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Allergia al nichel. I cibi e gli oggetti da cui stare alla larga

Il nichel può avere effetti nocivi sulla salute, scatenando delle reazioni allergiche. Vediamo quali sono i cibi che ne contengono di più e le accortezze da usare nel maneggiare taluni oggetti

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Allergia al nichel. I cibi e gli oggetti da cui stare alla larga

Per le sue caratteristiche chimico-fisiche, il nichel è un metallo abbondantemente usato nell’industria, soprattutto per la preparazione delle leghe caratterizzate da resistenza al calore e alla corrosione. In particolare, il nichel è impiegato per la produzione della maggior parte degli oggetti di uso quotidiano con i quali siamo perennemente in contatto: bigiotteria, orologi, cellulari, maniglie, cerniere, stoviglie, pentole, accendini, forbici, aghi, batterie, coloranti, materiale elettrico, ceramiche, parti metalliche di occhiali. È un componente anche delle tinture per capelli e dei prodotti per le permanenti. Leggendo le etichette, possiamo constatare come il nichel sia un ingrediente usato anche in cosmesi, lo ritroviamo infatti, nello shampoo, prodotti per il make-up, smalti (in particolare quelli di colore verde), prodotti per la rasatura, dentifrici.

 

Cosa fare in caso di allergia

I soggetti allergici devono necessariamente ridurre la possibilità di assunzione e di contatto col metallo. Vediamo come:
•    Ridurre drasticamente o eliminare alcuni alimenti: cacao, cioccolato, legumi freschi e secchi  (i ceci sembrano più tollerati), cereali, farina di mais, farina e prodotti integrali, noci, mandorle, spinaci, asparagi, pomodoro intero e concentrato, margarina, pere, lievito chimico, liquirizia, funghi, lattuga, grano saraceno, pasta sfoglia, alimenti in scatola, aringhe, ostriche, acciughe,the.
•    Gli alimenti con minore contenuto in nichel, generalmente tollerati e da assumere con moderazione sono: pasta e pane con farina 00, cetrioli, melanzane, peperoni, zucca rossa, zucchine, marmellate, cavoli, carote, banane,cipolla.
•    Gli alimenti permessi sono: carne bianca e rossa, pesce (ad eccezione di quello precedentemente elencato), patate, uova, latte, formaggi, agrumi, mele.
•    In base agli studi fino ad ora fatti, l’acqua imbottigliata è sicura; mentre, quella dei nostri rubinetti è consigliato farla scorrere prima di berla o utilizzarla per la cottura dei cibi in modo da ridurre l’assunzione del metallo maggiormente concentrato nell’acqua iniziale perché rilasciato dalle tubature. La filtrazione dell’acqua con caraffe o con sistemi che si applicano ai rubinetti non aiuta a ridurre la concentrazione del metallo. 
•    Quando si cucina, è preferibile prendere alcune precauzioni: non usare pentole smaltate, in teflon, in alluminio. Usare esclusivamente stoviglie di vetro, acciaio inox 100%, vetroceramica proprio per evitare che le sostanze acide contenute nei cibi favoriscano la dissociazione e, quindi, il rilascio del nichel dagli utensili usati.

 

Sintomi e zone più colpite

I soggetti allergici al nichel sviluppano una dermatite allergica da contatto (DCA), che si può sviluppare anche in zone lontane dal sito di contatto. Le mani e le orecchie sono le zone che manifestano più frequentemente la reazione allergica; ma a volte sono anche interessate le mucose del cavo orale a causa della presenza di questo metallo nelle protesi. L’esposizione al nichel può inoltre provocare: prurito, asma, bronchite, ulcere cutanee, angioedema, dermatite nelle zone flessorie, rash maculopapulare e vasculite. Altri sintomi aspecifici osservati sono: diarrea, crampi addominali, emicrania e meteorismo. Anche lo stress psico-fisico e le variazioni stagionali possono influire sulla manifestazione allergica. I fumatori assumono una maggiore dose di nichel tramite i loro polmoni. Tutti i sintomi elencati dipendono dalla dose del metallo assunto; inoltre, non è stato ancora potuto stabilire la dose minima di nichel tollerata dai soggetti sensibili. In media, l’intervallo di tempo tra l’ingestione del nichel e la comparsa di sintomi varia da 1 a 24 ore.

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