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Farmer market: dal produttore al consumatore

Il boom dei mercati alimentari dove la merce, a chilometro 0 e rigorosamente di stagione, è più fresca e meno cara

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Farmer market: dal produttore al consumatore

Di origine americana, i farmer market stanno riscontrando sempre più successo in Italia e ora sono presenti in tutte le città più importanti. Si tratta di mercati alimentari dove però, dietro al banco a servire i clienti, non vi è un commerciante, ma un agricoltore che, senza intermediari, mette direttamente in vendita i sui prodotti. È una formula nuova che ha trovato un immediato favore da parte dei consumatori. Sono mercati all’aperto o al coperto, che aprono i battenti generalmente un solo giorno alla settimana e dove convergono i coltivatori delle campagne limitrofe per quanto riguarda frutta e verdura, o poco più distanti (all’interno però della medesima provincia, o regione), per salumi, formaggi, vini, oli.

 

Filiera più corta

La vicinanza del luogo di produzione a quello di vendita ha fatto sì che questi “mercati contadini” siano talvolta chiamati “a chilometro zero”. Nascono, infatti, con lo scopo di accorciare la filiera d'acquisto, riducendo i passaggi e i tempi tra raccolta e consumo a tutto vantaggio della qualità del prodotto. Ma quali sono i vantaggi che offrono? Innanzitutto propongono prodotti freschissimi: frutta e verdura appena colta, uova e latte di giornata, e poi formaggi e salumi di piccoli agricoltori. Essendo prodotti locali sono necessariamente stagionali. Inoltre, meno la merce viaggia e, per conseguenza, meno tempo trascorre dalla raccolta alla vendita, minori sono i costi di magazzinaggio, di refrigerazione, di confezionamento, di trasporto, che in ultima analisi sono a carico del consumatore finale. Ma anche se il prezzo non risultasse molto più basso (spesso lo è), l’acquisto è comunque motivato dagli altri fattori appena ricordati, a partire dalla freschezza. Inoltre le tendenze alimentari attuali si rivolgono proprio alla stagionalità per ottenere il meglio da ciascun prodotto. I consumatori maggiormente sensibili ai problemi ambientali, sono favorevoli a questa modalità commerciale ecocompatibile, in quanto lo spostamento delle merci a distanze brevi, al contrario di quelle acquistate in regioni, o in paesi lontani, non richiede l’impiego di mezzi di trasporto segnatamente inquinanti come aerei o tir, che percorrono grandi distanze contaminando l’ambiente con l’emissione di gas nocivi.

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