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Cucina etnica

Se per voi cucina etnica è sinonimo di ristorante cinese o fast food, adesso è arrivato il momento di aggiornarvi

Cucina etnica

Giapponese, messicano, brasiliano, argentino, senegalese, sono solo alcuni dei numerosi ristoranti etnici che negli ultimi anni stanno sempre prendendo campo nelle nostre città, grazie agli ampi consensi che stanno ricevendo. La cucina etnica più conosciuta è quella cinese, ma solo perché questo popolo si è insediato nel nostro Paese da molti più anni rispetto agli altri, inoltre le numerose portate, l’uso di ingredienti sconosciuti alla nostra tradizionale cucina, i prezzi accessibili e probabilmente anche la possibilità del servizio take away, hanno agevolato questo successo. Ma grazie all’arrivo in Italia di altri immigrati, altri tipi di cucina stanno iniziando a fare buona compagnia a quella cinese riscuotendo anch’esse alti gradimenti.

 

Menù e servizi per tutte le tasche

Il costo e i servizi offerti dai diversi punti di ristoro stranieri sono svariati: in media, i ristoranti giapponese e argentino sono quelli più cari; mentre, la cucina brasiliana, tunisina e messicana comportano una spesa di medio livello; decisamente più bassi sono i costi della cucina turca e indiana. Ovviamente diversa è anche la tipologia dell’ambiente in cui il cliente si verrà a trovare: in genere, il ristorante giapponese offre un ambiente più raffinato e ricercato rispetto a quello proposto ad esempio in un locale turco o indiano. Per queste differenze non c’è da meravigliarsi: l’allestimento dei locali e il tipo di stoviglie usate normalmente riflette del tutto, o in parte , le tradizioni e lo stile di vita delle diverse culture.

 

Cucina e integrazione

La diffusione della cucina etnica rappresenta anche l’accettazione e l’integrazione di una nuova cultura nella nostra. Ciò che prima veniva considerato come estraneo alle nostre abitudini culinarie ed era ritenuto magari come una cosa assurda da usare, ora inizia ad essere una consuetudine. Facciamo un esempio: cumino, coriandolo, zenzero, farina di riso, alghe, soia, tofu erano ingredienti per lo più sconosciuti e pressoché introvabili. Oggi invece questi e tanti altri prodotti trovano ampio spazio sugli scaffali dei supermarket;spesso esistono degli interi reparti dedicati a questi ingredienti o addirittura a piatti precotti. Sta diventando inoltre consuetudine l’aggiunta di molti di questi ingredienti per la preparazione dei più classici piatti della nostra tradizione italiana per dare proprio un tocco in più!

 

Etnico, ma non originale

L’accettazione e la diffusione di una nuova cultura culinaria nel nostro Paese è certamente sinonimo di integrazione. Ma a lora volta, questo stesso atteggiamento viene messo in pratica anche dagli stessi gestori stranieri. Difficilmente infatti al cliente vengono proposti piatti al 100% originali. Questa pratica non nasce per la volontà di truffare il cliente, ma per la consapevolezza che magari un gusto troppo deciso o piccante, o l’utilizzo di particolari ingredienti come le viscere degli animali, possa non essere di gradimento perché eccessivamente distante dalle abitudini locali.

Gli italiani in genere sono incuriositi dalla cucina etnica; solitamente si lasciano guidare dai ristoratori per le ordinazioni; spesso si documentano sul tipo di cucina prima ancora di andare al ristorante; ma nonostante ciò, essendo molto legati alle proprie tradizioni, difficilmente si abbandonano alla scelta di un piatto composto da ingredienti per lo più sconosciuti. Quindi, per fare sì che il piatto proposto possa essere pienamente gradito dalla clientela, subisce delle modifiche rappresentando così una vera e propria mediazione e rispetto tra culture diverse.

 

Cucina etnica: cucina salutare

Della cucina etnica bisogna anche considerare l’aspetto salutare. Molti ingredienti delle diverse culture sono apprezzate non solo per il gusto, ma soprattutto per i benefici che possono apportare. Classico esempio sono le spezie, cardamomo, coriandolo, chiodi di garofano, noce moscata, cumino, pepe, fieno greco, peperoncino, paprica, zenzero, tamarindo, turmenico e senape note per le loro proprietà antinfiammatorie, digestive e protettive per l’organismo. Il sashimi invece rappresenta una valida fonte di omega-3 poiché, essendo crudo, nel pesce non viene alterata la composizione dei suoi acidi grassi essenziali. Le alghe sono invece note per la loro capacità di fornire minerali e di attivare il metabolismo. Il cuore di palma, tipico della cucina brasiliana, fornisce un discreto apporto di ferro. Inoltre, in genere nelle cucine straniere vi è un maggiore uso di legumi, frutta e verdure rispetto alla nostra tradizione.

di Dott.ssa Valentina Schirò (Biologa Nutrizionista)

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