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Il miele: cibo degli dei

Conosciuto da secoli per i suoi effetti benefici, è da considerare non come un semplice dolcificante, ma come alimento prezioso da consumare tutti i giorni

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Il miele: cibo degli dei

L'uomo sin dalla preistoria ha trovato nel miele non solo una sostanza per addolcire cibi e bevande, per conservare alimenti, ma anche una fonte nutrizionale. Le prime testimonianze della raccolta del miele risalgono a partire dal IX millennio a. C. Più tardi, gli antichi Egizi organizzarono la produzione di miele utilizzando arnie di argilla.

 

La formazione del miele

L'ingrediente base per la formazione del miele è il nettare, un liquido zuccherino secreto da alcuni tipi di piante da fiore. La secrezione del nettare ha il compito di attirare alcune specie di insetti, detti impollinatori, allo scopo di assicurare la fecondazione dei fiori.

Tra questi, ci sono le api, che dopo averlo succhiato lo portano nell’alveare all'interno di una sacca, chiamata borsa melaria, dove oltre al nettare depositato affluiscono anche alcuni succhi secreti dalle ghiandole, che trasformano il saccarosio presente nel nettare in glucosio e in fruttosio.
Giunte nell'alveare, le api rigurgitano il nettare in apposite celle.
Qui la componente acquosa del nettare evapora formandosi il miele, che viene immagazzinato in altre cellette poi sigillate con uno strato di cera.

 

Le proprietà del miele

Al contrario del saccarosio, presente nello zucchero, il glucosio e il fruttosio vengono immediatamente assimilati dal nostro corpo senza richiedere di essere digeriti. Questi due zuccheri sono presenti nel miele con una percentuale che sfiora il 70%. Inoltre, il miele contiene vitamine, minerali, proteine e pertanto va considerato un vero e proprio alimento.

Rispetto allo zucchero, contiene meno calorie e la sua azione dolcificante è più potente. Il miele è da preferire allo zucchero anche perché contiene proteine, vitamine, e sali minerali assenti nello zucchero. Se ciò non bastasse, va ricordato che il miele, pur essendo dolce, non è cariogeno; se integrale, fresco e ben conservato esercita un'azione preventiva anticarie. Inoltre è un blando calmante e favorisce il sonno ed è per questo che viene spesso consumato diluito nel latte prima di coricarsi. È anche un potente antisettico, disinfettante e antimicrobico.

 

Tutti i tipi di miele

I mieli possono essere chiari o scuri. Quelli chiari sono ricchi prevalentemente di fruttosio e di glucosio, mentre quelli scuri, oltre a questi zuccheri, contengono numerosi sali minerali, sono più mineralizzati. Quali preferire? Quelli chiari sono molto dolcificanti e in genere rimangono fluidi (acacia, millefiori), mentre quelli scuri possono essere amarognoli e per fluidificarli, essendo cristallizzati, occorre scaldarli a bagnomaria.

 

Acacia possiede colore paglierino e aroma tenue con ricordi di confettura; piacevolmente fluido ha gusto delicato. Dolcifica più dello zucchero che può sostituire nella preparazione di dolci, tartine e bevande. Esiste una varietà aromatizzata al tartufo da servire con i formaggi erborinati come il Gorgonzola piccante e il Roquefort.

 

Castagno è tra i mieli meno dolci. Si presenta scuro, denso, intensamente profumato; il gusto è amarognolo e quasi astringente, ossia asciuga la bocca (in modo simile, ma meno forte, di quando si mangia un frutto acerbo). Si serve in bevande calde, con formaggi erborinati e con caprini meglio se di buona stagionatura.

 

Corbezzolo, prodotto quasi esclusivamente in Sardegna e nella regione tosco-umbra, è tra i più rari e apprezzati. Cristallizza molto rapidamente. Il colore ambrato vira a tonalità scure quando il miele è allo stato liquido, mentre ha tinte nocciola chiaro quando la cristallizzazione è completa. Il profumo ricorda vagamente quello del caffè, mentre il sapore, d’impatto dolce, diventa amarognolo e astringente. Da spalmare sulle braciole di maiale, al momento di toglierle dalla griglia o dal forno.

 

Eucaliptus possiede colore ambrato che diventa chiaro quando cristallizza al punto da assumere sfumature biancastre. Il profumo è intenso e ricorda inequivocabilmente quello della pianta che lo origina, con note di liquirizia e di malto; il sapore è dolce, sapido. Si usa per profumare le tisane; liquefatto a bagnomaria, aromatizza marinate per carni da cuocere alla griglia.


PARLIAMO DI: miele, nettare, fruttosio, glucosio,

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