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Dieta crudista: fa bene se seguita con buonsenso

Frutta, olio di oliva, pomodori, carote e insalate conservano meglio gli elementi nutritivi se mangiati crudi. Ma alcuni ortaggi possono essere addirittura dannosi

Dieta crudista: fa bene se seguita con buonsenso

Dalla colazione alla cena, tutti i piatti (e, ovviamente, soprattutto le verdure) sono preparati con ingredienti crudi. Questa tendenza si chiama “raw food” e, fra i suoi benefici, c’è quello di preservare i nutrienti, gli enzimi, le vitamine e i sali minerali (che, ad alte temperature, si possono degradare). Se vi incuriosisce e anche voi volete sperimentarla, il periodo migliore per farlo è proprio l’estate: la frutta matura (specialmente se mangiata con la buccia) è rinfrescante e dissetante, e aiuta a combattere i radicali liberi grazie al suo contenuto di antiossidanti.
Per gli ortaggi, la regola è quella di tagliarli all’ultimo momento e a grandi fette, perché in questo modo si riduce al minimo la perdita dei nutrienti causata dall’ossidazione dell’aria.
E per condire? L’olio extravergine di oliva fa bene soprattutto a crudo, stimolando la digestione e la produzione di colesterolo “buono” (HDL).

Studi recenti confermano che col cibo crudo non si introducono nell’organismo sostanze cancerogene, come ammine e tossine,  e che la “raw diet” è utile per combattere l’obesità e l’ipertensione
Attenzione, però. La dieta crudista va seguita con buonsenso: non tutti gli ortaggi possono essere mangiati crudi. I cereali e alcuni legumi sono un esempio: la cottura trasforma i loro amidi in carboidrati semplici e le proteine in parti solubili, e in questo modo diventano più digeribili. Attenzione anche alle patate e alle melanzane: quando sono crude contengono la solanina, una sostanza tossica che fa male all’apparato digerente e al sistema nervoso. Occhio anche a carne e pesce: consumateli crudi solo quando sono freschissimi, e quando siete assolutamente certi della loro provenienza. “È vero, la cottura può degradare alcune sostanze nutritive, ma altre volte rende anche più semplice l’assimilazione dei nutrienti. E facilita la masticazione degli alimenti duri e fibrosi”, aggiunge Kristen Gremillion, della Ohio State University (http://www.osu.edu/).

di Monica Coviello

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