, fritti, possiamo permetterci tutto in piccole quantità, anche la frittura! Ideale da mangiare ogni tanto per non disabituare il fegato al suo lavoro ordinario.

di Dott.ssa Valeria Crea (tecnologa alimentare)

Vota questo articolo

Il voto dei lettori (3/5)

Commenti  Visualizza commenti     Stampa  Stampa articolo
Lascia un commento
POTREBBE INTERESSARTI ANCHE...
Le regole per una sana e saporita frittura
Le regole per una sana e saporita frittura

Friggere i cibi fa male alla linea e alla salute? Non è detto: basta..

Tutte le calorie del Natale
Tutte le calorie del Natale

Ne apporta di più il pandoro o il panettone? E quante se ne nascondono..

Tutti gli oli da usare in cucina
Tutti gli oli da usare in cucina

Non c’è solo l’olio di oliva: le alternative sono molte, con..

Porta il feng shui in cucina
Porta il feng shui in cucina

Anche a tavola ricerca l’equilibrio tra yin e yang per sentirti più..