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Olio extravergine d’oliva: un amico prezioso per la salute delle arterie

Non raffinato, a bassa acidità, è prodotto solo con le olive migliori

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Olio extravergine d’oliva: un amico prezioso per la salute delle arterie

Per combattere le malattie del cuore e della circolazione del sangue è necessario mantenere i livelli di colesterolo entro valori ottimali. Tra gli alleati della salute a tavola un posto di spicco spetta all’olio d’oliva, ma che sia extravergine.

Tra tutti gli oli, quelli ottenuti dalle olive sono ricchi di componenti importanti per il benessere dell’organismo. Infatti, oltre a contenere pochi grassi saturi, pericolosi per le arterie, vantano una discreta quantità di polinsaturi essenziali (cioè che non possono essere prodotti dall’organismo) e, soprattutto di acido oleico e linoleico.

 

Dove sta la differenza

Ottenuto dalla prima spremitura meccanica delle olive, senza far ricorso a sostanze o processi chimici, l’extravergine è unolio non raffinato la cui acidità non supera lo 0,8%.

«Nell’olio extravergine, le olive vengono frante con macine di pietra o con frangitori in acciaio», spiega Mauro Amelio, responsabile del Laboratorio chimico della Fratelli Carli, «Dopo la spremitura, si ricorre a un altro processo, di pressione o di centrifugazione, per separare la sansa, cioè la parte solida, dalla parte liquida. Invece, l’olio d’oliva, subito dopo essere stato "spremuto", è commestibile, ma ne è vietata la vendita al dettaglio, in quanto molto acido e di sapore sgradevole. Per tale motivo, viene sottoposto a raffinazione».

 

Fondamentale il trattamento delle olive

Non ricorrendo ad alcuna lavorazione ulteriore che corregga eventuali difetti di gusto, l’extravergine deve essere prodotto a partire da olive di prima qualità. Di fondamentale importanza è anche il tipo di raccolta dei frutti: quanto più è manuale, tanto migliore sarà la qualità dell'olio. Più precisamente, la raccolta manuale si serve di pertiche o di speciali "pettini abbacchiatori" per staccare le olive dalla pianta. Una volta cadute in grandi reti, le olive vengono poi portate negli stabilimenti per essere sottoposte a lavorazione. Invece, con la raccolta automatica delle olive, la pianta viene trattata con sostanze che facilitano il distacco del picciolo dai rami, oppure si ricorre all’uso di sferzatori, macchine che scuotono le piante per far cadere i frutti.

 



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